e son soddisfazioni

Ora che è nero su bianco posso anche dirlo. Oppure non lo dico. Ma sì, lo dico: tanto (ehm) nessuno mi sente, quindi…

Mentre io sostenevo, consigliavo, consolavo, e soprattutto passeggiavo su e giù per il corridoio , ché sessanta banchi sono tanti, per sei ore e un po’, mia mamma, che sarebbe la nonna, è andata a prendere le pagelle dei due elementari.

Vabbe’, GG la conosciamo. Alla fine della quarta elementare non ha ancora imparato a stare seduta, proprio non ci riesce, e le maestre proprio non hanno potuto fare a meno di tenerne conto ;-), ma GG è una che quando ci si mette arriva dove vuole. Ecco, il problema è proprio quel quando (quando, GG?) ma forse (forse) sta imparando che bisogna rispettare anche i tempi degli altri. Nel giudizio conclusivo, il fatto che lavora autonomamente è bello sottolineato (e sappiamo come va inteso quell’aggettivo, nel suo caso: GG è una a cui non puoi dire come va fatta una cosa, GG è una che deve trovare il suo modo in tutto, dal lavaggio dei denti alla preparazione delle polpette, dalla tecnica per eseguire le moltiplicazioni alla scrittura dei riassunti. Nulla sfugge alla rielaborazione autonoma della figliola, non c’è scampo), ma uno sforzo c’è stato, e si è guadagnata la sua sfilza di dieci.

Il piccolo O era un’incognita. Un’avventura tutta nuova, una classe piena di maschi di sei anni con le tasche piene di ogni ben di Dio (non quell’ambiente  promiscuo della materna, con treenni frignanti e gonne rosa), un team di maestre eterogeneo e tutto da scoprire (sei maestre, mica una!  alla faccia del maestro unico). Il primo giorno di scuola era molto deluso
– In questa scuola non si lavora.
poi per mesi non c’è stato verso di farsi raccontare qualcosa
– Che avete fatto oggi?
– Niente.
Niente compiti a casa, mentre vedevo ogni tanto qualche compagno di classe con quaderni  e schede, lui nulla.
– Ti va se leggiamo qualcosa?
– Le maestre di sicuro non vorranno, io devo fare quello che dicono loro.
– Mezza addizione?
– Ah, no, non si può. Io lavoro solo a scuola.
Ed è vero.
Alla fine me l’hanno confermato: in classe quando c’è un lavoro da fare, si concentra e lo finisce. Aiuta volentieri i compagni. E’ spiritoso ma non rompiscatole. Ha fatto amicizia con tutti. E’ arguto, ma non prevaricatore. Si mette in coda, e se c’è tempo chiede compiti più difficili. E’ modesto.
E’ stato un crescendo, verso dicembre i commenti delle maestre erano cauti, ad aprile più aperti e sbilanciati. Quasi quasi sono contenta di non essere potuta andare io oggi, altrimenti mi sarei commossa (il che non mi impedisce di stare qui a bearmi, col caldo che fa), anche perché le maestre sono davvero un bel gruppo. Due, in particolare, uno avrebbe voglia di rifare le elementari solo per.
Del resto, l’ho visto domenica scorsa quando ha fatto il saggio di musica, e fuori programma si è accomodato al pianoforte (che non ha mai suonato) per il primo pezzo da solista della sua vita – così, davanti a tante persone, senza battere ciglio.
Io, per dire, ci ho messo una vita e ancora non so se ne sarei capace.
(e ora, via con la correzione del compito di matematica!)

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12 risposte a e son soddisfazioni

  1. lanoisette ha detto:

    goditeli. ne hai ben donde.

    PS. certo che è un peccato che non possiate venire: te lo vedi, O che ci porta gli anelli?

  2. fughetta ha detto:

    Eheheh… il primo pezzo da solista è sempre il migliore!
    Che bei figliuoli, brava oglaroon (quando ci vuole, ci vuole).

  3. 'povna ha detto:

    E son soddisfazioni sì! Bello!

    • ellegio ha detto:

      LL non aveva ancora la pagella 🙂 In seconda media tutti dieci se li sogna, ma ha una bella pagella anche lei. Bella, sì! 🙂

  4. pensierini ha detto:

    Sono molto contenta per te. OT: com’è andato lo scritto?

    • ellegio ha detto:

      Lo scritto è andato come doveva 🙂 A me non sembrava difficile. Il primo problema era più facile del secondo, ma ha ispirato meno fiducia e quindi l’hanno scelto solo quelli che avrebbero preso quindici lo stesso. I pezzi da novanta hanno finito dopo un paio d’ore, e poi via via tutti gli altri, fino a quelli che hanno tirato fuori cose orripilanti. Solo, avendo usato la griglia del ministero siamo riusciti a non mettere voti troppo bassi. Insomma, complimenti alla griglia – d’altra parte i colleghi che hanno partecipato ai lavori per metterla a punto raccontano di discussioni molto accese…

  5. e bravo il gemello del Mio Piccolo! 🙂

  6. Aliceland ha detto:

    Complimenti vivissimi. Anch’io posso ritenermi soddisfatta, ma NON quanto te… mi hai fatto venire voglia di scriverci un post, chissà se ce la faccio

  7. ellegio ha detto:

    E a tutti, ovviamente, grazie da parte loro. Non fate complimenti a me, se li merita più il papà. Diciamo che sono non sono bravi per merito mio, lo sono nonostante…

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