XX

Tutte le mattine quando entrano a scuola i bambini passano sotto lo striscione che vede Falcone e Borsellino sorridenti e confidenti, e si ricordano che le loro idee camminano sulle nostre gambe. Sulle loro gambe secche secche e ancora fragili di bambini, sulle loro gambe morbide e bianche. Per loro vent’anni sono ere geologiche, quelle persone lì sono dentro la scuola, parte delle mura e della struttura solida, le radici degli alberi in cortile. Sono la scuola. Chissà se questo paese ha ancora un po’ di futuro.

Perché poi la scuola si riempie di persone e io penso che non lo so, davvero, cosa stiamo facendo. Vedo che arriviamo sgommando e molliamo lì l’automobile in doppia fila, vedo che programmiamo festicciole per spiare chi ha il regalo più bello o la casa più in ordine, vedo che ci eccitiamo per il regalo alla maestra mentre controlliamo se il vestito che si è messa stamattina è nuovo, e quanto le è costato.

Vedo che passiamo e ripassiamo sotto quello striscione sbiadito che tenta di resistere sotto la pioggia, ma non lo vediamo neanche più.

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4 risposte a XX

  1. laGattaGennara ha detto:

    mi piacciono le tue parole, certo, meno il senso di abitudine che attecchisce così velocemente. Mai come oggi mi sento inadeguata a guardare bene in alto.

    • ellegio ha detto:

      E’ quando l’abitudine resiste anche alle scosse che ci si deve preoccupare, credo. E in questi giorni mi sta capitando: dico ma lo vedi che sta succedendo, e mi rispondono eh, sì, peccato per il pic nic, se piove non si può fare.

  2. pensierini ha detto:

    Io, che sono molto più vecchierella di voi, ero già adulta: mi ricordo che ero seduta alla scrivania e stavo correggendo la solita montagna di compiti in classe. Per quel giorno non riuscii più a concentrarmi. Lo spettacolo del cratere non mi usciva dalla testa. Pochi anni fa sono andata in quel tratto d’autostrada, a Capaci, vicino Palermo, c’è un semplice monumento alla memoria. Vent’anni sono tanti ma possono essere anche pochi.

    • ellegio ha detto:

      Io non avevo compiti, ma non ero mica una bambina. Quel telegiornale lì me lo ricordo benissimo, o il suo gemello, con quel cratere.

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