Parliamone?

Non so, devo aver perso un pezzo.  Ma non so quale, non so dove.

Un poliziotto prende a manganellate un ragazzo (un cattivo ragazzo? un ragazzo cattivissimo? un mezzo delinquente che rovina un corteo numeroso e pacifico, tirando sassi e cercando lo scontro? non so, ma facciamo pure che sia così) e noi dovremmo parlarne?

Per dirne cosa, esattamente?

 

Mi ricordo anni fa di un professore che si prese un pugno in faccia in classe per aver ripreso un ragazzo. Forse sbagliamo noi. Forse, se un ragazzo ti si rivolta contro gli devi dare dello stronzo senza tanti problemi. Forse se alza le mani devi tirar fuori la cinghia. Parliamone.

 

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14 risposte a Parliamone?

  1. melchisedec ha detto:

    Se aggredito fisicamente, reagirei per difendermi. Mi faccio massacrare solo perché sono professore? Giammai. Penso che sia la stessa cosa per un poliziotto. Abbiamo visto tante foto “oscene”. E’ grave se il poliziotto aggredisce senza essere stato attaccato. Ci vuole coraggio comunque ad aggredire uno studente inerme.

    • Anonimo SQ ha detto:

      non ci vuole coraggio, ma tanta vigliaccheria, direi…
      e pure tanta cattiveria, da sfogare sul ragazzo chissà quali frustrazioni (famiglia ? lavoro ? semplice squallore personale ?).

      Anonimo SQ

      • melchisedec ha detto:

        A Palermo, il 16 novembre, i miei allievi hanno confermato che sono stati dei ragazzi ad attaccare per primi le forze dell’ordine. Occorrono i distinguo, Anonimo.

  2. ellegio ha detto:

    Non sono mai stata aggredita fisicamente – un paio di volte sono intervenuta per cercare di sedare una rissa, ma con un certo sforzo, ma di fronte alle aggressioni verbali no, non reagisco con altra violenza. Non è il mio ruolo. Credo che per un poliziotto sia lo stesso.

  3. vnnvvvn ha detto:

    Non lo so… ma se vai alle manifestazioni con il casco, le molotov e i petardi un po’ te le cerchi.
    Mi domando perchè quelli che manifestano pacificamente non riescano mai a isolare i professionisti degli scontri.

    • ellegio ha detto:

      Se vai alle manifestazioni armato cerchi lo scontro, certo. Nessuno ha voglia di difendere questa gente, ma quello che spero è di vederli in galera, non all’ospedale.

      • vnnvvvn ha detto:

        Io invece spero che ha consegnarli alla polizia siano i manifestanti pacifici!
        (che poi mi disturba sia che vengano curati in ospedale con le mie tasse ma anche mantenerli in carcere, mi domando da sempre perchè non possano lavorare e pagare almeno vitto e alloggio)

  4. ornella ha detto:

    Più che altro noi che non andiamo alle manifestazioni (forse anche perché abbiamo paura di finire manganellati , chissà) si ha l’impressione che quelli che hanno il casco, le molotov e i petardi se la cavino alla grande, e sotto le bastonate ci finiscano gli altri… Ma forse è solo un’impressione.

  5. ornella ha detto:

    Ah , dimenticavo, è chiaro che quelli col casco , le molotov e i petardi li vorrei tutti in galera, magari preventivamente. Possibile che siano sempre le stesse persone, a tutte le manifestazioni?

  6. bianconerogrigio ha detto:

    Che dire … Al ritorno da scuola, alle elementari nel lontano ’60, mi ritrovai all’ospedale con la testa rotta dalla manganellata di un poliziotto perché tornando da scuola attraversai per caso una manifestazione. Già contestatore a otto anni … Mi feci un’idea particolare dei poliziotti. Poi mio cugino scelse la carriera militare e mi raccontò come da allievo ufficiale venne spedito a fare servizio d’ordine alle manifestazioni della Statale di Milano nel ’68. Capii allora come sia tra i poliziotti che tra i manifestati ci fossero persone civili capaci di muoversi dentro le regole democratiche e persone fuori di testa.

  7. Anonimo SQ ha detto:

    @bianconerogrigio @tutti

    Infatti, ti quoto al 100%. Temo comunque che sia grave avere fuori di testa tra i professionisti che, anche se lungi dal doversi comunque far picchiare e basta, dovrebbero sempre avere come priorità l’incolumità dei cittadini, anche se devono fisicamente reprimerli e metterli in condizioni di non nuocere. Averne tra i manifestanti, raccolti nella generalità della popolazione, mi pare un pelo + plausibile.
    Vedere prendere a manganellate a Genova scout che pacificamente manifestavano IN DIVISA DA SCOUT, oppure l’altro giorno vedere ragazzi/ragazze ormai a terra presi a manganellate e calci mi sembra, oltre che un reato, una mancanza di professionalità da parte delle forze dell’ordine. Poi, ci può pure stare che qualcuno PERDA LA TESTA, MA I COMPAGNI DOVREBBERO, DA TUTT’E DUE LE PARTI, FERMARLO.

    Anonimo SQ

    • ellegio ha detto:

      La cosa grave è che un ministro affermi, davanti alla violenza della polizia, che bisogna “vedere cosa è successo prima”, che la giustifichi nel contesto (l’Italia bolliva…). Davanti a questo non mi sembra che nessuno abbia detto una parola. O forse mi è sfuggito? Perché che la situazione è difficile lo vediamo tutti (forse nelle grandi città è peggio, forse a Roma peggio ancora che altrove: qui sono due anni che sono ricominciate le aggressioni davanti alle scuole, tanto per dirne una), che le forze dell’ordine devono operare in condizioni complicate pure, che hanno mezzi insufficienti anche, ma se cominciamo a dare per scontato che un poliziotto possa prendere a manganellate i manifestanti quando questi sono isolati, a terra, inoffensivi, stiamo dimenticando che non è una rissa tra opposte fazioni di tifosi, che non stiamo al bar a invocare la pena di morte per quelli dell’altra squadra.

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