pausa

C’è questo pomeriggio lunghissimo da far passare, e poi tutta la notte e la mattina di domani, tra la fine degli scrutini e la comunicazione ufficiale degli ammessi e dei non ammessi. Ore in cui sai che qualcuno sa, ma tu non puoi sapere, e cerchi di indovinare, e ti viene anche un po’ di mal di pancia dall’ansia e passeggi su e giù, magari ripensando a tutte le volte che in effetti sei stato un po’ così, te ne fossi reso conto prima ora ti risparmieresti questa strizza bestiale. E guardi Fabio lì vicino a te, che è messo anche peggio, dai, ma sta stravaccato – le sedie del baretto in effetti sono scomode – e non pensa. Non ha mai pensato, Fabio. Eppure. E se invece questa volta lui passa e tu no? Impossibile. O no?

Quando sono uscita, ho slegato il motorino, ho messo in moto, ho girato l’angolo ed erano lì, al bar. L’ho salutato con la mano sorridendo, come al solito. Sono stanca. Chissà se ha capito? Vabbe’, non è grave.
Ma perché diavolo non se ne va  a casa a studiare, ora? Gli servirebbe.

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3 risposte a pausa

  1. proprio perchè “non ha mai pensato”, probabilmente.
    ma chissà che cominci ora.

  2. vnnvvvn ha detto:

    Quindi lui è passato e Fabio?

  3. pensierini ha detto:

    E’ stato ammesso all’esame, dunque? Bene. Sarà agitato dentro, ecco perché non riesce a starsene a casa a studiare; dopo tutto, meglio oziare con gli amici che da soli. E Fabio? E’ stato segato o no?

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