Un sabato mattina di fine agosto

E così, un sabato mattina di fine agosto, mentre i fratelli dormono tutti attorcigliati nelle lenzuola, la mamma ti sveglia presto e uscite e ancora c’è poca gente in giro e arrivate quasi prima di tutti gli altri, c’è solo il papà di H. e qualche sconosciuto.

Poi la mamma ti dice sediamoci qui, non entriamo, ricordala com’era. Ma io una volta l’ho vista dormire, non è uguale? Forse no.

Poi arrivano altre persone, ma resti l’unica bambina, fa caldo e ci sono le zanzare e tutti hanno gli occhi un po’ rossi, e aspetti la maestra. L’altra.

In chiesa stai in un angolo con la mamma, ché voi non pregate. Ora c’è anche G., almeno siete in due.

E la maestra, l’altra, alla fine viene e vi abbraccia di nuovo, e vi porta via. E la mamma resta un po’ indietro, ma se ti giri la puoi vedere sempre.

(Non lo sapevi, vero, che le piaceva questa canzone? Quante cose non si sanno, anche dopo anni che si sta insieme tutti i giorni. Tutti i giorni)

E poi la prendono e la portano via.

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6 risposte a Un sabato mattina di fine agosto

  1. 'povna ha detto:

    Mi dispiace tanto. VI abbraccio forte.

  2. vnnvvvn ha detto:

    Un abbraccio

  3. Giulia ha detto:

    …questi sabati d’agosto, questi qui fatti così, non dovrebbero esistere.
    Un abbraccio per gg.

  4. melchisedec ha detto:

    Mi associo al cordoglio e condivido la scelta di “Diamante” interpretata da Mimì.

  5. muchoperros ha detto:

    😦

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