numb3rs

Io, e questo è un annuncio ufficiale, ho deciso che se si pretendono cose assurde da me, ok, io le farò più assurde ancora.
In questi giorni, per esempio, mi sto dedicando con deplorevole accanimento ai compiti di recupero. Che sono quella cosa che se la regola stabilisce che bisogna arrivare agli scrutini di giugno con almeno tre voti scritti e tizio quando abbiamo fatto il primo compito ha curato la nonna col mal di denti e caio quando abbiamo fatto il secondo gli si è ammalato il ragazzo che gli dà ripetizioni  e  bimbabella quando abbiamo fatto il terzo aveva vinto una ceretta gratis, e voi rinunciare alla prima ceretta gratis?,  allora bisogna fare il compito di recupero.
Solo domenica scorsa ho preparato cinque compiti di recupero, per una sola classe. Praticamente ad personam. Perché se cari miei fate i furbetti e io devo schiattare, schiatteremo insieme. Tanto vale.
Nel frattempo l’agenda si riempie di appuntamenti, senza senso, con senso, e così così.
Le repliche del coro, il brevetto di nuoto, la festa dell’amichetto, lo spettacolo teatrale di fine anno dei figli, lo spettacolo degli alunni, il 730, le lezioni extra per i maturandi, il consiglio di istituto, insomma il gorgo infernale, il maelstrom di fine anno.
Arrivo a sera, che in genere sono le prime ore del giorno dopo, e  crollo svenuta dopo appena due righe di lettura. Sono  a pagina 436 di un volume da 910 (sarebbero 924 ma alla fine c’è il glossario, e quello lo salterò) e mi sono arenata. Quindi, per dare un senso anche a questo, ho approfittato di un’ora di buco (nella giornata che cominciava con ore 7:40 –  abbracciare la scuola, prevedeva, dopo n ore di lezione e m di correzione, alle ore 19:30 – andare in giro per il quartiere con le candele e rischiare di vedere la figlia in fiamme, ma non contemplava  assolutamente il fuori programma di un  figliolo con febbre) e degli sconti offerti dalla libreria nascosta nel sottopasso per comprare 599 + 618 + 1281 pagine imprendibili, che per ragioni che mi sono oscure  finora avevo, ahimè,  perduto. Ovviamente, ho sentito il bisogno impellente di spendere tutti ‘sti soldi esattamente proprio oggi solo perché invece di correggere compiti preferisco leggere blog, oppure perché ormai sono incapace di concentrarmi oltre la mezz’ora su pallocche che galleggiano, muoni che non muoiono e ambulanze che sfrecciano per la città a sirene spiegate, e devo fare pause frequenti. Certo, potrei andare a correggere i compiti altrove, ma il tavolo grande nella stanza a fianco è colonizzato dal marito, quelli dei figli sono ricoperti di piccoli vegetali, pezzi di giornalini  e membra sparse di esseri non identificati. Il ripiano dell’armadietto del bagno non mi basta, e l’unico posto dove posso accatastare pile su pile di carte è qui, davanti a questo coso gigantesco che con un clic ti elenca tutti i meravigliosi   libri che ancora non hai letto ma dovresti.
Comunque, il volume totale dei tre libri nuovi è di 3575 cm3. E ora che ho posato il righello che ho usato per misurarne le dimensioni potrei anche smetterla di scrivere fesserie e mettermi a correggere.
Il fatto è che non ce la faccio proprio più.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

37 risposte a numb3rs

  1. 'povna ha detto:

    Prima domanda: che libro? che libri? (sì, lo so, sono due)
    Seconda domanda: consiglio di Istituto, da mamma o da prof.?!

    E infine: ti capisco. Totalmente. Io non ho i figli, con o senza febbre. Però la scuola la abbraccio alle 6.15. E i postumi del trasloco premono ancora (no, non le scatole, le cazzate di via dei Matti, dico).

  2. ellegio ha detto:

    Oh, ma sono vecchi e tu li hai sicuramente già letti 🙂
    599: Le correzioni
    618: L’isola misteriosa (l’ho preso per Livia che è nella fase tuttoVerne, ma anch’io non l’ho mai letto)
    1218: Infinite jest (colpa di aaqui)

    Sto leggendo Grotesque, che avevo conservato con cura e cominciato con grandi aspettative, ma non mi entusiasma.

    • Anonimo SQ ha detto:

      Mitica l’Isola di Verne ! E’ stato un libro cardine della mia infanzia, ed avevo una grande invidia per il compagno di banco che l’aveva nella versione integrale, di appunto ca 600 pp, mentre io dovevo accontentarmi della versione “smilza” per ragazzini…
      l’ingegner Cyrus Smith è stato un mito della mia infanzia (anche se poi ho scoperto che c’erano di molte balle nel libro).

      Anonimo SQ

  3. ellegio ha detto:

    Ah, comunque abbracciare la scuola era una cosa speciale che si faceva in tanti, mano nella mano 🙂
    E il CdI è da mamma, ahimè. Speravo di dimettermi in segno di protesta, dato che mi sembra che il massimo della partecipazione si raggiunga quando si deve decidere il regalo di fine anno per le maestre, che dal canto loro ne farebbero volentieri a meno, ma ci penserò nel fine settimana.

  4. pensierini ha detto:

    Solidarizzo in pieno, anche se non ho figli piccoli e CdI relativi. Posso suggerirti una cosa? Io i compiti suppletivi per gli assenti li faccio, volta per volta, la settimana subito dopo la verifica degli altri, mentre con il resto della classe spiego le cose nuove. Poi i compiti di tutta la classe li riporto e li correggo alla lavagna tutti insieme, se no gli assenti hanno già visto le domande degli altri e la loro correzione e sono avvantaggiati!

  5. bianconerogrigio ha detto:

    Vero, se ti metti a misurare il volume dei libri sei messa proprio male … 🙂 Credo che Capitan Nemo fosse bloccato sotto l’isola per studiare neutrini …

  6. lanoisette ha detto:

    anch’io faccio come pensierini… e ti dirò, non ho grossi problemi da passaggio di informazioni/scopiazzature.

  7. 'povna ha detto:

    L’isola misteriosa è splendido, che bellezza! (E no, non dice cazzate: la fiction non dice *mai* cazzate, ed è a tasso di finzionalità paradossalmente più alto quanto più si dichiara realista (concetto di logica modale e mondi possibile riattato all’uso della teoria della letteratura). Le correzioni l’ho letto, e mi ci sono inevitabilmente inchinata. Ma io non sono una Franzenista e non lo sarò mai. Così come, se il mondo si divide in fanatici di DFW e anche no (e si divide, credimi), io mi schiero serena tra gli anche no (non nel senso che non l’ho letto ma che non mi commuovo al suo cospetto).
    Infine Grotesque mi manca, ma come sai sono molto carente sui nippi!
    Peccato per il Cd’I, da noi è una cosa molto fica!

    • ellegio ha detto:

      Io ho letto La scopa del sistema, ma … boh 🙂

    • Anonimo SQ ha detto:

      Beh, insomma, sulla sintesi della nitroglicerina descritta permettimi qualche dubbio…
      e anche sul seme di grano che genera 10 piantine (non sono botanico, ma insomma…)
      Sulla metallurgia ci credo, anche se con qualche difficoltà.
      Mi sembra molto più onesto Defoe che fa raccontare a Robinson quanto sia difficile, per quanto armato di sega ed ascia, produrre una tavola da un tronco.
      Plausibilità, ecco il trucco di Verne: scriveva cose non vere, ma plausibili. Ed in un’era di positivismo progressista, niente sembrava impossibile per l’uomo moderno …

      Anonimo SQ

      • 'povna ha detto:

        AnonimoSQ: stiamo parlando su due piani e due linguaggi diversi. Io facevo una battuta di teoria della letteratura, citando appunto alcune delle regole ferree di Pavel, Dolezel, Walton, per non parlare del vecchio Auerbach. In nome delle quali, torno a ripetere, la fiction non dice *mai* cazzate, perché non ne esiste nel suo statuto la possibilità.

  8. ellegio ha detto:

    Sulle scopiazzature no comment 🙂
    Anch’io a volte faccio fare i compiti di recupero subito dopo – ma non spiego, quando spiego non mi va che ci sia qualcuno che fa altro. Quindi, se ho poche ore e non mi va di sprecarne una solo per aspettare l’assente di turno, gli assenti li interrogo. Tanto lo so che alla fine del trimestre-pentamestre comunque un compito di recupero lo devo fare lo stesso, ci sono sempre quelli che nel frattempo hanno collezionato una serie di votacci e vuoi non dargli un’altra chance?
    Nel frattempo i compiti li ho corretti, spesso pubblicati sul sito svolgimento e tutto (ultimamente mi sto facendo aiutare dai più bravi in questo lavoretto, che richiede un sacco di tempo) così serve anche per costruire un archivio per il recupero. Tanto poi i compiti sono sempre diversi.

    • 'povna ha detto:

      Io di solito scelgo. Mi spiego: se qualcuno è assente nel compito ci sono tre casi:
      – forca acclarata
      – assenza coperta dai genitori
      – autentico motivo

      Nei primi due casi lo fanno eccome, il compito, mentre spiego altro. E glielo dico pure, che lo fanno per punizione in quell’ora. E procuro di spiegare anche una cosa bella difficile! Così la volta dopo vedi se lo rifanno…
      Nel terzo caso, invece, faccio come te.

  9. vnnvvvn ha detto:

    So di essere una voce fuori dal coro ma in fin dei conti sono l’unica non prof in questo post.
    La forca strategica è sacrosanta e sono certa sancita da un articolo, magari piccolo e dimenticato, della Costituzione!
    Se ho la media del sei (magari stirata) è auspicabile non presentarsi più ad altri rischi!
    Abbiamo, anno più anno meno, la stessa età ma mi sembra di aver frequentato in un altro mondo 😀

  10. ellegio ha detto:

    Eh, Viv, era così, una volta. Ora, ti inseguono con il registro 🙂

    • 'povna ha detto:

      Da me non era così proprio per niente: se ti beccavano in forca strategica pagavi con una di quelle interrogazioni da papi a memoria all’indietrina. Ti passava la voglia.

      • vnnvvvn ha detto:

        Ma dovevano rivederti… la forca strategica terminava a settembre (se non eri rimandato) e avevi tutto il tempo di mettere toppe 😛
        Fatemi assumere come consulente nelle vostre scuole, vengo il sabato gratis e ve li svezzo 😛

        • 'povna ha detto:

          Viv: a scuola mia nessuno si riduceva a interrogare a metà maggio. E dunque non potevi fare forche strategiche per un mese e mezzo, perché altrimenti eri convocato a scuola per assenze tempo 2. (Dove credi che abbia costruito il mio know how?!)

          • vnnvvvn ha detto:

            Credo di avertelo già raccontato ma a me hanno provato ad interrogarmi DOPO l’ammissione all’esame (già certificata!) perchè non aveva voti sul registro e per quanto siano ricordi annacquati non aveva voti all’orale da tre anni!
            Era la tua collega di materia, se vuoi ti fornisco nome e cognome 😛

      • ellegio ha detto:

        Se ti beccavano. A volte non gliene fregava niente, o perlomeno io di prof così ne avevo.

  11. vnnvvvn ha detto:

    NO!… ora LI INSEGUITE CON IL REGISTRO e questi non sono capaci di calcolare le medie a mente.
    All’epoca ero una specie di computer: riporta il compito, 6 -, fa scopa con il 6+, posso andare in bagno e non mi vede più…. non a caso avevo 8 a matematica e all’epoca, in quella scuola, in quella sezione era il top dei top 😛

    • 'povna ha detto:

      Viv, io non inseguo col registro proprio nessuno, chiudo il programma a metà maggio e le interrogazioni e verifiche (a parte un temino finale che è più un gioco di riflessione) invece pure. E facciamo altro. Che serve sempre. Anzi, serve di più. La mia frase mantra è “questa scuola non è un albergo. e nemmeno una stazione”. Ho dodici o tredici voti a testa e – come ripeto sempre a loro – “Sono insegnante per un motivo. Per esempio quello di prendermi la responsabilità di promuovervi e/o bocciarvi nella mia materia senza bisogno di recuperi farsa. E ricordatevi che la media è solo un accidentale corollario di questo processo”.

  12. ellegio ha detto:

    L’ inseguimento col registro ovviamente era una battuta (manco tanto, ne vedo di colleghi che girano elemosinando in prestito studenti da interrogare).

  13. giulionga ha detto:

    Posso dire una cosa OT?
    Attorno a me ci sono decine di studenti che stanno facendo cose immonde pur di accaparrarsi i crediti minimi per poter poi – pagando – accedere a un TFA che li abiliti all’insegnamento. Bene, credo che cercherò di spammare in giro l’indirizzo dei vostri blog. Non sarà mai troppo presto per capire che questo lavoro, porca miseria, è di una difficoltà da togliere il fiato. E ci vuole fisico, coraggio, un’energia da non potersi dire. E nessuno, nessuno se ne rende abbastanza conto. Stima, infinita.

    (Infinite jest! Infinte jest! Infinite jest!!!!)

  14. ildiariodimurasaki ha detto:

    Mah, io son cresciuta alla vecchia scuola, quella repressiva di un tempo: ti lasciavano abbastanza in pace, non controllavano se avevi fatto forca, non ti facevano recuperare i compiti e non ricordo che si negassero a un’eventuale interrogazione di recupero. Poi, se non c’era la sufficienza, ti segavano. Ma a forza di sentir questi racconti da incubo mi domando se forse non ero io che mi ostinavo a vedere le cose così. Per la cronaca, non erano belve assetate di sangue (qualcuna ne circolava, ma non li ho mai avuti nel parco insegnanti) ed erano anche disponibili ad un po’ di comprensione per chi più di tanto si sapeva che non riusciva a fare. Dalle vostre descrizioni le superiori di adesso mi sembrano un incubo stressante dove avrei sputati veleno per cinque anni di fila.
    D’accordo, il mio era un liceo classico, ma vi garantisco che almeno metà della gente che lo frequentava era stata spedita lì come un pacco dai genitori per questioni di prestigio sociale (me compresa).
    Non so, probabilmente eravamo una specie di isola felice, tipo i parchi nazionali…

    • Anonimo SQ ha detto:

      Anch’io a volte penso che, se dovessi rifare il liceo ora, probabilmente non ne uscirei vivo, tanto alta viene tenuta l’asticella, apparentemente. Poi all’università parli con gli studenti, e ti accorgi che non conoscono i logaritmi…
      E allora ?

      Anonimo SQ

      • ellegio ha detto:

        Il numero delle verifiche non è proporzionale all’altezza dell’asticella. Il fatto è che ormai se bocci uno ti devi aspettare una denuncia e quindi devi essere adeguatamente fornito di pezze d’appoggio, e devi dimostrare (tu, insegnante) che gli hai dato tutte le opportunità + 1 di recuperare. Un po’ come in ospedale, che ci sono quelli che entrano accompagnati dall’avvocato.

        • 'povna ha detto:

          Sul numero di verifiche inversamente proporzionale all’asticella mi trovi completamente d’accordo (così come sul fatto che questa scuola, nonostante i nostri discorsi, è mediamente più facile, in ogni ordine e grado, di quella di un tempo, alla sostanza dei fatti – ma questo chi ci lavora lo sa).
          Posso invece spezzare un piccola lancia del dubbio sulla mitologia di denuncia e ricorsi? Io vengo da una scuola in cui in undici anni di questa dirigenza ci sono state due (d u e ) minacce (finite nello spazio di un mattino) di ricorso tra tutti i plessi, gli ordini e i gradi (almeno 1500 studenti solo considerando le superiori). E non è che la nostra preside abbia i super-poteri. Banalmente, è schietta e legge regolamento e pof ai genitori da subito (e lo fa firmare nel patto di corresponsabilità): “per i vostri figlioli sono previsti due scritti e due orali a quadrimestre, al biennio si privilegia una valutazione biennale, al triennio si ricorda che non è scuola dell’obbligo”. E via e via tutta la litania. Ma, soprattutto, come già ho ricordato spesso, lei insiste sulla comunicazione: noi scriviamo e telefoniamo tantissimo alle famiglie, con fior di fonogrammi e protocolli. Così come arringa i genitori, anche a noi Barbie al primo collegio ricorda: “Meglio una telefonata in più che in meno, meglio una lettera in più che in meno. E vi ricordo che si deve mandare obbligatoriamente a casa il prospetto protocollato almeno tre volte all’anno; più telefonare in fonogramma in occasione di ogni nota disciplinare; più tutte le varie ed eventuali”.
          E ti assicuro che suona molto più oneroso a scriverlo che a farlo. Il risultato è che i nostri ragazzi bocciano non in serenità (per tutti gli ottimi motivi che dibattevamo da Noisette), ma certo senza rischio alcuno di ricorso, perché le regole sono sottoscritte da tutti a settembre nel patto e tutti sono informati via via dell’eventuale rischio che il ragazzo sta correndo. Ecco. Non ci vuole poi una grande fantasia per immaginare che le famiglie se fanno ricorso è perché si sono sentite poco considerate e un po’ cagate lì. E, guarda un po’, appena cessi di considerarle ‘famiglie’, e le consideri ‘persone’, il rapporto cambia. In meglio per tutti. Che strano. (Poi ci sono le eccezioni, come dappertutto: ma due eccezioni in undici anni mi pare una buona media).

      • pensierini ha detto:

        L’asticella *non* è certo più alta che negli anni (decenni, ormai) passati, su questo ci puoi giurare.

  15. ildiariodimurasaki ha detto:

    Però è colpa vostra che mi avete distratto. In realtà volevo inviare la mia solidarietà all’accasciata LGO: maggio è sempre un mese micidiale, dobbiamo essere solidali tra noi. Abbi coraggio, ormai manca poco all’alba ^__^

  16. ornella ha detto:

    Assicuro: oggi si pretende troppo da alunni o studenti che dir si voglia.
    A cominciare dalle scuole elementari ( ops! primarie !) dove i programmi e le materie si sono moltiplicate a dismisura e hanno assunto denominazioni altisonanti : ginnastica –> educazione motoria; canto –> educazione al suono e alla musica; disegno –> educazione all’immagine . La storia da semplice narrazione di eventi si è trasformata in una serie di complicatissimi ragionamenti su causalità/ successione / contemporaneità; non parliamo della vecchia geografia e delle scienze. Il tutto con virgulti che a fatica riescono a immaginare le semplici conseguenze a cui potrebbero andare incontro se pestassero i piedi di un compagno o se usassero in modo sconsiderato una forchetta di plastica in mensa.
    Forse dalla vecchia scuola si usciva con qualche nozione matematica/scientifica di meno e ci si era annoiati a ripetere per tre anni di seguito le regioni italiane ( cartine disegnate a mano libera comprese), ma di sicuro ci si era stressati di meno. Tutti, insegnati comprese.

  17. ellegio ha detto:

    Noi per fortuna alla primaria ce la stiamo cavando bene. Dico per fortuna perché sento anche lì storie da far paura, ma i miei figli finora sono stati fortunati e hanno avuto maestre una più brava dell’altra, e di sicuro non sono stressati dalla scuola 🙂

  18. melchisedec ha detto:

    Fisso gli ultimi compiti tra il 30 maggio e il 5 giugno. Non c’è nulla, quindi, da recuperare. Certamente ho abbondato: previsti tre compiti dal pof, ne faccio quattro o cinque(se versioni). 🙂

    Anch’io non reggo più.

  19. lanoisette ha detto:

    PrimaAltezzosa: cinque/sei voti scritti. Dieci orali. I’m schiatting.

  20. ellegio ha detto:

    Anch’io sono a quota cinque scritti, che aggiunti ai tre del trimestre fanno otto per classe, che per sei classi fanno quarantotto, e poi ho almeno una trentina di relazioni di laboratorio. E tutti gli extra senza voto.
    Ma dieci orali come si fa? Io a interrogare qualcuno che va bene non ci metto meno di venti minuti, se va male … ok, panico.

I commenti sono chiusi.