centodue, minimo

La vecchiuzza è tutta rattrappita, magari ha solo ottant’anni ma ne dimostra centodue, minimo. Sprofonda nei cuscini, anche se hanno perfino rialzato il letto per farla stare dritta.

Attorno, devono essere i figli. Hanno quell’aria come di assomigliarsi tutti, e poi si ignorano. Quello lì in mezzo alle femmine si rimette il pettine in tasca. Quant’è che non vedevo un pettine in tasca. Ma la mammetta ora ha tutti i capelli lisciati all’indietro, dritti e lucidi. Bianchi sì, ovvio.

Ne arriva un’altra, con sacchi di pentolette. Sbuffa. E ci credo, col caldo che fa. E poi è l’una, mica le sette di mattina.

Ignora i contenitori etichettati col vitto ospedaliero, appoggia i sacchetti con le pentolette sul comodino, spostando qualcosa che c’è sopra.

– A ma’, t’ho portato la roba. Devi magna’.

La mammetta tenta una manovra diversiva.

– Sei venuta sola? Antonio dov’è?

– Sta sotto che cerca il posto. Come parcheggia, sale a salutarti. Mo’ t’apparecchio e magni qualcosa, te devi rimette.

La mammetta sembra quasi spaventata. Peserà quaranta chili.  La figlia centodue, minimo.

Antonio arriva, giusto giusto.

– Eddai, ma’. C’ha raggione. Magna quarcosa.

Una pausa.

– Senza strafogatte, però.

Poi saluta, un bacio in fronte.

– Vabbe’, ciao eh. Io me ne devo anna’.

 

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6 risposte a centodue, minimo

  1. 'povna ha detto:

    Difficile commentare. Solo abbracci vanno bene?

  2. laProfe ha detto:

    Certe volte invece sono le madri con le figlie: “t’ho preparato ‘a roba. Devi magna’”. Il grande cerchio della vita…

  3. ildiariodimurasaki ha detto:

    E’ il Teorema dell’Ingozzo: damdole, qualcosa di cucinato con le tue mani non può che migliorare.
    Si apprezza la buona volontà, se non altro – e poi il cibo dell’ospedale raramente è da albergo cinque stelle.
    In God We Trust…

  4. bianconerogrigio ha detto:

    Ieri, per caso, scorrendo le fotografie del cellulare di M mi sono visto due anni fa in ospedale. Non immaginavo di essere così, nemmeno mi vedevo in mezzo a tubi, cannette, monitor vari. Una cosa sola ricordo: la forza che mi hanno dato l’amore e l’affetto delle delle persone che avevo vicino …

  5. Giulia ha detto:

    Gli ospedali sono l’Altro Mondo…un universo parallelo di abissi in cui le cose non hanno misura, e il terribile e il consolante si mescolano senza tregua. Per starci dentro ci vanno forza, lucidità e coraggio…
    Abbracci, tanti, per te, LGO…

  6. pensierini ha detto:

    Un “in bocca al lupo” fortissimo per la tua mammetta.

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