Tempo in libertà (e anche modo)

Gentile signor Primo Cittadino,

freddo, eh? Eh, capisco. E poi, questa pioggerellina, che fastidio! Ah, dice che poteva nevicare? Che nevicava? Che nevichereste? Eh, sì, certo, lo sapresto che questa città è un casino, figuriamoci, già lo è con la pioggia, la pioggerellina, l’umidiccio, figuriamoci con la neve. Basta la neve presunta, la neve percepita, lo spettro della neve, l’idea del bianco che più bianco non si può.

Per cui, sarebbi anche d’accordo a chiudere le scuole, se nevicherebbe. Se. Mapperò.

Mapperò che vuol dire che le scuole restano aperte ma niente didattica? Devo andare? Non andare? Eh, perchè io le lezioni sarebbi quella che le faceste. Vado a non fare lezione? Non vado a fare lezione? Vado e faccio al muro? Vado, vedo e torno?

E, soprattutto, i figli, a chi li lasceresto?

Spero tanto che qualcuno mi rispondi…

Io, che non ho fatto il classico.

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14 risposte a Tempo in libertà (e anche modo)

  1. alberto ha detto:

    Si molla su un accento e su un apostrofo ed ecco dove si va a finire.

  2. Giulia ha detto:

    Ma….è assurdo! Ho capito bene? Lasciano le scuole aperte, però senza le lezioni dentro? Ma che senso ha? Ti prego, dimmi che è uno scherzo…

  3. 'povna ha detto:

    Benvenuta nel club della neve fantasma, cara! Ah. Domani nevica. Dunque le scuole riaprono tutte, ovviamente.

  4. Giulia ha detto:

    Senza parole…la sanzione delle istituzioni sul “liberi tutti, ognuno per sé”. Ma che sta succedendo, qui?

  5. Aliceland ha detto:

    Ho appena sentito la notizia (con tanto di intervista).
    Allora, i bambini che stiano a casa, ma nel caso ci siano dei disubbidienti che si presentano a scuola, bisogna tenere le scuole aperte… no, perché poi metti che passa anche qualche vecchietto che ha bisogno di assistenza…
    Mi sembra di essere finita in un’opera di Ionesco!

  6. bianconerogrigio ha detto:

    C’è l’ordinanza del sindaco? In mancanza dell’ordinanza di chiusura delle scuole i dirigenti rischiano di incappare nell’interruzione di pubblico servizio, se chiudono. Quando si decide di accettare una carica pubblica onori e oneri … ma soprattutto decisioni chiare.

  7. ellegio ha detto:

    C’è l’ordinanza, c’è. Gli alunni di ogni ordine e grado sono invitati a restare a casa, ma le scuole sono tenute a garantire l’accoglienza. Le lezioni no, c’è la sospensione dell’attività didattica. Avevo proposto un torneo di spaccaquindici, qualcuno mi dice che lo scopone scientifico sarebbe più appropriato…

    • laProfe ha detto:

      No… scusa, quella non è mica un’ordinanza. Quello è un “consiglio”. L’ordinanza del sindaco dovrebbe dire: le scuole sono chiuse causa neve.
      Così, gli insegnanti che arrivano slittando da venti o trenta chilometri non dovrebbero partire in piena notte per arrivare in tempo. Viceversa, gli alunni che abitano nei dintorni possono starsene a casa a dormire anche se, con quattro sgambettate, a scuola ci arriverebbero ugualmente.
      Invece, il contrario: cari alunni, state a casa a dormire; cari professori, rischiate l’osso del collo ma andate a presidiare la scuola anche se non verrà nessuno.

      firmato: una che, durante una famosa nevicata, in dieci chilometri di strada è uscita di strada due volte.

  8. il Benza ha detto:

    Beh noi qui, cioè Noiosona, che insegna dall’altra parte della strada che però siccome la strada fa da confine allora dall’altra parte è un altro comune, e insomma, a Torino scuole chiuse, dall’altra parte della strada scuole aperte. *_*

  9. lanoisette ha detto:

    più che altro, Noiosona che oggi, dovendo per motivi organizzativi andare a scuola con i mezzi, parte con un’ora e mezza abbondante di anticipo (e vivaddio che entravo alle 10), aspetta per 40 minuti il primo autobus (che dovrebbe passare ogni 8), ci sale a fatica compressa come una sardina e lasciando mezza borsa (ovviamente la più pesante della settimana) fuori dalla porta, scende alla fermata dove c’è la coincidenza col secondo bus e legge sul tabellone: Numero di corse limitate, prossimo passaggio ore 9.55, ovvero dopo 30 minuti e cinque minuti prima del suo orario di ingresso in classe.
    morale: Noiosona apre l’ombrello e si fa quasi due chilometri a piedi, nella periferia torinese, su marciapiedi mai spalati da domenica e attraversando corsi a grande percorrenza scivolosissimi perché a metà mattina, con la neve che scende da quasi 24h, gli spazzaneve non sono proprio passati.

    datemi Fassino che lo ribalto a testa in giù e ci spazzo la via di casa, ormai quasi inagibile.

  10. vnnvvvn ha detto:

    Ha iniziato ora a nevicare… ma non sono certi che sia vera… gira voce che in mancanza di neve la sparavano con i cannoni 😛

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