Parliamone

Violando ogni regola di netiquette (vabbe’, purtroppo mi capita spesso) non rispondo ai commenti precedenti e vado dritta al punto. Al punto di domanda.
Come unica giustificazione posso dire che sono andata a letto tardi, perché stavo finendo di scrivere la relazione sulla quinta, quella da infilare nel documento del 15 maggio. Mi sono alzata troppo presto, ho parlato con diversi genitori a cui faceva comodo parlare con me prima delle otto, anche se il giovedì è l’unico giorno che entrerei tardi, e avrei solo tre ore. Poi riunioni varie, moduli da compilare per l’adozione dei libri di testo, prove da correggere, un pacchetto di cracker e un collega logorroico verso le due, consigli di classe fino a sera (no, questo sarebbe il giorno che avrei lavorato tre ore, le altre nove tutti fanno finta che non esistano). A casa ho trovato figli affamati e frigo vuoto, ma da lunedì non riesco a fare la spesa, cheddevofà?

Ecco, non  sono andata dritta al punto, che poi sarebbe: le assemblee.
Le assemblee degli studenti. Quelle che una volta al mese c’è assemblea, uh che bello c’ è assemblea ed è un giorno di vacanza in più che non fa schifo a  nessuno, così i ragazzi vengono a scuola leggeri, fanno l’appello ridacchiando, e si danno appuntamento al baretto, al parco, allo zoo, non so dove e anche i professori uh meno male che non riesco mai a fare la spesa (no, io la spesa per principio non la faccio mai di mattina) meno male che posso andare a pagare le bollette, comprarmi le scarpe, stirare, fare non so cosa.
E c’è sempre qualcuno che sbotta,  e che l’educazione,  e il messaggio,  e a cosa servono le assemblee così, e basta assemblee.
E non è una cosa facile, è più facile pensare che vabbe’ in fondo va bene anche così, ma magari no, magari è meglio se cominciamo a pensarci, anche se è faticoso.
Perciò questa è una richiesta di aiuto: voi che fareste?

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15 risposte a Parliamone

  1. supermambanana ha detto:

    ma a cosa servono le assemblee?

  2. ellegio ha detto:

    Le assemblee sono un diritto degli studenti, ai quali è garantito un momento di discussione sui problemi della scuola, o comunque su temi di interesse generale, che contribuiscano alla loro formazione culturale e civile. Ma tu questo lo sai 🙂
    Di fatto, a meno di situazioni contingenti – perché a volte gli studenti hanno davvero bisogno di discutere dei problemi della scuola, o sentono la necessità di avere informazioni su qualche argomento (penso l’anno passato, quando ci sono stati i referendum) insomma di fatto non servono a niente, neanche come momento di aggregazione. Se in una scuola di mille e più studenti in assemblea ce ne sono cinquanta la prima ora, e dieci la seconda, direi che non servono ad altro che fare un giorno di vacanza. Ma dato che alle scuole superiori se gli studenti stanno a casa non frega niente a nessuno, nessuno dice niente.

    • supermambanana ha detto:

      quindi, deduco, l’assenza da un giorno di assemblea e’ un’assenza ingiustificata? La ripetuta assenza nei giorni di assemblea, costituisce una sequenza di regolari (mensili) assenze ingiustificate? Punite disciplinarmente? No perche’ a me fa molta orticaria la storia de “agli studenti e’ garantito …”

      • 'povna ha detto:

        No. L’assenza in un giorno di assemblea va giustificata come tutte le altre. E infatti in molte scuole l’assemblea è a partire dalla 2 ora. Resta il fatto che, dopo, è molto facile – specie se l’assemblea è plenaria e dunque in locali fuori dalla scuola (visto che gli insegnanti non devono essere presenti) – nel migliore dei casi essere presenti solo per appello e contrappello, nel peggiore solo per l’appello, perché il contrappello non c’è. E comunque presuppone rappresentanti di istituto molto consapevoli che si facciano carico del tutto.

        • ellegio ha detto:

          Confermo quello che dice la ‘povna. Comunque gli insegnanti possono anche essere presenti, se vogliono. Io, per esempio, quando sono di turno vado.

  3. 'povna ha detto:

    Lascio da parte, come tu ricordi, i momenti particolari (l’okkupazione, etc). Da due anni da noi è successa una cosa figa: sono state elette delle donne rappresentanti di Istituto. Le quali hanno adottato l’ottimo principio (figo anch’esso) che le assemblee si fanno se c’è bisogno, e col servizio d’ordine (loro), perché nessuno vada via. Se non c’è bisogno, prima dei consigli di Istituto si fa il nucleo, e morta lì. Sostanzialmente, funziona.

  4. 'povna ha detto:

    ps. nucleo da noi = la riunione dei rappresentanti di classe sotto la presidenza dei rappresentanti di Istituto in una assemblea ridotta. Insomma, un ritorno sanissimo alla democrazia indiretta. Una grande cosa.

  5. ellegio ha detto:

    Sono d’accordo, è bello perché è così che deve essere. Ma se loro non ci arrivano, fino a che punto è giusto intervenire perché ci arrivino? Perché secondo me quello è un punto di arrivo.

  6. 'povna ha detto:

    Non lo so. Durante (cioè: direttamente sui rappresentanti di Istituto mentre sono in carica) probabilmente non troppo. Prima (quando sono più giovani), forse sì in modo anch’esso indiretto. Insistendo moltissimo sull’educazione civica. Non è un caso che le due rappresentanti donne che hanno cambiato il trend siano Melissa (Matti) e Nana (Onda), entrambe, diversissime, figlie della gita in Appennino. Una gita che è punto di arrivo – da quattro anni – di tutte le seconde (che ora sono dunque almeno in quarta). E, forse utopisticamente, mi dico che qualche risultato di tutto questo immane lavoro sull’educazione civica si inizia a vedere…

  7. pensierini ha detto:

    Da noi le assemblee generali sono state via via sostituite da dibattiti con esperti, conferenze, proiezione di film, esposizione di esperienze (tipo viaggio della memoria a Dachau), concerti degli studenti. Funziona. A mio parere, colloquiare con altri, ugualmente interessati, di un argomento focalizzato, in piccoli gruppi, è più facile e costruttivo che parlare in assemblea plenaria.

  8. laGattaGennara ha detto:

    politica. io ci farei politica, come ai vecchi tempi, lo scrissi più o meno anche qua: http://minnelisapolis.wordpress.com/2012/04/14/via-con-la-sigla/
    come farla, tutto da pensare
    per il resto, solidale. tre notti profonde su quel documento e genitori tutti ad ore fuori orario. anzi vado.

    • ellegio ha detto:

      Mi ricordo quel post. La domanda, appunto, è: come? Perché poi uno si ritrova dei bei pof pieni di competenze di cittadinanza, e scopre che vuol dire imparare l’inglese (?).

  9. lanoisette ha detto:

    mmmh… da noi non sono molto in auge… credo ne abbiano fatte una sola dall’inizio dell’anno e un paio di “nuclei”, come li chiama la ‘povna.

  10. ellegio ha detto:

    In questa fase, piuttosto confusa, credo che i “nuclei” o proiezioni di film o conferenze siano meglio della giornata di vacanza (ma tutto sarebbe meglio della giornata di vacanza, del resto). Però l’assemblea plenaria è una piccola palestra in cui provare ad essere rappresentati che io non butterei. Fuori dalla scuola ci sono pochi altri spazi in cui esercitare la democrazia.

  11. 'povna ha detto:

    Guarda che davvero l’Appennino può fare molto: io se vuoi ti mando le coordinate, è una di quelle tipiche cose che potrebbe piacere molto in una scuola come la tua!

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