Quello che volevo dire

e che forse non ho spiegato abbastanza chiaramente, è che sto lavorando malissimo. Nonostante le dodici ore e più al giorno, nonostante le quasi aggressioni dei collaboratori (la bidella che mi guarda e fa eccheccazzo, ancora fotocopie? Mo’ aspetta che me pijio il caffè, oppure il segretario che mi sbotta in faccia che è quasi l’una, e quando ci vado a pranzo?) nonostante le pressioni dei genitori perchè ciascuna creatura ha bisogno di un occhio di riguardo, e ci mancherebbe, nonostante tutto, quello che sto facendo non è insegnare.

Al più è adempimento di obblighi burocratici che mettano la scuola al riparo da fantomatici ricorsi, rispetto ai quali -obblighi- la didattica viene solo in secondo piano. Insomma sto miseramente fallendo nel tentativo di salvare la capra (il rispetto degli impegni presi con la mia scuola,  voglio dire le indicazioni del POF, le delibere del collegio – a molte delle quali mi sono opposta, ma alla fine conta come vota la maggioranza -) e i cavoli (la mia idea della disciplina che insegno e della direzione che voglio dare al mio lavoro). Ché insomma un’idea ce l’ho, maturata in anni di studio, e poi di ricerca, e poi di lavoro fuori e dentro la scuola. Ed è ovviamente un’idea che richiede una buona dose di lavoro extra, che peraltro farei volentieri se non dovessi inseguire tutto il resto. Anche se, francamente, mi rendo conto di insistere più per soddisfazione personale che per altro. No, perchè ditemi a chi interessa davvero cosa insegno e come lo faccio.

Ok: sono una persona finita, che dispone di risorse finite. Prima o poi riuscirò a dormire sette ore di fila, e a vedere le cose in una luce più rosea, ma ora va così.

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5 risposte a Quello che volevo dire

  1. pensierini ha detto:

    Pat pat, ti capiamo… 😦

  2. 'povna ha detto:

    Secondo me hai bisogno di pat pat, di una birretta, di un sacco di fiducia in te in più e di fottertene un po’ delle delibere (ché sicuramente tu ricorsi non hai!). E poi volevo anche dire (che il post di sopra non si può commentare) che se la prossima volta che metti i King Crimson non mi avverti prima io posso commuovermi così, ad apertura di blog.

  3. Anonimo SQ ha detto:

    Complimenti per i King Crimson (poi a casa controllo, ho una certa età, appunto, se stava in The Wake of Poseidon o in un altro album).

    Ma come fa una della tua generazione a conoscere i KC ?

    Anonimo SQ

  4. Anonimo SQ ha detto:

    Ohibò ! Stava in “In the Court of King Crimson”. Parliamo di …nta anni fa, ormai…
    Ma il mio preferito è sempre stato “Islands”

    Anonimo SQ

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