credere alla scienza

La sentenza di ieri è stata un colpo, ci torno in continuazione. Difficile essere sereni.
Non ho neanche carte ufficiali da leggere, il che complica non poco le cose.
Ho solo la consapevolezza che qui da noi potrebbe succedere benissimo che uno la mattina viene chiamato dal suo capo, che gli chiede di accompagnarlo a una riunione di quelle un po’ rognose, e poi si ritrova una condanna per omicidio.

E intanto Maiani si è dimesso, e con lui tutta la presidenza della commissione grandi rischi. Per quale motivo uno dovrebbe rischiare una condanna penale per un parere tecnico/scientifico?

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11 risposte a credere alla scienza

  1. Anonimo SQ ha detto:

    La sentenza è folle, però… la mia sensazione è che avrebbero fatto bene quegli specialisti, a non farle, certe dichiarazioni.
    Con semplicità disarmante, stamane alla radio una signora romana diceva: “ma se non si possono fare previsioni su quando i terremoti si verificheranno, come si fa a dire che per sicuro non si verificheranno ?”
    L’impressione è che, se non si fossero prestati a quelle dichiarazioni tranquillizzanti (“bevetevi un bicchiere di vino, ed andate a letto tranquilli”), probabilmente “Qualcuno”, al momento di dare consulenze, assegnare fondi di ricerca, dare stipendi per collaboratori e premi in denaro, o banalmente (!) cattedre universitarie magari di loro si sarebbe “dimenticato”. Non ho dati, ma come diceva Andreotti…

    Anonimo SQ

    PS secondo voi, in Germania o Inghilterra, sarebbe successo (sia le dichiarazioni che la sentenza) ?

    • pensierini ha detto:

      @ Anomino AQ: no, non sarebbe successo, siamo sulla bocca di tutti, Nature apre con la notizia: http://www.nature.com/news/shock-and-law-1.11643

    • ellegio ha detto:

      Gli specialisti non hanno fatto dichiarazioni scorrette, se leggi il verbale della riunione non c’è nessuno che dichiara che il terremoto non avrebbe potuto esserci. Ma questo è ovvio. Anche la battuta sul bicchiere di vino inserita nel suo contesto è molto meno urtante di quello che potrebbe sembrare, è la risposta di De Bernardis al giornalista che lo intervista, che gli mette in bocca, per così dire, il famoso bicchiere: ascoltare per credere. E’ vero, credo, che in qualche modo si sono prestati ad un’operazione scorretta di Bertolaso, che in quel momento era occupato alla Maddalena per il G8 e sommamente infastidito dalle continue richieste di rassicurazione degli abruzzesi, e soprattuto dalla presenza di Giuliani (che a questo punto rischia di venire beatificato, ma ci rendiamo conto?). Ma restano le domande: posto che nessuno lì dentro ha previsto il terremoto del 6 ma nessuno ha neanche escluso che ci potesse essere una scossa forte, la CGR aveva poteri di intervento – anche solo preventivo? O non spettava forse alla protezione civile e alle autorità amministrative? E il mandante dell’operazione non è responsabile (io direi più responsabile) di come è stata gestita l’operazione? E ancora: le responsabilità di quelle persone sono identiche? Tra loro c’era anche il direttore del centro nazionale terremoti, che non faceva parte della CGR.
      Comunque, discutere della sentenza senza poterla leggere è anche inutile. Evidentemente il giudice ha ritenuto che la CGR avesse il potere di fare qualcosa che non ha fatto (ma chi non faceva parte della CGR?) oppure abbia omesso di fare qualcosa che era nei suoi poteri, e che di conseguenza qualcuno abbia deciso di cambiare il suo comportamento, con l’orribile esito che tutti sappiamo. Restano a monte aperte varie questioni, per esempio riguardo a) come male venga gestita la comunicazione in Italia, se nella vulgata gli scienziati vengono condannati per non aver saputo prevedere il terremoto, e b) quale garanzie (sì, garanzie) si danno ad un tecnico nel momento in cui gli si chiede un parere, appunto, tecnico. Altrimenti uno potrebbe anche pensare di denunciare il perito del tribunale a cui il giudice si è rivolto. E non è un’assurdità, succede.

  2. danielegr ha detto:

    Quindi un sismologo si trova davanti a dei dati e a dei sintomi che non sono MAI univoci: sappiamo che i terremoti sono allo stato attuale della scienza non sono prevedibili con precisione. Quindi cosa farà? ha una scelta fra non lanciare l’allarme: se poi avviene il terremoto lo condannano a sei anni.
    Oppure lanciare l’allarme: se il terremoto non avviene verrà denunciato per procurato allarme.
    Brutto mestiere quello del sismologo…

  3. LaVostraProf ha detto:

    Pare che la condanna sia avvenuta non per non avere lanciato l’allarme, ma proprio per avere escluso la possibilità del terremoto lì.

  4. Anonimo SQ ha detto:

    Insisto nella mia idea: in un paese come l’Italia, o stai nella traiettoria che il potere ti assegna, o ti ritrovi col cul per terra. Intendiamoci: se va male, ti ritrovi lo stesso col cul per terra, ma se va bene via, allora realizzi grandi sogni, di riffa o di raffa. A questi gli è solo andata male, perchè, casualmente, il terremoto è venuto davvero. Non fosse successo, o non così forte, avrebbero ricevuto il dovuto, nel modo + consono, nella forma desiderata.
    Sto da 30 anni nell’ Università, e vi posso assicurare che è così: se fai parte dei giri giusti (prestandoti ovviamente ai “loro” bisogni) allora non hai mai problemi, stai sempre a galla, qualsiasi sia il vento che tira.
    Vogliamo parlare, che so, di perizie ambientali ? Ad un amico magistrato, che mi chiese lumi su chi incaricare di una perizia (che non potevo per incompetenza fare io), suggerii di rivolgersi all’ordine della categoria tedesco o svizzero per avere dei nomi, perchè solo così sarebbe stato sicuro della verità dei dati. Vi stupite della faccenda delle acciaierie di Taranto ? Guardate che SICURAMENTE era tutto a posto, perizie ed analisi alla mano. Lo giuro. Anzi, lo è ancora oggi, lo rigiuro.

    Anonimo SQ

    • ellegio ha detto:

      Sono in Italia anch’io da una vita, ma ad un giudice il così fan tutti non basta, non può bastare. Non basta neanche a me: sono accusati di omicidio, non di essere opportunisti.

  5. Mammamsterdam ha detto:

    La cosa è un po’ diversa e se da un lato non è affatto strano che i primi due giorni tutto il fiore del giornalismo italiano ha dato solo un’ interpretazione falsa e fuorviante pur di non parlare delle cose serie, la cosa in realtà è molto semplice e me l’ ha spiegata Bianca Mollicone, che oltre ad essere biologa, a suo tempo ha fatto un master in protezione civile. Durante il master la cosa su cui martellavano di più era la responsabilità penale e civile che ti assumi quando vai a prenderti certi incarichi. Se non le vuoi, resti a fare il tuo mestiere perché non te lo ordina il medico di andare in una commissione.

    Il problema non sono le dichiarazioni di quel verbale, ma quello che è emerso dal processo: che il verbale è stato fatto in fretta e furia e fatto firmare a terremoto avvenuto per pararsi il culo.che la riunione stessa fosse solo un’ operazione mediatica di Bertolaso che praticamente anticipa quanto starà sul quel verbale. Che da quel testo metà dei partecipanti si è dissociata, ma non l’ hanno detto in pubblico. Che l’ intervista (sparita, peraltro, menomale che l’ hanno citata in lungo e in largo tutta la stampa locale e quello è rimasto, o magari si scopriva che 80.000 persone erano state vittime di un; allucinazione collettiva credendo di aver sentito quello che hanno sentito e comportandosi in base a quello) era stata data da de Bernardinis il giorno prima della riunione, dicendo quelle che sarebbero state le conclusioni.

    allora il problema non è la validità scientifica di quello che sta su un pezzo di carta scritto dopo, il problema è il comportamento poco etico di quella commissione. Uno dice: eh, ma sono stati manipolati da Bertolaso e i suoi. Perfetto, allora protesti, ti dissoci o ti dimetti. Certo, se non lo vuoi fare perché un terzo del budget del tuo istituto proviene proprio da loro sarà umano, ma è poco etico. E in circostanze come questa diventa perseguibile.

    Ci sono alcune cose che a pelle neanche a me tornano, ma siccome ancora non sono state pubblicate le motivazioni della sentenza, tocca aspettare. E non credo che il giudice sia scemo o incompetente o asservito a un’ ideologia, come negli ultimi anni ci hano insegnato a pensare di default della magistratura tutta.

    La cosa importante di questo processo è stata di aver messo nero su bianco alcune cose che nessuno voleva o osava dire:
    – innanzitutto le dinamiche di quella commissione, delle dichiarazioni e del verbale, che adesso che sappiamo come e quando è stato scritto penso possiamo smetterla di basarci su quello che ci è scritto per criticare la sentenza;
    – intanto che grazie alle intercettazionei (che erano per la Maddalena, altra gloriosa pagina della protezione civile) Bertolaso da teste è passato a imputato in un processo tutto per lui;
    – intanto che forse in questa povera Italia comincia a passare il concetto di resposabilità personale: nessuno ti trascina a far parte di una commissione, ma se ci vai e hai sfiga o non segui la tua etica e deontologia professionale, poi nei guai ti ritrovi tu.

    E anche l’ argomento che ci sono ben altri responsabili, tra cui i costruttori, non hanno nulla a che fare con i capi d’ accusa e la sentenza di questo processo. Quello va valutato nei suoi meriti in base a quello. Perchè degli altri processi in corso a costruttori, pubbliche amministrazioni e Bertolaso non se ne parla, mi pare, ma ci sono, Allora consetitemi di saltare il benaltrismo che qui no va.

    Come tutti attendo le motivazioni del giudice e poi capirò perchè`a pelle io ho delle perplessità su quesot processo. Che sono una cosa diversa dai fatti che sappiamo e che ho tentato di esporvi. Nelf rattempo i loro avvocati lo hanno spiegato talmente bene a questi condannati, che anche loro si limitano a dire che è la comunicazione a seguito della riunione (che, è giusto, non è responsabilità loro) ad aver causato il problema. perfetto, e allora ti dimettevi, anche a costo di fare un dispetto a quello che allora era l’ altissimo onnipotente buon Bertolaso e adesso è un imputato come gli altri.

    Scusami Fra, forse ci dovevo rifare un post da me aggiornato, se vuoi cancella che me lo rimetto di là.

  6. ellegio ha detto:

    No, Ba, perché cancellare? Il fatto è che (tra le mille cose che non funzionano in Italia) ognuno di noi ha notizie e informazioni diverse su quello che è successo. Per non parlare della sentenza: finché non sappiamo cosa dice, non si capisce bene neanche di cosa discutere. Quello che mi pare certo è che la notizia (della sentenza) sia stata data nei termini sbagliati e nei termini sbagliati sia stata riportata – un danno d’immagine per l’Italia (ma l’Italia ha ancora un’immagine da difendere?) non indifferente, che colpisce soprattutto, mi sembra ovvio, chi ha sempre tenuto un comportamento scientificamente e deontologicamente corretto. Nel merito, aspettiamo. Però è stato condannato anche chi non faceva parte di quella commissione, non aveva diritto di voto e non ha firmato nessun verbale (oltre a non aver rassicurato nessuno). Da cosa si sarebbe dovuto dimettere? L’impressione di trovarsi di fronte a una sentenza esemplare (senza capire per chi dovrebbe essere esempio, né di che cosa) è bella forte. Comunque, ripeto, dato che è stato detto molto e parecchio anche fuori luogo, aspettiamo di sentire le motivazioni del giudice.

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