Fuori scuola

Sono diversi giorni che la campanella non suona, o se lo fa nessuno la sente, al terzo piano. Ma dalle finestre si vede l’orologio del campanile della chiesa laggiù, Sara si gira sempre a controllare quanto manca. Così quando finalmente uscite non si vede in giro nessuno. Nessuno nelle aule a fianco, nessuno per il corridoio, nessuno per le scale. Il tempo di sistemare i libri, scrivere due cose sul registro, controllare le circolari, scambiare due parole con qualcuno e poi a casa. Fuori dal portone della scuola pochi ritardatari, qualcuno che mangia un panino perché deve rientrare, e loro lì, dall’altra parte della strada, in maglietta col freddo che fa, le spalle chiuse in posizione di difesa, un sasso in mano raccolto da quel mucchio, oddio forse è un sampietrino. E il primo pensiero è vigliacco, perchè prima di scendere non hai fatto nemmeno la pipì, e oddio e adesso? E il secondo non lo formuli nemmeno, sì non sai nemmeno chi sono, ma quella è la tua scuola e tu sei il professore. E allora ti avvicini e dici scemenze, dici piantatela, dici prima posa quel sasso, dici non sai nemmeno cosa. Cosa vuoi dire a due diciassettenni nel pieno delle forze che sono incazzati come iene e se le stanno dando di santa ragione? E il terzo pensiero va a quello che hai letto sul giornale, quel tuo collega non ti ricordi nemmeno di dove che si è beccato un estintore sulla faccia e ci ha rimesso non so quanti denti. Di lui, nessuno ha detto che era un eroe.

Poi alla fine ti sentono.

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12 risposte a Fuori scuola

  1. pensierinikata ha detto:

    Se le stavano dando con un sasso in mano? Anch’io sarei intervenuta come hai fatto tu, ma con un po’ di (o meglio: molta) tremarella. Non c’era un vigile urbano o un poliziotto di quartiere nei paraggi?

  2. laProfe ha detto:

    Spererei che non ci fosse bisogno proprio di un estintore in faccia -ogni volta- per accorgersi di quello che accade dentro e fuori la scuola…

  3. Castagna ha detto:

    Madonna, io quella dell’estintore non la sapevo, onestamente mi avrebbe falciato le ginocchia ricordarmi una cosa del genere in un momento simile. Sei stata molto brava a non pensare e a portare lì la tua autorità, così si fa, non è che perchè sono tre metri fuori dalla scuola che smettiamo di essere le loro guide e che ci togliamo di dosso la responsabilità di quel che fanno come fosse un soprabito.

  4. Castagna ha detto:

    Non è che perchè…. che smettiamo…

    Scusate, ho l’influenza e non mangio quasi niente da tre giorni, il mio controllo ortografico incorporato fa cilecca.

  5. Il Benza ha detto:

    Non è che erano due tassisti di opposte fazioni sindacali? No perché a Roma in ‘sti giorni succede…

  6. 'povna ha detto:

    Successe anche a noi l’anno scorso. Brividi. E non solo di paura.

  7. lanoisette ha detto:

    mamma mia… sei stata brava.

  8. Giulia ha detto:

    Cavolo. Complimenti, Lgo…

  9. ildiariodimurasaki ha detto:

    Complimenti a te. Ma io non credo che dobbiamo intervenire perché siamo i loro insegnanti, penso che dobbiamo intervenire anche se sono perfetti estranei e non abbiamo niente a che fare con loro. Dobbiamo intervenire perché siamo esseri umani. Anche se a volte è rischioso e fa molta paura.

  10. erinni ha detto:

    cazz… complimenti davvero! sei stata coraggiosa. e brava.

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