In fila

– Amo’? Ah, ciao, amo’! smack smack mi ami? No, ora sto al super. Cazzo, amo’, vedessi, c’è una fila di venti vecchiette e una cassa sola aperta, magari hanno fatto sciopero pure qui. No, a lezione ci sono andata, sono stata all’uni fino all’una  e mezza, poi ho trovato un autobus per tornare. Sì, è passato subito, non c’era neanche tanta gente, l’autista m’ha detto che questo sciopero non era obbligatorio, se uno voleva lo faceva, se no, no. Smack smack me lo dai anche tu un bacino? Ora vado a casa e mangio, poi svengo sul letto e dopo mi metto a studiare. Tu hai mangiato? Cosa hai mangiato? Eh, no, non me lo ricordo mai che il venerdì c’hai il tennis. Stasera ci vediamo Schindler’s list? No, come sarebbe non ci vediamo? Vabbe’, allora io me lo vedo da sola oggi pomeriggio, so’ dieci anni che il giorno della memoria me lo vedo, e poi stasera vediamo un’altra cosa. Però poi quando studio? Allora ci vediamo? Smack smack. Ma lo sai che è proprio un’idea carina? Lanciamo la proposta. Poi mangi? Mi chiami dopo? Smack smack. Si, vabbe’, ciao, amo’. Smack.

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9 risposte a In fila

  1. 'povna ha detto:

    Noi lo vedremo. Tra un po’. E prima un po’ di altre cose.

    • ellegio ha detto:

      Altre cose, magari sì. Con quello anche basta…

      • 'povna ha detto:

        Dipende dal contesto, credo. Non è uno dei miei preferiti, perché va troppo spiegato (come molte cose del resto, rispetto al giorno della memoria). Detto questo, cinematograficamente è una tappa importante, e noi lo vedremo al cine-circolo monografico scolastico per l’appunto su quel regista. E ovviamente, essendo monografico, non potrei certo eliminarlo (ma nemmeno lo vorrei).

        Diciamo che in generale è come la questione della lettura (cioè meglio leggere le istruzioni del detersivo che nulla). Anche basta è, se ci pensi, un concetto molto relativo (e a me viceversa colpisce che qualcuno in cosa al supermercato dica che nel giorno della memoria fa sempre qualcosa: significa che in qualche modo ci pensa; il che non si può dire dell’80% delle persone che incontro. E non certo solo ieri).

        • ellegio ha detto:

          Io non sono convinta fino in fondo che meglio le istruzioni del detersivo che nulla. Cioè sì, ma credo anche che a furia di leggere solo istruzioni del detersivo poi uno pensa solo ai bucati e al bianco più bianco. E anche io ero rimasta colpita dal fatto che la tipa ogni anno pensi al giorno della memoria, ma alla fine se è come la festa della mamma – a cui, bene o male, tutti pensano – perde senso, no?

          • 'povna ha detto:

            LGO, quando arriverà a essere come la festa della mamma, allora, se mai, ce ne faremo un problema. Mentre da qualche anno il numero di gente che sa che cosa è è in forte diminuzione anche in Italia.
            Sul resto, no, non credo che perda senso. O meglio: se quel giorno arriverà magari ne acquisirà un altro, che non necessariamente sarà peggiore (ma non è il fatto in sé che ne determina in valore assiologico, io credo).

            Sulle istruzioni del detersivo, posto che era una boutade estrema, io vedo le cose dal punto di vista della letterata: e noi letterati, che delle parole facciamo un vizio, siamo molto meno puristi di tutti gli altri, questo è noto! 😉

  2. musicamauro ha detto:

    ma tu eri la “vecchietta” davanti o quella subito dietro? 😉
    Quanto all’obbligatorietà dello sciopero … , forse all’uni non le hanno ancora parlato dei recenti sommovimenti fra conducenti di Tir!

  3. bianconerogrigio ha detto:

    Io sinceramente mi sento meno vecchietto di alcuni che conosco e che frequentano l’uni 🙂

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