sabato romano

Abbiamo mangiato un panino – il figliolo aveva il muso lungo perché aveva dovuto lasciare a casa certe sue carte, e per questo ha pestato una grande cacca di cane – io comincio a odiare tutti i padroni di cani che vedo per strada. Un panino e dei fichi secchi che avevo comprato al mercato poco prima, volevo le banane ma il venditore si è messo a ridere e mi ha spiegato che signora, sono per stranieri.

 Per stranieri? E perché? Di che sanno?

– Si fanno solo fritte signora. Questi fichi invece sono buoni, ma solo a novembre. 

Poi avevano sete.

Incamminiamoci, sulla strada ci sono almeno tre fontanelle.

Ci siamo fermati a bere a tutte e tre, e anche altre ancora.

Poi abbiamo incontrato i miei colleghi. Pochi, per la verità. E i ragazzi di scuola, con lo striscione verde, e i megafoni.

Ma faccio un po’ fatica.

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4 risposte a sabato romano

  1. LaVostraProf ha detto:

    Io per ora sono lì che rileggo il rapporto causa-effetto tra aver lasciato a casa le carte e aver pestato la cacca del cane.
    (leggo cose anche tristi, di quel corteo, uff)

    • ellegio ha detto:

      Muso lungo – distrazione – allontanamento dall’occhio vigile e protettivo della mamma – caccona in mezzo all’erba – splash 😦

      Finché ci siamo stati noi, ecco, non è che fosse allegro, ma non è successo niente di triste. Se stiamo parlando dello stesso corteo, ché ce ne sono stati almeno due solo oggi.

  2. bianconerogrigio ha detto:

    Tutte le volte che leggo di cortei e di scuola mi torna in mente il fragore di quella maledetta esplosione …
    La contestazione si fa sentire presto: niente fogli allora … cacca. 🙂

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