rifiuti tossici

Ok, sono un po’ stressata. Se dopo cinque ore di sonno per una settimana consecutiva spalanco gli occhi nel buio pensando alla lista delle cose da fare, sono un po’ stressata. Cerco di resistere. Mi fa anche piacere se qualche figlio non più in fasce si rifugia nel lettone in cerca di coccole, vorrei approfittarne per costringermi a cinque minuti di tranquillità, ma non c’è niente da fare.
Provo a rilassarmi leggiucchiando scemenze qui e là, poi mi imbatto nei commenti a un post, in cui si paragonano gli insegnanti ai rifiuti tossici, e mi deprimo.
Mi incazzo, ma anche mi deprimo.

 

 

Non so come va nel resto d’Italia, ma qui a Roma c’è un gran fermento. In molte scuole i collegi hanno votato documenti contro le 24 ore e il decreto Aprea (noi no, noi siamo meglio: nella mia scuola la prima cosa che si pensa di fare è un bel seminario con qualche giusvalorista di fama, che si magari dichiara disponibile dal 2017). In molti pensano a forme di protesta che vanno dalla sospensione dei viaggi di istruzione (noi sono ormai due anni che non ne facciamo) allo sciopero bianco (ma proprio bianco bianco). Io sono perplessa. Finora nessuna reazione dal panettiere, nessuna dal giornalaio, nessuna dall’impiegata delle poste. La scuola è andata, ragazzi miei. L’impressione è che perfino chi ha figli in età passi attraverso questa quindicina d’anni in cui deve interagire col sistema scolastico in apnea, in una schizofrenia delirante, tra la convinzione di fondo che gli insegnanti sono rifiuti tossici, appunto, e il sentirsi miracolato se al figlio capitano bravi maestri/professori. Gli stessi insegnanti della scuola primaria tacciono – loro, penseranno, 24 ore le lavorano già.

Ieri ho passato un’ora con una coppia di genitori la cui figlia ha deciso che le giornate sono ancora troppo belle per venire a scuola proprio tutti i giorni. Insomma, una che – diciamolo- non ha particolari problemi, anche se è chiaro che se continua così l’anno scolastico è a rischio. Ma i genitori sono preoccupati e queste son cose che non puoi andare  a raccontare dal medico di famiglia, quindi.

Martedì ho appuntamento con un’altra coppia di genitori, che hanno il figlio all’estero e mi vogliono raccontare come se la passa. So già che se ne andrà tutta l’ora, e meno male che ancora non sono cominciati i ricevimenti settimanali dei genitori così non si formerà la coda di gente in attesa in corridoio.

Ognuna di queste persone penserà che tutto questo è un loro diritto, e io stessa sono convinta nella pancia che lo è – però lo sto facendo gratis. Ognuna di queste persone andrà a casa con la convinzione che gli insegnanti sono rifiuti tossici, ma a loro – chissà perché – è andata bene.
E io mi sveglio col buio e mi rigiro nel letto.

Non voglio fare sciopero, non lo voglio nemmeno bianco. Ci siamo passati quattro anni fa,  nell’indifferenza totale, e abbiamo perso.
Ma voglio anche finirla di rigirarmi nel letto inutilmente.

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14 risposte a rifiuti tossici

  1. Anonimo SQ ha detto:

    Ti capisco, LGO, e sono solidale. Succede lo stesso anche a me, in questo periodo, per altri motivi che non ti affliggo a spiegare, ma sempre connessi all’insegnamento ed alla ricerca nella mia università.
    Non posso dirti molto, e darti meno ancora, se non la mia solidarietà: decisamente, questo è l’ Anno del Bastone.

    Anonimo SQ

  2. 'povna ha detto:

    Hai esposto come mi sento io, punto per punto. Pensarlo insieme forse non basta. Spero che aiuti almeno a prendere sonno per una mezz’ora.

    ps. mi piacerebbe leggere il post, capisco che tu non lo voglia linkare, ma magari, in pvt…

    • ellegio ha detto:

      Non era neanche un post, era un commento. Insomma, non una di quelle cose che pensi e scrivi lucidamente, magari con l’intento di essere polemico o provocatorio, piuttosto una di quelle che ti escono proprio dal cuore, per questo non l’ho linkato…Ti scrivo.

  3. vnnvvvn ha detto:

    Non ho figli, e se tanto mi da tanto non ne avrò, ho dei nipoti ma più che altro la consapevolezza che quelli che ora sono sui banchi potrebbero diventare il mio medico, il mio avvocato, il mio barista e senza andare per forza alle stelle vorrei che il barista sapesse leggere le etichette della roba che ha sotto il bancone così magari evitiamo di lavare i bicchieri con la soda caustica…
    Motivo per il quale la scuola mi interessa anche se non la frequento più.
    Lo dissi lo scorso anno: lo sciopero non ha senso, provacate un disagio minimo e poi i programmi vuoi o non vuoi, pagati o meno vengono portati a termine.
    Far saltare una maturità potrebbe essere un segnale ma a pagare sarebbero solo i ragazzi di quinta!
    Ci vuole un’altra idea…

    • 'povna ha detto:

      Fare saltare la maturità non è facilissimo, perché è come la cosa degli scrutini: gli interni possono essere precettati. Certo, gli esterni potrebbero mandare certificati in massa, ma, da un lato, non mi pare proprio una bella strategia politica rispondere alle accuse di fancazzismo e ‘furto’ quotidiano ai danni dello stato mandando un certificato falso, dall’altro, l’ho visto nella mia scuola due anni fa, quando in tutta la regione non si trovavano insegnanti di Muri&Impianti perché la maggioranza aveva mandato certificato medico, usi i prof. interni della scuola a sezioni alternate. Si può provare, vecchia questione sugli scrutini, ad aggiornare ad libitum. Quello sarebbe legale: non lo sciopero, ma l’aggiornamento costante degli scrutini, sia normali sia di maturità, per giorni e giorni. Ma – siamo seri – lo sappiamo tutti che se lo proponessimo a quelle stesse persone che hanno scioperato, che si dichiarano indignate, che stanno dichiarando come forma di sciopero bianco quella di togliere dalle scuole i distributori di merendine (inter alia e, no, non è una boutade) risponderebbero che, “spiace, ma hanno la salsa sul fuoco, i figli di portare a judo, calcio, nuoto, pallavolo, ricamo, pattini, lo studio da seguire, devono andare al genio civile, all’ufficio del registro, in cantiere, in tribunale, al mare, in montagna, in campagna – certo, però, non è vero che gli insegnanti hanno più vacanze degli altri, noi abbiamo, come tutti, 32 + 4 giorni di ferie”.

      • ellegio ha detto:

        Vista dall’esterno, come non dare ragione a Viv?
        Vista dall’interno, come non dare ragione a te? Come può portare a qualche risultato una battaglia fatta come i ragazzini che vogliono occupare per evitare una settimana di lezioni? Quando tutto il mondo, tutto, perfino i tuoi stessi colleghi, tua zia e la vicina di casa sono convinti che quello che fai (quando lo fai) sono cazzate, come può essere convincente una risposta in termini di allora non faccio più nulla?
        La storia dei distributori l’ho vista anch’io: appunto, qual è il senso?

        • 'povna ha detto:

          Secondo me è quello, malinteso, del boicottare l’indotto. Ma allora, dico io, blocchiamo direttamente i cessi, ché così blocchiamo anche l’indotto della carta da culo, non importa se direttamente fornita dalla provincia o portata da casa. (Il blocco dei cessi mi è peraltro garantito dal mio orario del lunedì, dalle 9 alle 17.20 e senza passare dal via. Quando l’ho fatto presente al collega dell’orario Byker mi ha detto: “Pensa, sei la prima persona che si lamenta perché NON ha buchi in 20 anni di carriera”; “E come faccio a pisciare?” – ho chiesto io; “Facile” – mi fa lui – “come facciamo tutti: lasci la classe scoperta e vai in bagno, quale è il problema?”.

  4. laGattaGennara ha detto:

    Anche io sto scissa tra occhio esterno e occhio interno. Colloqui con genitori ieri, che era sabato pomeriggio e c’era il sole e io avevo dentro l’idea che sì, alla fine fosse più che etico essere lì con loro dopo anni. E sentirsi il rimando positivo sulla scuola tutta. E tutti quei fogli in sala professori, sfoggio alla fine del “io ce l’ho più lungo”. Mah, sai che faccio? Un sonnellino, breve breve e senza girarmi. Magari porta consiglio

  5. ildiariodimurasaki ha detto:

    Citato di striscio in
    http://ildiariodimurasaki.blogspot.it/2012/10/of-median-school-and-proud-of-it.html
    Io al momento non mi sento tossica, e lo sciopero bianco non se lo fila nessuno. Gli unici che se ne accorgono sono gli allievi, ma non essendo fatto contro di loro, non è che…

    • ellegio ha detto:

      Meno male 🙂 Visto a distanza di un giorno lo sciopero bianco sembra tutto sommato abbastanza innocuo (no, io finora ho fatto lezione, quella a colori): metti un migliaio di insegnanti in un gruppo fb, e altro che navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione…

  6. vnnvvvn ha detto:

    Invece che ne pensate della manifestazione fatta ieri? Di domenica con blocco di Porta Portese?

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