Post grigio

Durante le vacanze di Natale, la seconda cosa che ho fatto quando finalmente ho finito di smaltire il lavoro accumulato (e certo che mi ricordo anche il giorno! contavo le ore che mi erano rimaste per godermi le vacanze) insomma ho acchiappato tutta la truppa, tranne la figlia gialla, e siamo andati a tagliarci i capelli. Ma no, non è che ho un cattivo rapporto col parrucchiere, è solo che non ho tempo (e soldi, si può dire? oppure pare brutto?) e se mi rimane mezz’ora libera non la passo davanti allo specchio.  Si vede? Pazienza.

Fatto sta che quand’è arrivato il mio turno, lo sforbiciatore mi ha fatto un discorsetto. Il cui succo è che ormai i miei capelli bianchi sono un po’, e a  lui piacciono pure, ma ecco, se volessi fare qualcosa sarebbe arrivato il momento di farlo.

– Tipo cosa?

Francamente, non ho capito bene. Tipo colpi di sole che sembrano naturali, come quelli che avevo a settembre dopo un’estate al mare. Quando avevo diciott’anni. Una roba così.

Poi, ha studiato con fare pensieroso la marmaglia.

– Certo, dovrebbe venire da sola. Deve trovare tre quattr’ore libere.

Tre? Quattro???? Non so come. Non so se potrei resistere.

– Ci pensi.

Mentre tornavamo a caso le bertucce hanno cominciato con le domande.

– Tre ore per fare che, mamma?

– No, dice che mi vuole colorare i capelli…

– Mamma, no! Non lo fare!

Ho sempre pensato che io non l’avrei fatto. Che non volevo essere come quelle signore di carta pecora, con improbabili capelli marroncini e orecchini a forma di cuore. Ora mi accorgo che la grigitudine è addirittura diventato un movimento chic, che è roba da donne forti che non hanno paura del futuro, che il bianco viene usato come un’arma da donne ricche e sicure di sè.

Niente di tutto questo. Mi dispiace invecchiare, e le rughe sono il meno. E’ peggio quando confronto le vasche che riesco a fare ora con quelle che facevo a vent’anni, e non vale che adesso sono molto più stanca e ci arrivo magari con cinque ore di sonno e basta. E’ anche molto peggio quando sento i neuroni che arrancano, e non date retta a quelli che dicono che no, il cervello non invecchia. Tutte cazzate. E insomma, certo che mi dispiace invecchiare. Ma voglio farmene una ragione, ecco.

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20 risposte a Post grigio

  1. laProfe ha detto:

    Boh, non so che dire… Io mi ero giurata che mi sarei tinta i capelli dal parrucchiere (ma hai chiesto quanto costa? Mi dicono cifre folli) quando fossi arrivata al punto in cui arrivano alcune colleghe, che hanno i capelli nerissimi e un centimetro bianchissimo dove c’è la riga. Onde per cui, posso aspettare ancora (tenendo conto che mia madre comincia ora ad aver i capelli grigi). Il fatto è che, però, di fianco, sulle tempie, io comincio ad avere due belle marezzature biancoline, così che mi assomiglio all’avvocato Agnelli. Insomma, ci sto pensando. Ma visto che io vado da un barbiere (che pure me li tingerebbe, eh!), e ci vado due, tre volte l’anno, e i soldi son soldi, ho già sperimentato quegli shampoo colorati che mi tolgono gli sbaffetti bianchi ai lati. E se poi mi rimangono capelli bianchi qui e là, occhio non vede, cuore non duole…

  2. ornella ha detto:

    Dopo una esperienza disastrosa: non è sicuro , ma forse proprio la tinta fu la goccia che fece traboccare il vaso e scatenò una dermatite allergica, prurito , vescicolette dappertutto, panico notturno, impossibilità di dormire nel letto, impacchi di ghiaccio e cortisone a gogò ( ma si scrive così?) e via dicendo. Da allora ho rinunciato per sempre a modificare la tinta dei miei capelli. Ora sono quasi più bianchi che grigi, li porto sempre molto corti. Naturalmente è importante che il taglio sia buono e sistemato con una certa regolarità. Vantaggi: posso fare anche tutti i giorni uno shampoo leggero, ho dimenticato cosa sia il pettine ( i tagli corti sono quasi sempre “spettinati”), in estate sto più fresca, in inverno , se serve, il berretto di lana non mi rovina più la piega !!! Infine, permanenza brevissima, al massimo un’oretta, nel laboratorio del parrucchiere. Il che non guasta…

  3. bianconerogrigio ha detto:

    Il grigio non mi infastidisce, anzi … Dici di farmi i colpi di sole alla barba? 🙂

  4. Anonimo SQ ha detto:

    @ grigio

    Ma vuoi mettere il fascino dell’uomo maturo ?

    Anonimo SQ

  5. 'povna ha detto:

    Io ho i capelli lunghi fino al sedere, tre capelli bianchi (di numero: dall’anno scorso) e, orgogliosamente, mi faccio i colpi di sole almeno una volta all’anno da quando ne ho 20. Per pura, meravigliosa, semplice, salutare vanità. Ovviamente, da un parrucchiere bravo.

    • ellegio ha detto:

      Io li ho avuti di tutte le lunghezze, anche se di preferenza a metà strada. Ogni tanto diciamo che riparto da zero 🙂 Da bambina ero bionda, poi man mano sono diventata ‘sta roba qua. E i colpi di sole, appunto, venivano per conto loro, l’estate.

  6. lanoisette ha detto:

    io ho scoperto il primo capello bianco a 15 anni, quando li avevo cortini
    intorno ai 18 anni ho cominciato a farli crescere e a fare (in casa) l’henné: mi piaceva la mia folta chioma rossiccia e mossa, e man mano che gli anni passavano diventava anche utile per coprire i bastardi che diventavano sempre più numerosi.
    circa tre anni fa, complice probabilmente uno choc emotivo che mi “imbiancò” di brutto soprattutto sulla parte alta della testa (e che mi fece aprire il blog) ho dovuto lasciare, mio malgrado, l’henné, perché rischiavo l’arancio fluo e perché le due/tre ore di posa ogni (massimo) quattro settimane (i miei fanno tutto in fretta: incantire, crescere…) erano diventate difficili da gestire.
    quindi, anche per le mie tasche, ormai faccio così: una volta all’anno tinta dal parrucchiere (per uniformare), poi vado in un negozio specializzato in prodotti per capelli dove compro tinta+attivatore (ogni tinta mi costa meno di 5€) che faccio da sola ogni 4 settimane. per coprire la riga grigia di ricrescita ho comprato uno di quei rimmel per capelli che uso a partire dalla 3^settimana. ovvio, con l’Henné i capelli erano belli e forti, adesso sono molto più crespi (ma è colpa anche del bianco, perché melanina e cheratina vanno a braccetto) e li devo curare di più con creme e oli (che compro sempre nei negozi specializzati), ma riesco a rimanere lungocrinita, anche perché altrimenti il Benza chiede il divorzio ante litteram.

    PS: hai per caso letto questo?
    http://27esimaora.corriere.it/articolo/non-tingersi-piu-una-scelta-di-campo/

    • ellegio ha detto:

      Sì, l’ho letto. E la Maria Laura mi sta anche simpatica. Però alla fine della lettura mi è sembrato che fosse nell’aria una di quelle guerre sante che piacciono tanto a noi donne. E per i capelli, francamente, non vale la pena 🙂
      Se io non voglio tingere i capelli, e non mi metto i tacchi, non lo faccio per scegliere un campo piuttosto che un altro, lo faccio solo per non inciampare nelle borse della spesa e perchè, in fondo, sto meglio così.

  7. il Benza ha detto:

    Oh, conoscevo un tizio, una volta, che povero, a trent’anni era già quasi completamente bianco. Non grigio. Bianco. E praticamente ‘sto qui ci aveva il vizio di colorarsi i capelli. Neri. Lo vedevi un giorno ed era bianco, lo vedevi il giorno dopo che tutto nero pareva uscito dal reparto verniciatura della FIAT. Ecco. L’uomo che si colora i capelli è ridicolo. Io qualche capello bianco ce l’ho. Però le vecchie che sbagliano le tinte e gli viene la testa viola sono fantastiche.

  8. vnnvvvn ha detto:

    Capisco che ti dispiaccia invecchiare ma morire giovani credo sia peggio 😛

    i miei capelli sono castani chiari, con meches bionde, essendo chiari, corti e parecchi spettinati i capelli bianchi devi cercarli ma io SO dove sono! Tre ore per farle ogni 3 mesi (ma solo perchè non sono molto pignola) e l’incitamento continuo ai chimici affinchè trovino decoloranti più veloci!

  9. pensierini ha detto:

    Mah, mi sa che io sono un po’ più vecchierella di voi tutte, belle “bimbe” 😉 , ad ogni modo *ero* bruna e ho gli occhi scurissimi. Un tempo i capelli li portavo lunghi, non proprio come la ‘povna ma quasi, ma da molto tempo li taglio corti. Per coprire i primi fastidiosi fili bianchi, arrivati intorno ai fatidici quarant’anni, proprio come la presbiopia, ho iniziato a impiastricciarmi da sola con quelle tinte leggere che si trovano anche al supermercato, che si lavano via con qualche shampoo ed hanno il pregio di non lasciare righe di ricrescita. Quella che usavo io si chiama Dedica e costa poco. Dopo qualche annetto, però, per forza di cose, sono passata alla tinte vere, circa mensili: una volta dalla parrucchiera, insieme al taglio, e l’altra in casa.

  10. ziacris ha detto:

    avevo cominciato anche io, alcuni anni dopo la chemio a tingerli, volevo sentirmi di nuovo “sana” , ma poi diventa una schiavitù e allora da un paio di anni a questa parte mi porto dietro i miei capelli brizzolati, sale/pepe, sempre corti, curati nel taglio e mi piaccio, mi sorrido sempre allo specchio.
    Non ho tanto tempo e soldi da passare dal parrucchiere , perchè come minimo, se vuoi essere curata e in ordine, significa andare una volta al mese!!!

  11. ellegio ha detto:

    No, una volta al mese è troppo!
    Cioè: una volta al mese viene circa ogni quattro settimane!
    Sono sicura che mi dimenticherei, e andrei in giro a righe come una zebra 🙂

    • ilnonluogodiemily ha detto:

      provo a scrivere qui azzzarolla nn mi piglia i commenti da te! se trovi la soluzione passamela, xkè di andare in giro come maga magò nn esiste, però odio l’odore della tinta, sono fermamente convinta che prima o poi scopriranno che è tossica da morire e nn ho tutti quei soldi da spendere ogni mese

  12. laGattaGennara ha detto:

    qui un’altra rapidobrizzolata in coda. Mi faccio tingere con prodotti casalinghi dal mio babbo. E’ diventato quasi un rito: da piccina mi sbucciava la frutta, ai quaranta mi tinge i capelli. Poi stende la mano e dice “mi devi circa 60 euro”. Ora mi leggo l’articolo e vedo se buttarmi in nuove guerre sante dopo essermi data al cosmetico, pochi ma di marca. 😉

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