La scossa

Oh, davvero c’è stata una scossa anche qui? Di solito le sento. Ah, già, eravamo dalla Szitzkwytxa. Che si chiama Laura, dolce, ma con quel cognome durissimo è lo spauracchio del trio di minorenni. Prima. E perché mi devo spogliare? E perché mi guarda dentro le orecchie? E io ormai sono grande non ci voglio venire. E dopo. E a te che ti ha detto? E io cosa c’ho che non va? Io ho la schiena storta e un neo. Io ho la schiena storta e due nei! Io mangio troppo. Io mangio troppo poco. Io sono troppo alta. E perché mi deve toccare le tette? Ce n’è abbastanza per non sentire nient’altro.

Ma davvero c’è stata una scossa? Non è come la storia che oggi finiva il mondo – l’Apocalisse, niente più web, accendi il pc e puoi giocare solo a campo minato (prato fiorito), niente mail, il vuoto cosmico, il buco nero, roba che già da subito capisci che ci sarà una valanga di risate e qualcuno sarà costretto più o meno in fretta a riscrivere almeno il titolo dell’articolo (come infatti è successo) – un copione sempre più sgualcito.

Insomma, davvero c’è stata una scossa? Sì, probabilmente sì. Qualcuno l’ha sentita. Dobbiamo starci attenti, aprire il quadernino e ricominciare a scrivere – Nove luglio 2012, sedia che balla alle 17:15 – dobbiamo rifarci la mano, per quando l’ultimo sismografo traballante sopravvissuto ai tagli al bilancio dell’ingv si fracasserà irrimediabilmente, e dovremo ricominciare coi pendoli e con le molle.  Boh, dice che dobbiamo fare sacrifici tutti – lo dice uno che dichiara milioni di euro di roba, mica pizza e fichi, sarà uno che ci capisce, no? – quindi ghembos, come avrebbe detto mia nonna. Poi a uno vengono pensieri di un qualunquismo tremendo, cioè così lo so fare anch’io il risanatore del paese malato, salvi gli amici d’oro e a morte tutto il resto, ma io di economia non capisco nulla, quindi sto zitta.

Però oggi mia figlia, tredici anni la settimana scorsa, mi ha chiesto se può andare a fare l’high school fuori.

E io che mi pensavo.

E io che pregustavo con trepidazione quel momento che chissà come sarà quando avrà finito il liceo, e vorrà andarsene e io penserò che è giusto così, che resta a fare in questo paese marcito? Dove se ti cascava un dente, da Roma in giù avevi un ospedale pubblico dove curarti – uno solo – e ora non ci sarà più neanche quello. Via da questo lazzaretto di poveri sdentati.

Ma non pensavo che già a tredici anni.

 

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12 risposte a La scossa

  1. bianconerogrigio ha detto:

    Sarà giovane, ma di economia ne capisce 🙂 e noi qui con le molle e i pesetti con il lapis attaccato … 😦

  2. ellegio ha detto:

    Ah, no, non capisce nulla 🙂 E’ solo il fascino dell’ignoto.

  3. LaVostraProf ha detto:

    Poi a uno vengono pensieri di un qualunquismo tremendo, cioè così lo so fare anch’io il risanatore del paese malato

    Poi a venticinquemilioni vengono pensieri di un qualunquismo tremendo, cioè così lo so fare anch’io il risanatore del paese malato

    • Anonimo SQ ha detto:

      Se siamo 60 milioni ca, gli altri 35 cosa pensano, prof ?

      Ridico sempre le stesse cose, il risanamento dovevamo cominciarlo 20 anni fa, ma poi ci hanno promesso milioni di posti di lavoro, 10 punti % in meno di tasse, “chiu pilu pi tutti”, ed ha vinto SB. Che siano loro i 25 milioni ? O loro i 35 ?

      Anonimo SQ

  4. 'povna ha detto:

    E io, sciocca, che stavo per commuovermi per quella High School fuori… E invece i commenti sono andati altrove. Posso commuovermi lo stesso un pochino?!

    • ellegio ha detto:

      ‘povna, tu commuoviti pure liberamente, io lo faccio con un filo d’ansia. L è da quando ha cominciato a camminare che manifesta la sua decisa propensione ad allontanarsi dal nido…

      • 'povna ha detto:

        Consolati: io mi commuovo perché lo dissi anche io, uguale uguale, alla sua età. E poi finii per andarmene solo dopo altri sei anni abbondanti, niente Inghilterra e, rispetto alle dichiarazioni, a non così troppissimi km da casa…

  5. sigh. e io che non voglio che crescano?!

  6. hottanta... ha detto:

    Ciao, sono arrivata qui via zaub! Mi hai fatto venire una gran curiosità (poi se vuoi non rispondere…). Ma la Laura che citi fa H di cognome?

    • ellegio ha detto:

      Conosci qualche Laura H ?
      Laura H – potrebbe essere il titolo di un film 🙂
      Però Laura potrebbe non essere il nome…
      (e, ovviamente, benvenuta qui)

      • hottanta... ha detto:

        Beh, una pediatra di mia figlia (dalla quale però siamo fuggiti) corrispondeva a questo titolo di film (che poi fa molto film osè!)! E poi, certo, Laura è come dire Beatrice, Genoveffa….
        E grazie, mi sono letta un po’ po’ di post tuoi oggi! (siamo concittadine).
        Buon fine settimana a te e alla tua truppa!

I commenti sono chiusi.