l’altra scuola

Martedì c’è stata la riunione per l’elezione dei rappresentanti di classe a scuola di mia figlia. Tutti i genitori della sezione erano stipati nella stessa aula. 3 classi, tutti insieme appassionatamente. Giuro che è la prima volta che mi capita.
In quel bailamme, difficile sapere qualcosa delle classi, e ci si limita  a leggere le disposizioni per il voto e chiedere di costituire il seggio – è la cosa fondamentale, perché poi i professori possono andare via. C’è spazio solo per qualche piccola domanda.
Faccio la scema (eh, è passato tanto tempo, sono cambiate tante cose…), mi scuso, e chiedo se prevedono di spiegare ai fanciulli come funziona l’esame di terza media, che dovranno fare a giugno.
– Sì sì sì, questa è una cosa molto importante! Ci sarà una riunione apposta, aperta anche ai genitori, in cui spiegheremo per bene i criteri di valutazione per evitare crisi isteriche dell’ultimo minuto. Ché poi tutti si lamentano del voto.
– Ah, ma che bella idea, che bella cosa. E quando?
– Alla fine di maggio.
– Alla fine di maggio?!?!? Ma (ehm) se è così importante, non sarebbe il caso di parlarne prima?
– Eh, no, non si può, è la Preside che decide! E ora, se volete dire chi si offre per costituire il seggio…
– Ecco, se magari ci date cinque minuti per capire chi si vuole candidare…
– Basta una persona.

Poi si stupiscono se ogni anno in questa classe ci sono quattro rappresentanti dei genitori.

 

 

 

Oggi era tutto una chiamata alle armi, per lo stop alle attività aggiuntive come forma di protesta contro l’aumento a 24 ore stabilito dalla legge di Stabilità.
A parte che l’incarico di coordinatore si può rifiutare, io vorrei ricordare che viene retribuito. Poco, se uno fa davvero quello che dovrebbe, ma viene retribuito. Si può declinare l’invito del Dirigente a coordinare, l’unica cosa che non dovrebbe essere consentita è farlo in questo modo.
Anche se è il minore dei mali. Nulla, in confronto a stare in classe due anni senza insegnare niente di niente.

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8 risposte a l’altra scuola

  1. Anonimo SQ ha detto:

    Cara (ma veramente cara !) LGO,
    delle mie esperienze di genitore alle riunioni con maestri e professori e di rappresentante di Classe/Istituto, per una dozzina di anni in più scuole ho già detto molto (anche se molto di più si potrebbe raccontare).
    Non vorrei, però che si pensasse che io, figlio di insegnanti, fratello di insegnanti, insegnante in qualche strano modo anch’io, sia contro gli insegnanti.
    Diciamo una cosa che non ho ancora mai detto: forse un corso sulla comunicazione, cosa che si fa in molti luoghi di lavoro (anche nella P.A. !!!!), gli insegnanti, tra tanti corsi di aggiornamento “tecnici”, sarebbe bene lo facessero. Magari con esame finale.

    Anonimo SQ

    PS Se vuoi/volete vi racconto anche il perchè, con esempi ed interpretazioni.

  2. 'povna ha detto:

    Posso glossare, semplicemente: “altra scuola/stesso napalm”?!

    (Anche la storia del coordinatore è un mio vecchio pallino: non puoi gabellare per protesta politica una, legittima, scelta personale).

  3. LaVostraProf ha detto:

    Però, nella nostra scuola, il lavoro del coordinatore è retribuito (poco) da pochissimo tempo. E se capiterà che non ci saranno più soldi, sarà una delle prime cose a saltare.
    Per il resto, la cosa più divertente in questi anni di sottrazione delle cattedre (prima quella di lettere aveva una classe sola e ognuna coordinava sempre la propria classe), la cosa divertente è vedere i colleghi di matematica costretti a coordinare e presi dal panico.
    Ma va bene così: in anni passati, il Famoso Prof. Magli ebbe a dire che quelle di lettere potevano coordinare, anche gratis, ché tanto, avevando una classe sola, non facevano una beata mazza. Poi il coordinamento è passato a lui ed è stato zitto.
    Ora aspetto che il coordinamento passi ai miei tre colleghi di ginnastica.

  4. Aliceland ha detto:

    Il lavoro, poco retribuito, del coordinatore per me non è una scelta, sono obbligata (non nel senso che mi uccidono, eh! Però ci siamo capiti). Ma il punto non è questo, il punto è che quando si lavora si dovrebbe avere la voglia di fare bene quel poco/tanto/medio che si fa, a prescindere. (Eliminare la voce che non interessa)

  5. lanoisette ha detto:

    ti rispondo taggandoti nel mio status di ieri sera su FB.

  6. Castagna ha detto:

    scusa… il lavoro di coordinatore è RETRIBUITO??? Ma dove??? alle superiori forse… o la mia preside mi sta nascondendo qualcosa (e anche tutti gli altri presidi prima di lei?)

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