194

Io non ho molto da dire, il primo tema sull’aborto lo feci in quarta elementare e mia madre credo che lo conservi ancora da qualche parte. A raccontarlo oggi magari fa un po’ paura, ma c’era un tempo anche in questo paese in cui perfino ai bambini si cercava di spiegare tutto, ci sono stati anni in cui le persone parlavano, si accaloravano, ci si raccontava – e non erano solo cose di tette o di pallone. O perlomeno così lo ricordo io, e magari non è vero niente.

(da qui)

Ecco, una volta era così e ora sembra giusto roba per femministe nostalgiche, e non è la stessa cosa. In mezzo, sono cresciuta, sono diventata grande, sono rimasta incinta sette volte, ho abortito mentre attorno a me nascevano i bimbi degli altri, ho provato a dimenticare, ho perfino dimenticato davvero.
E alla fine stanno crescendo anche le mie figlie, mentre noi siamo sempre qui, di nuovo al punto di partenza, con meno forza, meno voglia e meno speranze.

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17 risposte a 194

  1. laGattaGennara ha detto:

    ho i brividi. e io non riesco a dimenticare.

  2. 'povna ha detto:

    Ho difeso e difendo la 194 con tutta la forza della mia militanza attiva da quando sono in grado di intendere e volere. E in quarta elementare sapevo parlare di aborto e di pallone (non necessariamente insieme). L’uno non esclude l’altro, per la solita questione della laicità (da cui la 194 deriva…).

    • ellegio ha detto:

      La mia militanza attiva è abbastanza traballante, e comunque inefficace. Io in quarta elementare parlavo di molte cose (non di pallone, quello non l’ho mai saputo fare) ma se ricordo il tono era piuttosto retorico e pedante…

      • 'povna ha detto:

        Anche il mio, e come fa a non esserlo in quarta elementare?! (il pallone da quel punto di vista è un’ottima palestra per imparare a scrivere, a quell’età, in maniera meno pretenziosa!).
        La militanza è inefficace per tutti, in questo momento. Ma qualcosa, piano piano…

  3. vnnvvvn ha detto:

    Sono contraria all’aborto, se mia nonna lo avesse praticato io non sarei qui a scrivere facezie, e scelse la via più ardua, quella di mettere al mondo un figlio bastardo nel gennaio del 1945. Mio padre (e io di conseguenza) portiamo il cognome di mia nonna.
    Ma la legge sull’aborto deve esistere, non per giustificare la trombata senza pensieri per quella ci sono altri mezzi ma per evitare il ritorno alle mannare, alle morti per scarsa igiene, per la clandestinità che non deve esistere mai e men che mai nella medicina

    • musicamauro ha detto:

      mannare o mammane?

    • ellegio ha detto:

      Gran donna, tua nonna. Sarebbe dura adesso, posso immaginare come doveva essere nel ’45!
      Alla fine, Viv, credo che di ragazzine incoscienti che ricorrono all’aborto dopo trombate spensierate non ce ne siano poi così tante. E comunque, su quelle bisognerebbe intervenire con un po’ di sana educazione sessuale…Ma questo è anche uno degli scopi della legge, e infatti anche i consultori sono sempre di meno e funzionano sempre peggio.

  4. Anonimo SQ ha detto:

    Sempre qui siamo, dopo quasi 40 anni.
    CHE TRISTEZZA !

    Anonimo SQ

    PS @viv : io non abortirei mai, nè farei abortire mia moglie (semplicemente, eviterei di metterla incinta, come abbiamo fatto per un certo tempo, salvo scoprire poi, amaramente, l’inutilità della precauzione). Comunque, mai mi sognerei di imporre le mie ideologie, religiose o meno che siano, a chi non le condivide. I comportamenti “sbagliati” secondo me si combattono semplicemente con l’esempio della nostra felicità maggiore al farne a meno. Il più grande paese musulmano del mondo (l’odierna Malaysia) non fu convertito con la scimmitarra (come nella tradizione cattolica romana, vedi Filippine/Sud America), ma con l’esempio della superiorità etica dei mercanti musulmani. Magari noi cattolici fossimo capaci di fare altrettanto !!!!

    • ellegio ha detto:

      (Forse si può anche pensare distrattamente all’aborto, con leggerezza. Ma passarci è un’altra storia)

      • Anonimo SQ ha detto:

        Ripensandoci, mi rendo conto di poter essere frainteso.
        Il mio “che tristezza” era dovuto alla disperazione, in questo paese, di dover sempre guardare indietro, mai avanti. Di dover sempre ricombattere le stesse battaglie di trent’anni indietro, mentre il resto del mondo pensa a trent’anni avanti.
        Qui abbiamo gente ancora che vorrebbe la messa in latino, (e ci sta riuscendo!), che vorrebbe abolire il divorzio e quant’altro. Che vorrebbe tornare ai bei tempi in cui il padrone (dal meccanico sotto casa a Marchionne) in qualsiasi momento ti poteva licenziare, tanto di schiavi come te ne trovava finché voleva etc. Di quando ai gay si correva dietro con le stecche da biliardo (lascio all’immaginazione). Di quando c’era Autorità.
        Insomma, abbiamo un paese in cui metà della gente vorrebbe vivere l’Italia di 50/70 anni fa : che sia perchè Papa, Primo ministro, Presidente, Grandi registi, Grandi Scrittori, Grandi Giornalisti, Grandi attori, sono tutti over 50/70/80/90 ?
        E il ns turno (il vostro, io ne ho già 56), quando verrà ?
        Che tristezza.
        Anonimo SQ

  5. patriziavioli ha detto:

    Purtroppo ci provano in tutti i modi. Senza vergogna.
    Brava tu alle elementari a scrivere di queste cose, io facevo solo dei bei temi sulla via Emilia!

    • ellegio ha detto:

      Brava io non so, mia madre mi mandava in colonia l’estate perché non c’erano i centri estivi. Solo che erano colonie organizzate dall’UDI…

  6. ornella ha detto:

    Mi aggancio alla risposta di ellegio ad Anonimo SQ. L’aborto di per sé non è argomento da trattarsi con leggerezza in nessun caso. Per mia fortuna non mi sono mai trovata nella necessità di compiere una tale scelta , per cui non mi permetto di giudicare le decisioni altrui.
    Credo che, senza cedere a certa retorica cattolica integralista, sia comunque una decisione che lascia molte ferite dolorose proprio a livello umano. E in alcuni casi, che conosco , anche molti rancori. Con tutto ciò la 194 va difesa, perché sarà sempre meglio del caos precedente. Sull’argomento ricordo come illuminante un film che racconta la storia di una donna che aiuta molte persone in situazioni familiari terribili. Finisce in carcere ( mi sembra che la storia si svolga in Irlanda, dove l’aborto è / era illegale) perché fa abortire anche una aristocratica fanciulla reduce da una “scopata allegra” , la quale fanciulla si guarda bene dal fare le scelta coraggiosa di tenersi il pargolo, pur avendone tutte le possibilità economiche.

  7. l’aborto è una scelta difficile, terribile, a volte. ma è giusto che si possa scegliere di sottoporvisi. ed è giusto, credo, che noi continuiamo a parlare di tutto ai nostri figli, spiegando, aiutandoli a capire, come facevano i nostri genitori in quegli anni e come molti genitori ormai non fanno. facendo crescere un adorabile branco di pecoroni.

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