Gli esami sono finiti

Certe volte una cosa bisogna scriverla perché diventi reale.
No, perché altrimenti domani di nuovo mi alzo e vado a scuola. Auf.

(sfindando il caldo anche l’ultimo giorno ho scelto di andare e tornare a piedi, sono quei pochi chilometri che nel bilancio di una giornata non pesano troppo e però uno ha un po’ di tempo per pensare. Solo che quella strada lì in salita che prima costeggia il parco e poi si arrampica tra i conventi e i villini d’epoca, incurante del casino puzzolente del grande viale poco più in là, è quella stessa che facevo quando andavo io al liceo, quella lungo la quale, tornando, si lasciavano scivolare via le giornate di scuola, quella che ho fatto di corsa prima dell’ultima interrogazione di scienze, quella dove ho pianto dando l’addio al primo ragazzo, è un percorso accidentato dove ogni sampietrino e ogni gradino hanno qualcosa da raccontare. Ci sono delle palme spelacchiate dietro un muro, e pensavo che molti di loro non li vedrò più, abbiamo passato due anni insieme e a settembre non ci saranno, chissà a chi toccherà il banco scorticato di G, e se a qualcuno verrà in mente di staccare dal muro i poster.
Al ritorno li ho appesi tutti lì, alle palme spelacchiate, loro e la mia incapacità di usare le parole, e anche il risentimento verso chi si è messo di traverso. Per ora è finita.)

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9 risposte a Gli esami sono finiti

  1. 'povna ha detto:

    Bella, quella passeggiata, dove ogni sanpietrino è un fantasma. Anche io in questi giorni penso a settembre quando non ci saranno (ma chissà, mi dico, se lo sceneggiatore è pazzo, forse non ci sarò neanche io). Gli esami sono finiti, anche quelli che non finiscono mai. Evviva la scuola, mia cara LGO. Un abbraccio

    ps. chi si è messo per trasverso: anche tu hai trovato la maestrina, come GG?!

    • ellegio ha detto:

      Si sono messi in mezzo i soliti che predicano il rigore e poi appena ti giri smessaggiano ai ragazzi tutto quello che succede, il poco che ne hanno capito da fuori della porta, voti finali compresi. Prima dello scrutinio. Magari evitando di dire che si sono presentati – loro, non invitati, prima, per dire che questi ragazzi non meritavano -.

      • 'povna ha detto:

        Insomma, in poche parole quelli come me?! 😉

        • ellegio ha detto:

          Tu ti sei presentata davanti alla commissione per dire che la metà erano da bocciare? Per dire che per il 90% della classe un 9/15 al tema di italiano era grazia divina?

          • 'povna ha detto:

            No, io mi sono presentata davanti alla commissione (che il giorno prima aveva guardato con tristezza l’ennesima pausa davanti alle merendine delle macchinette) con un cesto di albicocche prese dall’albero di Viola (consenziente, eh)!

            ps. era una (maldestra) battuta, scusami!

          • ellegio ha detto:

            Che poi non penso che sia sbagliato presentare la classe ai membri della commissione (c’è il documento di classe, è vero, ma bisogna leggerlo e anche un po’ interpretarlo). Solo che probabilmente in questo caso l’intervento ha introdotto un elemento pregiudiziale, senza il quale i commissari interni si sarebbero sentiti più liberi di discutere i voti degli scritti, e qualcuno alla fine invece di un bel voto ne avrebbe avuto uno bellissimo.

            E poi sì, volevo essere io a vederli (sgranare un po’ gli occhi e poi sorridere) per i cento.

  2. appendili tutti sì, che restino, come i sanpietrini.

  3. patriziavioli ha detto:

    Poetica quesa salita piena di ricordi, ma quando la fai in discesa se vai di corsa tutte le imamgini scorrono veloci come in un fastfoward?

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