Quanto mi costa

Cari genitori di G,
mi chiedete cosa mi costa.
Mi costa.
Mi costa, perché avevo riservato questa serata alla presentazione per il collegio di domani, e non riesco a concentrarmi.
Sono dispiaciuta, non perché non credo che abbiamo fatto la cosa giusta, ma perché vedo quanto siete in agitazione, sento quanto soffrite – e penso sinceramente che molto dipenda da una valutazione sbagliata del tipo di scuola e delle richieste, e so che queste cose ce le siamo già detti, e sono mesi che ne discutiamo insieme, ma forse parliamo due lingue diverse, non so, o voi siete accecati dall’amore.
Ma insieme mi dispiace che, sapendo benissimo che nel momento in cui il consiglio di classe decide è bene non esercitare pressioni, e che finché la decisione non è ufficiale siamo vincolati alla riservatezza, e che questo è giusto, perché abbiamo bisogno di tranquillità per decidere cosa fare, ecco sapendo benissimo tutto questo avete creduto di fare leva su di me, in virtù del ruolo e della disponibilità che ho sempre mostrato, per controllare quello che stava succedendo, o è appena successo.
E questo mi costa. Non mi costa tanto tacere ora, no, quello no, perché se invoco il rispetto delle regole quando si tratta di G è perché io per prima mi impegno a rispettarle.
Mi costa rendermi conto che voi, in fondo, non avete capito quanto mi costa.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

15 risposte a Quanto mi costa

  1. vnnvvvn ha detto:

    Non ho mai compreso la segretezza del post scrutinio.
    Ho il ricordo vivo dei tampinamenti ai prof più disponibili per sapere subito come era andata (senza esito peraltro).
    Una volta fatto lo scrutinio e verbalizzati i risultati perchè non renderli immediatamente pubblici?

  2. 'povna ha detto:

    @Viv: Sull’immediatamente in realtà è quello che si fa, solo che “immediatamente”, per motivi anche solo organizzativi, deve riguardare tutta la scuola (se no ti immagini che passaggio di genitori e ragazzi che magari vogliono salutare/parlare/chiedere spiegazioni, anche in perfetta buona fede e senza polemica, mentre gli insegnanti sono impegnati in altre classi?!), quindi avviene quando gli scrutini, tutti, sono conclusi.
    La segretezza tout court è invece incomprensibile, e pensata per le grandi città. Ti immagini in una scuola di paese, che peso per tutti?! E infatti la nostra grande dirigente Barbie ha stabilito che dopo lo scrutinio (che vuol dire non giorni, ma minuti, dopo) il coordinatore chiami a casa i bocciati e i sospesi di giudizio, per invitarli a un ricevimento particolare, per loro, uno per uno, che si tiene il primo giorno disponibile dopo. E’ una pratica di buona scuola che ci viene invidiata dai genitori di tutto il circondario, e so che i nostri rappresentanti delle famiglie che hanno figli in altre scuole stanno proponendone l’istituzione anche altrove. Molti colleghi illuminati la trovano giusta. Anche se ovviamente il mugugno di parecchi piùcheretti si sente fino alla città della stazione nota.

  3. probabilmente, appartengono a quella categoria di persone che pensano che tutto gli sia dovuto. il che spiegherebbe anche perchè non abbiano capito quel che cercavi di spiegargli durante l’anno.

  4. LaVostraProf ha detto:

    Nella nostra scuola l’ammissione o la non ammissione alla classe successiva viene comunicata ai genitori con un anticipo di una mattinata rispetto all’ostensione dei tabelloni. Si è fatto da circa vent’anni, è una pratica iniziata dalò Capo ma adesso, a dire la verità, è un consiglio/obbligo compreso anche nella circolare del Ministro attuale.
    Detto ciò, siccome da noi gli scrutini iniziano con giugno, e le classi sono tante, e non mi sembra giusto che uno sappia di essere stato promosso giorni prima di un altro, quando gli scrutini di una classe terminano il Capo chiede ovviamente il segreto d’ufficio fino alla ratifica ufficiale di tutti.
    Siamo in una città piccola, ma tutti aspettano i tabelloni (‘povna, non ho capito il discroso del “peso per tutti”). Quando avevamo una collega che mandava sms ai suoi alunni per informarli appena finiti gli scrutini, sono sempre successi casini. Quest’anno, in cui i nostri non ammessi agli esami lo hanno saputo -privatamente, dal Capo- il pomeriggio precedente (per vari motivi), son arrivati a scuola l’ultimo giorno pronti a spaccare tutto (le porte e le balle). Non fosse altro per questo, io mantengo il segreto fino a che non è ora di dirlo.

    Poi, capisco, il discorso qui era anche un altro, ma purtroppo si riesce a fare poco: noi, d’abitudine, nella relazione finale di terza inseriamo il nostro consiglio orientativo e la scelta delle famiglie (delle famiglie, spesso; mica degli alunni). A vedere che cosa succede tra consiglio e scelta viene da mettersi le mani nei capelli.

    • 'povna ha detto:

      Prof.: il punto è che, per l’appunto, “l’ora di dirlo” per noi è appunto per telefono, da parte del coordinatore, 0 minuti dopo lo scrutinio di quella classe. E funziona. Funziona bene. Perché da un certo punto di vista è vero che qualcuno lo sa prima e qualcuno dopo. Ma in realtà no, perché ciascuno lo sa 0 minuti dopo il suo scrutinio, la cui data è ovviamente pubblica. E poi ci si ritrova tutti insieme di persona per il colloquione dopo i tabelloni esposti (per noi il giorno dell’autocoscienza è domani). Il peso per tutti è nel fatto che io incontro il mio biscugino, o anche solo la mia vicina di casa, dopo averle bocciato o rimandato (o ben promosso!) il figliolo. Normalmente ci salutiamo e prendiamo un caffè, ma nella zona grigia tra lo scrutinio e il tabellone dobbiamo fare finta di non vederci: ma ti pare??? Invece la telefonata post scrutinio chiarisce tutto, e amici come prima.
      La giornata per spaccare scuola e palle è invece quella dell’autocoscienza. Ma una politica di tale glasnost (tieni conto che noi, come già ho raccontato parecchie volte, abbiamo un rapporto telefonico ed epistolare ufficiale e costante con le famiglie) ovviamente rende il numero del “non me l’aspettavo” e dei ricorsi sostanzialmente pari a zero.

      • ellegio ha detto:

        In sostanza da noi funziona nello stesso modo, solo che le telefonate cominciano dopo l’ultimo scrutinio, proprio per evitare che qualcuno lo sappia prima di qualcun altro. E se io incontro qualcuno nella zona grigia (capita anche nelle grandi città, dato che molti studenti vivono vicino scuola) non faccio finta di non vederli: loro sanno che devono aspettare finché gli scrutini non sono tutti conclusi, e pace. Cioè, qualcuno poi invece chiede lo stesso, ma rispondi che la procedura è questa e pace lo stesso. In genere sono quelli che dovrebbero sapere benissimo cosa aspettarsi, perché anche da noi il rapporto telefonico con le famiglie è continuo e costante, e perché i ragazzi sono a conoscenza di tutti i voti e di tutte le valutazioni, ovviamente. Però poi non se lo aspettano lo stesso. Insomma, io lo capisco benissimo, perché ogni consiglio di classe poi decide autonomamente, e nel confronto con gli altri i voti un po’ possono cambiare, e uno ci spera sempre…

        • 'povna ha detto:

          Come dicevo, dipende dai punti di vista: iniziare le telefonate all’ultimo scrutinio significa che ciascuno studente sa la sua sorte con un DeltaT molto diverso rispetto al suo proprio scrutinio. E poi, come dicevo sotto, secondo me è proprio altra cosa telefonare nelle more e subito dopo, ma colloquiare a tabellone esposto, rispetto a quello che facciamo noi. E poi ogni scrutinio fa storia a sé: mica aspetto la conclusione di tutti gli interperiodali per dare i pagellini alla mia classe!

          • ellegio ha detto:

            Invece noi le pagelle e i pagellini li consegniamo a tutti lo stesso giorno, per esempio. Poi il ΔT è relativo, se vogliamo. A volte uno ha tre scrutini di fila e finisce alle nove di sera, che fa telefona a quell’ora 🙂 ?

      • LaVostraProf ha detto:

        Sì, tieni conto che io non abito nemmeno dive insegno, e quindi certe situazioni non mi si propongono neanche (e dico: per fortuna).
        Mentre sulla glasnost, sono d’accordo, naturalmente, e ormai mandiamo lettere, invitiamo ai colloqui, convochiamo dal preside e dagli insegnanti non appena si profila anche solo la lontanissima possibilità che ci siano dei problemi.
        Che questo eviti i “non me l’aspettavo” e i ricorsi, però, da noi non succede.
        La madre di Pinotto, tre anni fa, dopo avermi pregato per tre anni di bocciare il figlio perché così sarebbe maturato, avrebbe imparto quello che gli mancava, avrebbe sbattuto il naso sul suo modo di andare a scuola ecc…, la madre di Pinotto, dopo che lo abbiamo effettivamente bocciato (quando abbiamo ritenuto noi utile), si è offesissima, ha mandato la nonna a ritirare la pagella e a dircene di tutti i colori, poi ha preso il figlio e lo ha portato a ripetere in un’altra scuola e ha chiesto che la figlia entrante fosse messa in un’altra sezione.
        Meno male che adesso, quando mi vedono, madre e padre, mi abbracciano.
        Mah…

  5. ellegio ha detto:

    Anche nella nostra scuola funziona così. Abbiamo cinquanta classi, il DS presiede tutti gli scrutini e ci vuole parecchio. Ovviamente il calendario è pubblico, quindi tizio e caio sanno quando sono stati scrutinati e si sentono in diritto di fare leva su – disponibilità, cordialità di rapporti, canali di comunicazione sempre aperti, etc. etc – per chiedere di sapere prima degli altri. Anche da noi i respinti (non i sospesi, sarebbero troppi) vengono invitati a un colloquio tra la fine dell’ultimo scrutinio della scuola e l’affissione dei tabelloni, e comunque il giorno che vengono affissi i tabelloni ci sono sempre molti colleghi a disposizione per informazioni e chiarimenti (non tutti, dato che in parecchi da lunedì cominciamo gli esami di Stato). Se la procedura è questa, io mi attengo. E mi secca pure – come è successo per la quinta – che prima della comunicazione ufficiale ci sia qualcuno che invece dice tutto, mi sento un po’ scema. Avevo una collega di inglese, due scuole fa, che faceva sempre così. In consiglio era rigidissima (posso dire anche un po’ stronza?) e poi appena fuori telefonava ai ragazzi per raccontare tutto quello che era successo.

    Per quanto riguarda l’altro discorso, Prof, hai ragione. G. è un figlio unico che vorrebbe ancora giocare coi soldatini, e due genitori – in particolare una madre – piena di aspettative e progetti. In questa scuola non solo sta male, ma sta anche diventando più cupo. E’ troppo sotto pressione, perché non è la scuola per lui ma non è in grado di opporsi alla mamma, e allora sta diventando uno spudorato imbroglione…

  6. 'povna ha detto:

    (mi scuso se torno, ma LGO ha risposto mentre scrivevo, e come al solito l’argomento mi interessa, perché poi è sempre dei vostri figlioli, oltre che dei nostri alunni, che stiamo a parlare).
    Secondo me la differenza tra una telefonata nelle more dell’attesa e un colloquio dopo i tabelloni e un colloquio (senza telefonata immediata ex post) nelle more e non dopo i tabelloni passa una differenza metodologica sostanziale. Non è un caso che voi poi non parliate con i sospesi, che certo hanno altrettanto, se non più, bisogno di un colloquio (a proposito, ma quanto è il vostro “troppi”? La nostra scuola è di circa 1500 alunni e le classi mediamente di 25 e gli alunni che passano senza nulla circa il 5% nelle prime e seconde, per poi crescere un po’ in quinta. Eppure riusciamo a chiamarli tutti, e a incontrarli tutti, E a tutti loro consegnare la copia del programma di studio, esercizi mirati etc.). Telefonare ex post, ma fissare il colloquio dopo l’uscita dei tabelloni ti consente infatti di non mettere in discussione la comunicazione ufficiale, e di usare anzi l’invito a colloquio come scusa per chiamare. Invece fissare un colloquio privato nelle more significa di fatto sancire un “aumm aumm” e sottolineare secondo me la sacra paura delle bocciature che ha la scuola italiana, tanto che è necessario vedere privatamente la famiglia “prima che lo sappiano tutti”. A quel punto, effettivamente, il messaggio che la scuola dà è contraddittorio: sì, lo puoi sapere in anticipo, ma solo quando decido io. E allora perché non subito?! Poi è chiaro che le persone si allargano. E, intendiamoci, non dico che la famiglia di G. abbia ragione. Però il diritto di farlo, in un certo senso, glielo ha dato la politica scolastica dell’Istituto dove va!

  7. ellegio ha detto:

    La comunicazione preventiva alle famiglie in caso di bocciatura è un obbligo di legge, non è un aumm aumm. E a me sembra ragionevole che la comunicazione venga data a tutti nello stesso momento, proprio perché mi sembra ragionevole vedersi e parlare con le famiglie e questo con gli scrutini in corso non si può fare, dai, è troppo un casino.
    Per i sospesi, chi ha detto che non ci parliamo? Ci parliamo davanti ai tabelloni, con tutti.

  8. 'povna ha detto:

    La legge la conosco, ma per “comunicazione preventiva” non si considera necessariamente un colloquio di persona a tabellone non uscito. Noi non vediamo nessuno a scrutini ancora in corso! Telefoniamo, comunichiamo subito e fissiamo l’appuntamento per il giorno dell’autocoscienza. Sulle 9 di sera, ovvio che sì, sai quante volte?! (e comunque noi cominciamo gli scrutini alle 8 di mattina: tranne quando si rompe Argo, anche se ne hai cinque è improbabile finire alle 9 di sera)…
    Sul parlare davanti ai tabelloni, tu stessa hai detto che non ci siete tutti perché alcuni impegnati negli esami di Stato. Fissare un giorno in cui parli con tutti dopo che sono usciti i tabelloni e prima dell’esame di Stato, e dopo che il coordinatore ha già avvertito tutti coloro che poi si dovranno vedere per telefono a scrutinio finito, preparando esercizi appositi per i sospesi, fissando il colloquio con la psicologa del riorientamento in contemporanea (se no che autocoscienza sarebbe) etc. etc. è, onestamente, altra cosa (e oltre tutto evita pure le talpe!). Poi possiamo dire che questa altra cosa è quasi uguale, è peggiore, è migliore. Ma tante cose passano nello spazio di un quasi…

  9. ellegio ha detto:

    Sul finire alle nove di sera, dato che non tutti cominciano alle otto di mattina è possibile che succeda. Gli scrutini li presiede tutti il DS, e in genere sono più di cinque al giorno, ma mi sembra sterile starne a discutere.
    Sì certo, facciamo diversamente, e non voglio sostenere che l’organizzazione della mia scuola è quella migliore del mondo, figurati. Solo, mi sembra che chiamare lunedì per dire sei bocciato, ci vediamo lunedì prossimo per parlarne non sia meglio che comunicarglielo il venerdì pomeriggio. Quanto al non esserci tutti, tieni conto che gli scrutini sono finiti ieri e gli esami iniziano lunedì, e che già tutta la scuola si sta attrezzando, ovviamente. Ci sono anche esigenze organizzative per cui magari essendo sotto organico si preferisce aprire la scuola il lunedì piuttosto che il sabato precedente, così anche il personale non docente non è costretto a turni di lavoro extra, non so, queste sono valutazioni del DS. Io per esempio all’incontro con i sospesi non ci sarò, e loro lo sanno, ma sanno anche perché e sanno che per un altro mese almeno sono a disposizione per tutto l’aiuto che posso dare nello studio estivo, dato che viviamo una vita parallela e virtuale e mi possono sentire quando vogliono. Ok, ripeto, questo non sarà il modo migliore del mondo (ma neanche il tuo dev’esserlo, altrimenti non invocheresti il napalm in continuazione) ma io penso che i regolamenti, per principio, vadano rispettati ed eventualmente cambiati nelle sedi opportune, e non elusi quando uno è convinto che sia giusto.

    • 'povna ha detto:

      Vado per punti per essere chiara:
      a)Ti immagini se penso che il mio sia il migliore del mondo?! (anche se io invoco il napalm sui colleghi di tutta Italia, me compresa, in questo sono molto democratica – e non parlo di regolamenti, in quel caso, ma di persone che non avrebbero dovuto essere dove sono; nello specifico, pur nell’esiguo spazio che la legge dà per eliminare i fannulloni, Barbie riesce a essere abbastanza punitiva, e questo per esempio mi piace).

      b) Ovvio che le procedure le rispetto (e come te penso malissimo e dei genitori e dei colleghi che chiedono/mostrano tabelloni là dove sia vietato e in anticipo), ma posso criticarle anche mentre le rispetto.

      c) come dicevo, questione di sfumature, e non ci tengo né ad avere ragione, né a fare una sottile disquisizione su questo. Se si accetta il principio che i voti si dicono prima del tabellone, io dico solo che mi pare sterile prendersela con le famiglie che chiedono ‘prima del prima’, visto che quel secondo ‘prima’ è stabilito arbitrariamente dalle prassi scolastiche, mentre ‘l’appena dopo’ lo scrutinio ha una sua incontestabile oggettività, tutto qui (diciamo che questa attesa nel prima del prima ha un che di cattolico-punitivo, non so se mi spiego).

      d) il personale ATA deve fare un tot di ore a settimana: il sabato la scuola non fa turni straordinari, sta aperta come tutto il resto del mese.

      e) (ma mi rendo conto che questa è una sfumatura profondamente letterata) la differenza tra i tuoi studenti che sanno che tu sei a disposizione nel mondo virtuale e/o in quello reale e un giorno in cui ritualmente c’è un’autocoscienza collettiva – con incarico specifico e ordine di servizio per quelle quattro ore, o quanto serve – con tanto di ri-orientamento con psicologo ufficiale del Circondario per chi volesse cambiare scuola a me pare evidente; ma, lo ripeto, nessuno mi paga per difendere il mio Istituto (del quale vedo altre pecche – per esempio quella di non riuscire ad avere il mondo virtuale parallelo che vi invidio molto, ma non questa – devo dire).

      f) Ovvio che anche i nostri scrutini li presiede tutti Barbie, ci mancherebbe! (ogni tanto credo però che, banalmente, le scuole di frontiera abbiamo imparato a elaborare una loro strategia di comunicazione con le famiglie che i licei bene non possono avere perché tendenzialmente non è necessaria. Con il risultato che poi la mala educacion – come nel caso della famiglia di G [con la quale, lo ripeto, mi sarei comportata come te] – colpisce ugualmente, perché è trasversale!).

      Detto questo, giuro che taccio e prometto che, almeno per quanto mi riguarda, d.h.s.

I commenti sono chiusi.