tempo grigio

Onestamente, mi ero organizzata. Avendo passato gli ultimi tre mesi correggendo un pacco di compiti  al giorno, pensavo di godermi un po’ di vacanze di Pasqua. Ne avevo davvero bisogno. Oh, ho consegnato i pagellini la settimana scorsa, un voto di storia e cinque di fisica allo stesso prezzo, pensavo che andasse bene così. Pensavo di preparare un po’ di roba per i ragazzi della quinta, e basta.

Poi, quelle cose penose delle riunioni quando si capisce che c’è qualcosa da fare ma tutti incominciano a guardarsi i piedi e fischiettare, e allora ti viene un po’ di nausea e dici un grosso vaffa collettivo ma tra te e te, e poi, ad alta voce ok, lo faccio io.

Poi, la collega che ti incrocia a ti spiega che la simulazione della prova d’esame sì lo so che ne abbiamo fatta una due settimane fa ma ne dobbiamo fare un’altra ora perché poi ci sono anche le altre simulazioni e n altri impegni, e allora prepara le domande, e tu chiedi perché di nuovo fisica, magari scegliamo qualche altra materia, che poi in due settimane li ho visti solo tre ore e mica abbiamo fatto chissà che di nuovo, ma alla fine insomma ci sono mille ragioni, degli altri, e fisica sia.

Poi i primini stanno sbarellando, e allora segui l’ispirazione del momento e fai fare un bel lavoretto, e ritiri un altro pacco di esercizi da correggere, tanto per.

Poi, quelli di terza dopo le vacanze sono impegnati per un progetto e allora sai che c’è, la verifica la facciamo prima, tanto siamo riusciti a finire il modulo e meglio battere il ferro finché è caldo.

E poi, e poi.

E così ho di nuovo la scrivania coperta di lavoro da smaltire, tanto ci sono le vacanze no?

Un po’ come andare a un funerale in primavera, e tornare abbronzati.

Succedono cose strane.

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7 risposte a tempo grigio

  1. 'povna ha detto:

    Bisogna imparare a riscoprire Bartleby, in certi casi. Sorridere, e dire, soavi, un bel “I would prefer not to” (oppure un italianissmo: “Anche no”).

    ps. noi i pagellini li abbiamo appena dopo pasqua. E i miei alunni avranno, minimo, sei voti di italiano e tre di storia (che però spezzo una lancia, ha solo due ore a settimana; fisica in uno scientifico credo di più). Dici che basta?! 😉

    • ellegio ha detto:

      Fisica al biennio dello scientifico sono due ore a settimana, voto scritto e orale. Mettici in più il laboratorio, e diventi pazzo 😦

      • 'povna ha detto:

        Immagino… E’ un altro bel regalo gelminiano, vero?! A noi ha tolto un’ora di italiano, e in quattro ore dobbiamo (ri)fare tutta grammatica (dall’ortografia alla sintassi del periodo), i principali generi della prosa (dal racconto al romanzo, dalla fiaba al realismo, passando per poliziesco, fantastico, romanzo di formazione, memorialistica etc), i principali generi della poesia (dall’epica alla poesia novecentesca), testo teatrale, cinematografico ed educazione alla scrittura (dal riassunto al testo argomentativo, passando per diario, testo espressivo, articolo di giornale e quant’altro). Aggiungici educazione civica, i lavori sulle scadenza simboliche della memoria e il fatto che (confronto fatto l’altro ieri con la collega di Snape) per correggere un solo tema va tanto tempo come per correggere sette o otto compiti di altre materie. Vedi un po’ tu.

        • ellegio ha detto:

          I tempi di correzione sono molto individuali e dipendono anche dal tipo di verifica che stai correggendo, credo. Voglio dire: c’è anche chi di matematica fa fare solo test a risposta chiusa: dieci minuti a compito e morta lì. Ci sono anche colleghe di italiano che chiedono temi massimo di due colonne, e leggono con aria svogliata mettendo ogni tanto qualche baffo rosso. Io sono lenta, perché quando correggo mi deconcentro facilmente e mi ostino a cercare gli errori e rifare i passaggi o i calcoli sbagliati, ma è un lavoro pallosissimo.

          • 'povna ha detto:

            In questo i temi sono un vantaggio: leggerli non è mai palloso (ovviamente se ti piace il genere, ma questo è implicito nell’essere insegnanti di italiano). Anche io conosco colleghi che correggono in fretta e male. Ciò non toglie, credo, che riferendosi a un modello di correzione standard (cioè fatto bene), un tema sia più lungo di qualunque altra correzione, pur fatta bene (lo vedo anche per me: faccio verifiche di tutto, grammatica, poesia lirica, epica, cinema, teatro, storia, educazione civica, domande aperte, chiuse, miste. Ma i temi sono un caso a parte, come necessità correttoria); ampiamente compensati, questo è chiaro, dall’aiuto non negoziabile che ti danno nell’instaurare l’atmosfera della classe e la didattica in generale).

  2. bianconerogrigio ha detto:

    Mi sento lontano, lontano ormai da queste situazioni, ma vicino a voi che ci siete in mezzo 🙂

  3. ellegio ha detto:

    Io ti invidio, è ufficiale.

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