mi arrendo

Se ti svegli alle 4:00 perché una zanzara (o era un pappatacio?) ha deciso di ingozzarsi fino alla morte sulle tue caviglie, non si preannuncia una buona giornata.

Se il telefono squilla alle 5:00 e non è – come sarebbe seccante consuetudine – qualcuno che cerca il marito disperatamente (il tuo), ma è la tipa che ti ha dato alla luce, che è rimasta intrappolata in un tifone tropicale e cerca di spiegare a un impiegato cinese che se si deve recare su un’isola nel mezzo dell’oceano è proprio un aereo che le serve, e non un treno…beh, la giornata sta peggiorando.

Se verso le 5:05 realizzi che la signora del tifone dopotutto non voleva parlarti del tifone, ma chiederti ben altro, un altro fatto di malattie e ospedali e cose tristi, uh, le previsioni diventano fosche.

Se nel frattempo il cielo diventa giallo e all’alba ci sono già 33°, cominci a vedere nero.

Se il motorino non ne vuole sapere di ripartire, nonostante la batteria sia stata rifocillata a dovere, e ti si prospetta una traversata della città eterna (siamo già sui 36°) in autobus+metro+treno,

se gli autisti degli autobus decidono in massa di ignorarti e schizzare via, mentre tu aspetti compostamente alla fermata (37°),

se di treni ne sono stati soppressi uno su due (38°),

se nel frattempo cominci a girare tutte le farmacie che trovi lungo il percorso, e i solerti farmacisti ti cominciano a negare quello che ti serve, raccontando anche cazzate,

se arrivi finalmente a destinazione alle 10 di mattina e ti dicono che non c’è niente da fare, devi aspettare tre ore perché prima non ti potrebbero neanche dire se la persona che cerchi è lì,

se l’unica cosa che desideri è dell’acqua, ma è un desiderio pericoloso perché rischi di riempirti la vescica e di non avere la minima idea di come svuotarla,

se in quelle tre ore l’unica prospettiva è una marcia di un paio di chilometri sotto il sole (40°) nella speranza di trovare almeno una libreria aperta – ché il libro che ti eri prudentemente portata è interessante ma, ahimè, non si adatta né alla giornata, né all’umore, né alla temperatura esterna,

la giornata sembra perduta.


  

E invece, miracolo, la libreria è aperta.

Puoi tornare indietro (42°) e sperare che il libro sia sufficientemente avvincente da farsi leggere su un muretto sotto al sole.

E puoi confidare nel fatto che in fondo peggio di come pensi non può andare.

La fantasia, per fortuna, col caldo si azzoppa.

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17 risposte a mi arrendo

  1. bianconerogrigio ha detto:

    E’ un romanzo o la tua giornata vera? Dimmi che è un romanzo …

  2. ellegio ha detto:

    Non sono tutte così. Ma si preannuncia un agosto niente male 😦

  3. 'povna ha detto:

    Tifoni e ospedali, dacci news, se puoi. Io da qui incrocio le dita per tutto. E ti abbraccio.

    ps. al solito: che libro?

  4. Anonimo SQ ha detto:

    Coraggio: come dicevano in quel film, potrebbe andare peggio. Piovere (zolfo, almeno): E poi ci son sempre le cavallette.
    (però risparmi sul riscaldamento nelle mezze stagioni, dai !)

    Anonimo SQ

    PS concordi con la mia teoria sulle lampade bruciazanzare da melchisedec ? Dammi il tuo parere scientifico, dai !

  5. laGattaGennara ha detto:

    resisti, resisti. e facci sapere. anche io, un abbraccio

  6. pensierini ha detto:

    Non arrenderti, tieni duro, finirà anche il caldo. Tutto ok per la tua mamma?

  7. lanoisette ha detto:

    tieni duro. E sveglia il marito.

    • ellegio ha detto:

      Cioè, in che senso? Il marito è sveglio, anche contro la sua volontà. Esce la mattina alle 7 e torna in orario variabile tra le nove di sera e l’una di notte 😦

  8. ellegio ha detto:

    Grazie dei pat pat multipli 🙂
    La mamma è riuscita ad avere la meglio sul cinese, convincendolo che arrivare in treno in mezzo al Pacifico non era esattamente nei suoi programmi. E neanche in barca, grazie. Il tifone è passato. Quindi è arrivata a destinazione, e non ha nemmeno perso la valigia. La quale valigia mi preoccupava assai, dato che la mamma è scesa sotto i quarantacinque chili e la valigia ne pesava ventidue.

    Il resto, purtroppo, non promette bene.
    E stamattina si sono aggiunte altre cattive notizie su un altro fronte…

  9. vnnvvvn ha detto:

    Vedo che anche tu non scherzi! solidarietà ospedaliera, noi siamo appena usciti da 4 giorni di coma farmacologico (dopo due interventi in una settimana) e ventilazione forzata assistita, stiamo molto prudentemente iniziando la discesa
    Ti abbraccio

  10. LaVostraProf ha detto:

    Non so, non ci ho mai creduto, ma.. .tanto per dire… ‘sto 2012…?
    (la prof chiusa a chiave in camera nel tentativo di lasciar fuori tutto)
    (tranne i grilli)

  11. ildiariodimurasaki ha detto:

    Solidarietà. E auguri, tanti, a te e a tutti gli interessati 🙂

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