regolare è meglio

L’altro giorno L doveva risolvere esercizi di geometria, e disegnava poligoni.
Lui è passato, ha visto, ha preso un foglio dalla pila della carta da riciclare e si è allontanato. Poi è tornato con molti ottagoni, e voleva sapere anche se si possono fare con altre lettere, e con tanti lati, e poi, esattamente, quanti?


Io, che stavo correggendo,  gli ho chiesto di farsi aiutare dal papà, dal quale è tornato diverse volte per farsi aggiungere lati, fare elenchi, cose così. Finché il papà forse si è stufato.
– Lo facciamo al computer.
– Allora ti insegno io quella cosa che usa la mamma.
Cioè. Voleva insegnare al suo babbo come si usa Geogebra, mi sono quasi commossa.

Poi ieri mentre preparavo l’ultimo compito dell’anno – altrimenti mi uccidono – ero lì che disegnavo triangoli e lui mi si è affacciato sulla spalla

– Questo sì che mi interessa.

Ecco. Secondo me ora devo stare attenta, molto attenta.

Credo che questo sia il momento esatto in cui un genitore interviene e rovina tutto.

Per fortuna ho una montagna di lavoro da fare per il prossimo mese e mezzo.

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29 risposte a regolare è meglio

  1. vnnvvvn ha detto:

    Tu lo sai che prima o poi (diciamo un paio d’anni) e poi dovrai darmi delle ripetizioni?
    Per ora tengo botta e mi ricordo ancora formule e procedimenti ma ai miei tempi (mi sento molto nonna papera o meglio zia papera) la cosa più rivoluzionaria era il programma (scritto da me) che calcolava le espressioni di 2° sulla calcolatrice sharp!
    E ho la delega alle materie scientifiche dei nipoti…

  2. lanoisette ha detto:

    anch’io voglio imparare ad usare geogebraaa!!!

  3. laGattaGennara ha detto:

    uh, gnoranta sum. avevo anche letto geozebra e già sognavo savane… 😉

  4. bianconerogrigio ha detto:

    Fai finta di niente 😉

  5. ignoralo. hai un matematico in erba che ti cresce accanto…

  6. LaVostraProf ha detto:

    Ce l’ho (geogebra)! La prof Conigli mi ha costretta a scaricarlo sul Pc della scuola per usarlo in classe. Ho provato anche a usarlo con la Lim. Bel casino 🙂

    (per il nano: la linea sottile che separa il “lo lascio fare così impara perché gli interessa” e il “gli do una mano rischiando di fare la prof e disinteressarlo”?

  7. 'povna ha detto:

    Fai finta di niente. E’ la via migliore!

  8. pensierini ha detto:

    Ma no, dai, 🙂 non far finta di niente, dagli una mano, se te la chiede. Se no, no.

  9. ellegio ha detto:

    Dunque qui siete tre a uno, più la Prof in bilico.
    Io cercherò di ignorarlo, se non altro perché una volta che una delle sorelle mi ha chiesto come si poteva dimostrare il teorema di Pitagora ci sono voluti due pomeriggi di forbici e catoncino e abbiamo tirato fuori dieci dimostrazioni diverse (che sono pure poche).

  10. 'povna ha detto:

    ps. e comunque sappi che preparare un “ultimo commento” in questo periodo dell’anno è da denuncia alla convenzione di Ginevra!

  11. ellegio ha detto:

    Dici l’ultimo compito? E dici per me o per loro? Per me è uno sforzo aggiuntivo, e dato che ne ho fatti parecchi ne avrei fatto volentieri a meno. Ma tra quindici giorni devo decidere se certi ragazzini possono passare alla classe successiva o no, quindi si fa e basta 🙂

    • 'povna ha detto:

      Sì, scusa, non commento, compito! No, no, dico per loro. Un mio collega (un tuo collega: l’ur-collega ideale della trasfigurazionalità) mi insegnò un giorno una cosa “sei insegnante per qualcosa, se hai fatto un numero congruo di verifiche e sei convinta di avere fatto il tuo dovere, ricordati che sei lì per prenderti la responsabilità di dare 5 o 6 a prescindere dalla media precisa dei voti. Ergo: un compito in più dopo metà maggio non aiuta loro, toglie responsabilità e paura di decidere a te. Ergo: non lo fai. Ti prendi due giorni di riflessioni, eventualmente cavi fuori dal mucchio proprio quei due o tre su cui davvero vuoi risentire qualcosa per situazioni individuali, e poi basta. Sei insegnante, decidi tu, è il tuo compito”. E così fece. E mi fece fare. E da metà maggio passammo allegramente il mercoledì e il giovedì a fare un modulo di una trentina di ore su letteratura e scienza, tra italiano e trasfigurazioni, con lezioni insieme e/o divisi ma co-gestite.
      Non l’ho mai dimenticato.

  12. ellegio ha detto:

    Sì e no. Nel senso che le classi e gli anni poi sono come i figli, ti organizzi perché pensi di sapere cosa devi fare e poi succedono cose, e devi fare altro. E quindi, quest’anno e in questa classe meglio farlo che non farlo. In ogni caso io non chiudo mai a metà maggio, la scuola finisce l’otto giugno e se si può perché il tempo lo consente si fa qualcosa fuori l’ultima settimana, ma maggio è maggio.

    • 'povna ha detto:

      Io non “chiudo” a metà maggio, semplicemente stabilisco che da metà maggio posso anche fare a meno dell’ottavo o nono voto preso in maniera tradizionale in più rispetto a quelli richiesti dal Pof. Vai chiedere ai Cuccioli che hanno fatto la maturità l’anno scorso quanti di loro hanno usato le cose apprese nel modulo di letteratura e scienza nella prova di italiano, a quanti di loro è servito al triennio…! Questa idea che scuola sia solo spiegare e interrogare in modo tradizionale è davvero, mi spiace, tanto e solo italiana. Io interrogo e spiego in maniera (anche) tradizionale per otto mesi. Se tutto va bene, l’ultimo faccio altro, ma non altro punto e croce, altro di didattica. Ed è chiaro che pure su quello ci possono essere modi di *valutare*, anche se non necessariamente modello cronometro, foglio e campanella stile fabbrica. E poi ci lamentiamo che a maggio: a) anche i bravi vanno peggio; b) che non capiscono il senso della scuola.
      A maggio, per esempio, da noi ci sono le gare, comunali, provinciali, regionali e nazionali sportive. E devi vedere quei santi dei colleghi di ginnastica che devono supplicare colleghi che non vogliono mollare i ragazzi per andare a partecipare.
      A maggio ci sono alcune delle iniziative di educazione civica ambientale più interessanti a livello nazionale, perché non partecipare?
      Tra aprile e maggio cadono un po’ tre anniversari (25 aprile, 1 maggio e 2 giugno) tra i più importanti della storia patria e mondiale: perché non andare ad approfondirne il significato in modo diverso?
      Non è chiudere, io credo.

  13. ellegio ha detto:

    Ma io non volevo dire che tu non fai lezione o che è una perdita di tempo, figuriamoci. E davvero non penso che la scuola sia solo spiegare e interrogare (tra l’altro, insegno cose che non si possono davvero solo spiegare) solo che maggio per me è come dicembre o marzo. Otto o nove verifiche in più rispetto a quello richiesto dal pof comunque è un miraggio. Io ci arrivo valutando tutto il laboratorio – cosa che nella mia scuola nessuno fa, e mi serve per guadagnarmi il compatimento della colleganza tutta…

    p.s. però sulle gare sportive tutto maggio invece non sono d’accordo per niente. Perlomeno nella mia esperienza, se i colleghi di educazione fisica programmassero un po’ le attività invece di arrivare all’ultimo minuto che mi serve questo e quello saremmo tutti più felici. Io, quando voglio fare qualcosa, ne parlo in consiglio di classe o ne discuto con i colleghi con congruo anticipo. Mi sento più santa io 🙂

    • 'povna ha detto:

      E chi ha detto che i poveri colleghi di ed. fisica non lo dicono?! Oltre tutto, la maggioranza dei campionati giovanili (tranne maratona e pallavolo) sia provinciali, sia regionali, sia nazionali) sono a) outdoors; b) a maggio e decisi dal CONI, per cui figurati se si possono spostare.
      Lo dicono, eccome. Anzi, lo dice la calendarizzazione nazionale insieme a loro. E tutti approvano, a ottobre (certo, magari approvano facendo la maglia, come la collega tua, ma questo è un altro problema, direi suo!). Quando non ascoltano, quando non ci pensano, quando. E poi, a maggio, è tutto un “eh, ma scusa, lo so che avevi detto. Ma d’altra parte se non fa il compito poi lo rimando, la gara sportiva è un *in più*). E siccome loro sono molto urbani, abbozzano. Io dal canto mio quando mi è stato chiesto di eliminare un’uscita coi Merry Men programmata in maniera vaga (l’ultima settimana di giugno faremo…”) a ottobre e specifica il 6 di aprile (“la cosa dell’ultima settimana di giugno sarà il 6”) perché bisognava interrogare ho sorriso e ho fatto come Bartleby. “E se poi per questa uscita lo rimando?” – mi ha fatto Comma Rigido.
      “E se poi per questa tua uscita ne parliamo in consiglio davanti alla preside?” – ho risposto io.
      “Ripensandoci, forse, la sufficienza ce l’ha”.
      Ecco, appunto.

      • 'povna ha detto:

        ps. ma perché non andrebbe valutato il laboratorio?! è scuola! ci saranno mica i voti di serie A e serie B (se gli altri colleghi non lo fanno, peggio per loro. E peggio per l’Italia. E poi mi chiedono ancora perché sostengo che la scuola Italia è da riformare a colpi di napalm. Bah).

  14. LaVostraProf ha detto:

    Mi spiace, io sono una cattiva insegnante, allora. Uso fino all’ultimo giorno di scuola per spiegare, interrogare, valutare, vedere film, fare laboratori. In mezzo, ci sono le gare sportive, le mostre, gli spettacoli e i concerti. Le gare sportive, però, i miei colleghi le fanno soltanto a livello di istituto perché, dicono, preferiscono che tutti partecipino, senza le selezioni che sono naturali nelle gare provinciali, regionali, eccetera, ma che loro non amano.
    E comunque, ieri i genitori di Tristina hanno telefonato al Preside che io lunedì Devo interrogarla in geografia e martedì Devo interrogarla in storia, perché il resto della settimana starà a casa a riposare, in vista degli esami.
    E dire che quest’anno, nonostante quello che ho detto all’inizio, non ho proprio più bisogno di interrogare o verificare alcunché. Ma obbedirò, naturalmente. Tristina sarà interrogata e in geografia e in storia. Ih ih ih.

    • 'povna ha detto:

      Scusa Prof., ma allora, come dicono a Roma, famo a non capirsi: io non ho detto che uso fino all’ultimo giorno per non fare niente. Anche io spiego, valuto, guardo film e faccio laboratori. Semplicemente, *non* interrogo più in massa secondo i modi tradizionali, *non* faccio più compiti e verifiche tradizionali, perché se ho 13 voti ad alunno a quadrimestre, credo che se anche al 15 maggio facciamo *altro* scolastico e non la quattordicesima interrogazione per tutti, penso che possa andare bene. Quanto alle gare sportive, il punto non è se sono di istituto, comunali, provinciali e nazionali. Il punto è che sono a maggio, da noi. E che questa cosa si sa (e viene messa in programma) da ottobre. Ma a maggio la metà degli alunni non partecipa perché *non è importante* e gli insegnanti delle altre materie non li lasciano andare.
      Tutto qui. E, se uno al 15 maggio con 13 voti è tra il cinque e il sei, penso di potermi io prendere la responsabilità (anzi: di dovermela prendere) di sommergere o di salvare. Poi ci sono le situazioni limite. Ma che sono, appunto, limite. (Per esempio dal 15 maggio al 31 maggio lascio venire interrogato qualcuno se vuole farsi volontario; oppure io stessa seleziono una rosa di persone che appunto penso che vadano risentite. Ma sono il 5, toh, il 10% della classe). Per il resto facciamo il molto altro della didattica che dovrebbe essere la regola e che invece, purtroppo, come le gare sportive, è confinato all’eccezione.

      • LaVostraProf ha detto:

        No, no, ci siamo capite!
        Mai detto che fino all’ultimo giorno tu non fai niente!
        Ho proprio detto che io, per alunno, ho al massimo quattro voti per gli scritti e tre o quattro per gli orali. E quindi mi sento di continuare a interrogare finché posso. Magari non in massa (come si fa a interrogare in massa? Voglio saperlo! Voglio provarlo!), ma come faccio di solito. Domande ogni volta che si comincia una lezione, laboratorio di storia con valutazione eccetera. E’ solo quest’anno che l’ultima settimana mi trova abbastanza tranquilla, tra l’altro.

  15. ellegio ha detto:

    Non so come funziona nelle altre scuole, in quelle dove sono stata io finora funziona così:
    gli insegnanti di educazione fisica dicono all’inizio dell’anno che parteciperanno a … progetti sportivi, gare, etc. e che più avanti, quando avranno chiare date e impegni faranno sapere.
    Poi il giorno prima della gara ti si presentano in classe (bussare o no è facoltativo, qualcuno bussa e qualcuno no) e ti dicono ah, già che sei lì scrivi sul registro che …(segue elenco)… domani non ci sono, perché c’è la tal gara. E tu chiedi perché non t’hanno avvisato prima, così magari ti organizzavi. E perché non t’hanno detto nulla la settimana prima, quando hai fatto firmare da tutti i colleghi l’autorizzazione alla visita al museo che il consiglio aveva già approvato a dicembre e sei riuscito faticosamente a prenotare per quel giorno lì. O perché non lo scrivono loro sul registro, così lo sanno tutti. E loro ribattono che l’avevamo deciso a settembre. Fine del tono polemico.

    Interrogazioni in massa fatemi sapere anche a me come funzionano.
    Io in matematica sono riuscita a fare 5 scritti (uno non lo posso neanche usare, ma questa è un’altra storia) e ho circa cinque voti orali a testa, che ci sono costati assai perché in classe sono ventisette-ventotto anime. Uno di questi è sul laboratorio di algebra e uno su quello di geometria, che si fa sul sito, tra l’altro. In fisica tre scritti, tre orali e due/tre relazioni a seconda delle classi – e fisica sono due/tre ore a settimana. E uno dei voti orali è un bel test a risposta multipla, perché non riesco a interrogare un ragazzino in meno di quindici minuti. D’altra parte sono sempre i soliti ventisette-ventotto (anche in quinta) e le ore sono sempre quelle: sessantasei all’anno che devo decurtare di quindici per il recupero. Ma questo è un altro post.

  16. 'povna ha detto:

    @Prof: come dicevo, anche io valuto, ma dopo il 15 a parte su chi *davvero* non so che fare, non interrogo. Valuto in altro modo. E poi alla fine dell’anno ne ho mille da fare ancora di didattica alternativa. L’interrogazione in massa può essere sia le due domandine a tutti (visto fare) il 7 di giugno oppure la verifica valida per l’orale il 9 giugno. Insomma, quelle calendarizzate.
    @LGO: allora, posto che i nostri colleghi sono corretti e ti avvertono prima (anche un mese, e comunque almeno una settimana), credo che si potrebbe parafrasare il concetto di “la bellezza è negli occhi di chi guarda”. Secondo me se uno a settembre mi dice che a maggio ci sono le gare, io inizio a entrare da subito nell’ordine di idee che a maggio le date dei miei compiti o delle mie cose sono vicarie rispetto alle gare (o al teatro: il nostro gruppo teatrale sono quattro anni che passa selezioni su selezioni; ogni selezione poi prevede che il nuovo appuntamento sia una settimana dopo, ma non c’è un calendario preventivo; che fai? *non* metti compiti perché *forse* vincono le semifinali di teatro? no, li metti, e poi come dice Barbie sei flessibile e ti ricordi che nessuno è indispensabile). Quindi se c’è qualcosa di importante, a maggio, vado subito da quelli di sport e/o teatro e/o resto e dico: “Senti, il giorno XX devo fare questo, è uno a rischio?”. Non mi costa particolarmente, devo dire, perché, per l’appunto, da settembre sono stata avvisata. E, proprio per questo, programmare didattica alternativa da metà maggio aiuta a essere tutti un po’ meno concentrati su se stessi, più collegiali e in armonia!

  17. ellegio ha detto:

    Boh, io non mi sento concentrata su me stessa, ma non mi sento neanche di dover fare il giro della scuola per chiedere a tutti se il tal giorno hanno programmato qualcosa perché potrebbero essersi *dimenticati* di avvisare 🙂 Poi forse sarà vero che non sono capace di vedere la bellezza altrui, ma se mi si chiede di non fissare qualcosa che reputo importante per tizio che ha le prove del teatro mi adeguo, e vado volentieri ad assistere allo spettacolo. Maggio è il mese in cui si concludono tutti i progetti, non solo sport e teatro.
    Per il resto, io non sono così brava e i programmi mi saltano sempre, devo continuamente riaggiustare il tiro in corso d’opera, a volte proprio perché devo tener conto che di fronte ho persone che oltre a studiare matematica con me fanno anche altro nella vita (e nella scuola), a volte perché faccio casino e basta.
    E poi mi sto perdendo: la didattica alternativa di cui stiamo parlando, esattamente, cos’è?
    (Qualcuno calendarizza una domandina a testa il 7 o il 9 giugno???)

    • 'povna ha detto:

      Parto dal fondo: sì, da noi ho visto un mio collega (un tuo collega, sigh) inseguire la gente il 9 giugno in mezzo ai gavettoni. Scene tristi. E non una volta sola. Sul resto, la bellezza era un modo di dire, ma sull’andare in giro per la scuola, beh, se mi si dice che a maggio hanno la priorità lo sport e la fine dei progetti, beh, io mi adeguo e non mi costa fatica, anzi. E poi, appunto perché me lo hanno detto da settembre, cerco di non mettere cose che soffrano nell’essere spostate dopo il 15. Tutto qui. Anche a me i programmi saltano. Ma io conto sul 15 maggio come deadline, in fondo è semplice (e poi l’abitudine a insegnare all’estero mi ha insegnato l’importanza del syllabus, che comunichi a te stesso e a loro; in USA se per due anni di seguito fai casino sul syllabus rischi fortemente di non vederti confermata la tenure, e in UK non sono meno teneri), alla fine. Aggiusto il tiro, sono scontenta, proprio come te (e ti immagini se non tengo conto che ho persone che non fanno solo scuola? E’ per questo che mi incavolo quando gli soffiano lo sport e il resto da sotto il culo).
      Didattica alternativa? Ovviamente varia di classe in classe, ma, molto in sintesi: niente banchi, niente campana, niente file, niente aula. Discussioni di argomentazione, se possibile progetti incrociati (chimica e italiano, fisica e italiano, storia e ginnastica e via e via) con cose in entrambe le materie. Teatralizzazioni di testi per capire il genere teatro, provare a girare un corto (questo solo una volta è successo, sigh), laboratori teatrali in classe, incontro con lo scrittore di cui hanno letto il libro. Costruzione, redazione, editing e stampa di un volumetto, colloqui a distanza con gli educatori in Appennino, ricerca storiografica in archivio. Devo continuare?

  18. ellegio ha detto:

    Allora facciamo a capirci anche noi 🙂 Ciascuna scuola si vota il suo pof e i suoi progetti e ciascun collegio è autonomo. Noi abbiamo votato i progetti, tutti, ma da nessuna parte mai abbiamo detto che qualcosa era prioritario rispetto al resto, se invece da voi avete dato la priorità a quello è ovvio che poi … dobbiate dargliela. Io, di mio, vorrei solo che mi si comunicassero impegni e scadenze, se ne devo tener conto, e no, dire a settembre che a maggio ci saranno le gare di pallavolo non è comunicazione efficace. Ma non metto in dubbio che altrove funzioni bene, e che se c’è una scuola che per vocazione, per scelta, per quello che vuole, decide che dal 15 maggio in poi si fa didattica alternativa mi sembra una cosa molto bella. Nella mia scuola non è così, inoltre quest’anno varie cose sono andate diversamente da come dovevano, abbiamo avuto la scuola chiusa due volte per il famigerato concorso a preside, altre due volte per neve etc. etc, e io quindi fino a ieri ho fatto quello che faccio di solito, né più né meno (forse meno e peggio, perché ogni anno siamo sommersi da ulteriori incombenze – e non tutte sono concordate e condivise, vedi i test invalsi – come se fossimo un serbatoio senza fondo da cui si può continuare ad attingere all’infinito).
    Poi sulla didattica alternativa ci torniamo 🙂
    (Io penso che molti di noi facciano didattica *abbastanza* alternativa, ma per oscure ragioni questo non esce quasi mai dalle scuole. Perché?)

  19. 'povna ha detto:

    Sì, più o meno, anche se il tutto è più sottile. Nel senso che, mi pare (ma poi può darsi che – come già abbiamo modo di dirci altre volte – la differenza sia più teorica che di fatto), tu sei più attenta alla circolare ex lege, mentre a me basta la comunicazione ufficiale, ma meno precisa. Che è un po’ come ci dirige Barbie, con grande buon senso ed evitando se può di andare a sancire tutto per votazione di Pof. Mi spiego. In collegio lei si raccomanda: “e per favore visto che sapete che ci possono essere questo e questo e questo impegno, non fate musate se arrivano a chiedervi i ragazzi dicendo che è l’ultimo momento, perché non lo è. Vi sto io avvisando che potrebbe succedere, nessuno è indispensabile, tutti sono utili. Viceversa, se poi avete bisogno per recuperare, vale lo stesso buon senso di prima”.
    Per me è efficace e mi basta per organizzarmi; e no, non c’è scritto da nessuna parte che al 15 maggio si fa didattica alternativa. *Io* ho lavorato su questa comunicazione organizzandomi in modo da chiudere ciò che devo chiudere a metà maggio. Cioè mettendomi nelle condizioni di non mettermi *mai* le mani nei capelli dal punto di vista della didattica pura se qualcuno mi chiede gli alunni. Poi, che c’entra, proprio perché quello che facciamo nelle ultime tre settimane mi piace un casino, anche io preferisco essere avvertita. Però ecco, se andiamo a leggere la fine di quel romanzo da cui prendono il nome i Merry Men al parco, e parliamo dei legami con il romanzo resistenziale che abbiamo letto a ottobre, se per caso salta la lezione al parco, pace, faremo la prossima volta. Certo, se, come Comma Rigido, ho un voto solo, ci scommetto che mi incazzo con quello di ginnastica. Ma il problema non è quello di ginnastica, è Comma Rigido!

    (Anche secondo me molti di noi – inteso nel senso di blogger, però, perché ti assicuro che inteso nel senso di scuola, almeno nell’esperienza dei tecnici e di molti licei ‘perbene’, proprio no – fanno didattica alternativa. Non esce dalla scuola per tre motivi, credo: il primo è che per definizione prima di uscire bisogna essere chiusi e sicuri, e non è semplice, il secondo è che i 3/4 della scuola stessa ti guarda come se fosse idiota [salvo dire frasi come: “Ah, che fortuna che hai sempre, ‘povna a incontrare certe classi di alunni”]; il terzo è che non lo so! 😉 )

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