Scrutini

Gli insegnanti si dividono in tre categorie. Quelli che quando ci sono gli scrutini si danno malati. Quelli che invece cominciano con le lamentazioni. E gli altri.

Ora io non voglio dire che fare gli scrutini sia bello, o divertente. E’ una roba anche faticosa, soprattutto se ne hai una serie di fila e magari hai già fatto lezione tutta la mattina. Ma insomma, è un momento importante, per gli studenti, che poi sarebbero le persone con cui passiamo tutte quelle ore al giorno che fanno il nostro lavoro, e anche per noi.

Bon. Lei era lì, seduta dall’altra parte del tavolo delle riunioni in presidenza. L’unica a dare le spalle allo schermo dove era proiettato il tabellone dei voti. E dopo qualche minuto, con molta flemma, ha estratto un suo romanzo dalla borsa, ha accavallato le gambe e si è messa tranquillamente a leggere.

Il fatto che insegni (?) educazione ambientale – materia alternativa alla religione cattolica – io lo considererei un’aggravante, ecco.

Ah. Ciancicava a bocca aperta una gomma da masticare, ovviamente.

 

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44 risposte a Scrutini

  1. 'povna ha detto:

    Lo immagini: io questo tuo post lo sottoscrivo con il sangue. Il libro mi pare di non averlo mai incontrato, altre immagini dallo zoo decisamente sì. Quando siamo in vena io e Mafalda (altrimenti detta: la coppia a delinquere) commentiamo. Spesso ad alta voce.

    ps. posso aggiungere rammarico a rammarico? Siete una delle poche scuola che conoscono che hanno l’alternativa, che peccato che sia un queste mani…

  2. aliceland ha detto:

    Se posso fare una citazione direi “Morte!”

  3. ellegio ha detto:

    @’povna: sì, appunto. E’ una cosa che fa abbastanza rabbia.

    @Aliceland: mi sembra molto appropriata!

  4. bianconerogrigio ha detto:

    Il fatto che ti stiano a cuore gli alunni, anche quelli st****zi, si vede da come ti occupi di loro in quei momenti in cui i ragazzi non ci sono, ma dove si prendono decisioni che peseranno pesantemente sulla loro vita …

  5. Castagna ha detto:

    Io non ce la farei a stare zitta

  6. ornella ha detto:

    Bene , non per difendere la categoria insegnanti, ma ricordo una interclasse insegnanti / genitori in cui un rappresentante dei genitori di classe prima si dedicò per l’intera riunione alla lettura di un ameno libretto. Dico che era ameno perché ogni tanto pure si sganasciava. Tengo a precisare che la collega presidente della riunione mostrò la massima indifferenza. La collega suddetta “godeva” la massima fiducia e intimità con la direttrice, alla quale dava tranquillamente del tu nel corso dei Collegi (Inde)docenti. Dal che noi deducemmo che il genitore godesse a buon titolo della più ampia immunità …o impunità che dir si voglia. Ora mi rammarico enormemente di non essermi alzata per farmi un bel giro in giardino… ma la direttrice assomigliava terribilmente alla Spezzindue, e il genitore in questione sembrava proprio il padre di Matilde…

  7. Anonimo SQ ha detto:

    Per curiosità accademica, in che disciplina si è laureata l’attenta lettrice (nonchè masticatrice) ?
    Qui abbiamo anche, appunto, la laurea in Scienze Ambientali. Sarebbe curioso, ma non insolito in questo paese, scoprire che sono gli unici a non poterle insegnare.

    Anonimo SQ

    • ellegio ha detto:

      Sai che non lo so che laurea ha?
      Ma francamente non ho nessuna intenzione di chiederglielo, dato che quando la incrocio in sala insegnanti (che più che una sala è uno sgabuzzino) di solito sbadiglia in modo plateale sfogliando un giornale altrui.

  8. lanoisette ha detto:

    anche a me manca l’esemplare con il libro.
    però ho quello (collega professionaista, of course) che non ha dato neppure un’insufficienza per non trovarsi invischiato in corsi di recupero, sportelli, recuperi in itinere. se riesci a passarmi il libro, glielo tiro in testa.

  9. Liz ha detto:

    Certo. Però è anche bello quando con non-chalance a questi colleghi qua fai un finto colpo di tosse e dici ad alta voce: “ehm ehm scusa ma non è il momento di leggere, puoi farlo a casa al gabinetto, cara. Qui c’è da lavorare, baby, anche per te. Se credi di non essere utile tié qua trascrivimi questo” Non serve a nulla ma il loro fastidio a quel punto è il mio piacere. Cosa leggeva? (almeno proviamo a riabilitarla un po’)

  10. labiondaprof ha detto:

    Io in collegio docenti ho visto gente correggere temi, scrivere relazioni…ma la cosa che mi ha fatto quasi cadere dalla sedia è stato vedere una “collega” lavorare a maglia. Con i ferri e il gomitolo, disinvolta come se fosse sul divano di casa sua…

  11. ornella ha detto:

    E, dai, quella che lavorava a maglia l’ho vista molto tempo prima dei decreti delegati : a.s. 1973- 74, anno di prova in un ridente paesino della Riviera del Brenta, edificio scolastico in rigoroso stile del ventennio, riscaldamento a legna, doppi turni ( gli esperti si erano già accaparrati i mesi migliori , in modo da evitare i micidiali pomeriggi del mese di maggio, il più lungo che ci sia ) giornalini passati al ciclostile, pranzo di fine anno col Direttore Didattico, barzellette, e accompagnamento musicale di Gualtiero Bertelli (chissà se qualcuno lo conosce) …. Che bei tempi . E io dividevo aula e armadio proprio con la valorosa tricoteuse!

  12. extramamma ha detto:

    Non è che magari leggesse un manuale sulla maglia? La maglia ambientale? (sarebbe anche un bel titolo)
    Magari è amica di quella della Biondaprof e Ornella 🙂

  13. extramamma ha detto:

    P.S. Non sono così convinta del congiuntivo…forse dovevo mettere “non è che magari leggeva…”
    con tutti questi prof mi viene un po’ l’ansia!

  14. Anonimo SQ ha detto:

    Il che regge (sempre ?) il congiuntivo. Almeno così si diceva alle mie elementari, e sul sussidiario la tebella dei tempi e dei modi dei verbi aveva i congiuntivi sempre con il Che davanti alle persone (io, tu, etc).
    Ma erano altri tempi, ora siamo moderni, e le grammatiche son cambiate.

    Aninimo SQ

    PS facci parte del Comitato per la Conservazione del Congiuntivo. E di altri comitati che non nomino…

    • laProfe ha detto:

      Non è una corrispondenza biunivoca (ho detto giusto, prof?), e va letta al contrario, se mai: il congiuntivo ha davanti il *che*.
      (cosa che non è del tutto esatta nemmeno quella, comunque… :-P)

      La grammatica è ancora più o meno la stessa tua :-PP

  15. Anonimo SQ ha detto:

    PPS Però faccio molti errori di battitura

    Anonimo SQ

    • ellegio ha detto:

      Per un secondo ho pensato che avessi dimenticato di mettere la maiuscola a facci, e ho pensato Oddio, pure questo!.
      Ma è domenica mattina 🙂

      • Anonimo SQ ha detto:

        Il bello è che l’editor me li segna pure, sottolineando in rosso. Però la mano sul mouse è più veloce della lettura, e il più delle volte mentre penso di correggere ho già inviato.

        Sul congiuntivo avrei molto da dire, tipo l’insegnante moglie del mio capo che ne sostiene l’abolizione, tanto Pavese e Calvino, secondo lei, non lo adoperano. E’ la stessa che adora Manzoni… Ed è una di quelle brave, ti so dire le scarse (le ho incontrate con i figli).

        Anonimo SQ

  16. ellegio ha detto:

    La scorsa estate quando stavamo a Ginevra c’era una collega scozzese, molto simpatica, che faceva guantini di lana durante i nostri incontri pomeridiano serali di chiacchiere davanti alla birra.
    Ma finora non avrei mai immaginato che qualcuno avesse la faccia tosta di farlo durante un collegio. Neanche che si potesse leggere un libro durante uno scrutinio, però 😦

  17. elisewin7 ha detto:

    liz! io approvo la proposta di liz!! (E la manderei a lavorare i campi, ché abbiam bisogno di insegnanti con le contropalle, non delle palle al piede!)

    • She almost long ha detto:

      grazie per la fiducia. però ora mi contraddico. perché un libro no ma la maglia forse la farei. mi permette di restare attenta in ascolto, la maglia. sai quanta buona musica e parole appresi facendo un po’ di maglia…no eh?

  18. melchisedec ha detto:

    Da freddare già soltanto con gli occhi.

  19. elena ha detto:

    ma…in tutto ciò…uno straccione di preside?!
    Elena

    • ellegio ha detto:

      Il Preside? Era al suo venticinquesimo scrutinio, e tra lui e la tipa c’era lo schermo su cui era proiettato il tabellone dei voti. Scriveva il verbale.

  20. Castagna ha detto:

    Calvino non usa i congiuntivi????? CALVINO non usa i congiuntivi????

    Mi avete toccato CALVINO? CALVINO????????????

    uuuuuuuuUUUUUUUUUUUUUAAAAAAAAARRRRRRRGGGGGGHHHH

  21. Castagna ha detto:

    (io faccio parte del comitato Nessuno Tocchi Calvino…)

  22. Anonimo SQ ha detto:

    Tranquilla Castagna : io Calvino non lo tocco proprio. Citavo discorsi della moglie del mio capo, che a una cena di molti (+ di 20) anni fa se ne uscì sulla mia antiquatezza, usando io i congiuntivi (avevo corretto, su richiesta, uno scritto del consorte, inserendo, tra l’altro, i congiuntivi dover andavano). Secondo lei il congiuntivo era in corso di scomparsa, non solo dalla lingua parlata, ma anche dalla letteratura, e aveva cominciato a sciorinare una lista di autori italiani che NON usavano il congiuntivo, per cui era sorpassato : per esempio (secondo lei) Pavese, Vittorini, Calvino etc. Insomma i più moderni.
    Peraltro, periodicamente mi sorbisco le uscite del marito, che ha imparato dalla moglie che Manzoni è il più grande, perchè scrive in un italiano MERAVIGLIOSO, ed il suo valore sta tutto nella forma della lingua.
    I contenuti, nel romanzo italiano, evidentemente NON contano o NON ESISTONO. E’ per questo che non ne leggo mai (solo Primo Levi mi è piaciuto). Mi scuso per la tua passione per Calvino, ma con tante storie importanti da raccontare del mondo vero, che uno si perda, dopo due guerre mondiali, a raccontare di Baroni Rampanti e/o Visconti dimezzati, fa proprio, secondo me, il paio col nostro (purtroppo) don Lisander che, dopo le guerre napoleoniche e i drammi di decine di migliaia di lombardi che avevano combattuto nell ‘Armee, va in cerca per scrivere un romanzo di un’ oscura vicenda del ‘600 lombardo, con cui poter far la morale a tutti … sono un breriano doc, in questo, lo so ! Io cambierei 100 Manzoni con un Zola e/o un Tolstoi, voglio dire.

    Anonimo SQ

    • 'povna ha detto:

      “Eppure io sono certo d’avere, perdendo la fedeltà agli oggetti, salvato qualcosa di più essenziale: […] tutto quello che con la letteratura della Resistenza credevamo fosse insito nelle cose, nella musica oggettiva delle cose umane, mentre a poco a poco l’oggettività andava restituendo un’immagine sempre più trita e passiva, una musica senza più scatto. Con queste tre storie ho voluto ritrovare — e far circolare nella realtà, tenere viva — quella tensione individuale e collettiva insieme, esistenziale e razionale, autobiografica e storica, lirica ed epica, che è stata d’una stagione della letteratura mondiale e anche italiana; l’unica via possibile di restarvi fedele”. (I. CALVINO, Introduzione inedita 1960 ai Nostri Antenati).

  23. Anonimo SQ ha detto:

    Che vuoi che ti dica, ‘povna : questo è stato il Calvino che mi è stato fatto conoscere, e non mi è piaciuto. Di quel che tu mi dici, neanche l’odore. Anche di lui, mi si disse, contava la prodigiosità della forma.
    Lasciai perdere.

    Anonimo SQ

  24. ellegio ha detto:

    Guardate che la mia collega fancazzista mica merita questa discussione sulla grandezza di Calvino 🙂
    (che si può amare insieme a Zola e Tolstoi, comunque)

  25. Anonimo SQ ha detto:

    Concordo che la discussione non merita la collega (o, meglio, viceversa). Tra l’altro, sono anche costituzionalmente poco adatto, non essendo certo un letterato o un umanista (per quanto pensi che l’Arte sia veramente grande solo quando è in grado di rivolgersi a tutti o quasi, indipendentemente o quasi dalle condizioni di base); di solito infatti cerco romanzi e/o film che comunichino storie “vere” e raccontino della vita “vera”. (sono così anche per l’effetto degli insegnanti di lettere del liceo, ne ho avuti di buoni solo un paio su una diecina: tutti ossessionati dalla forma).
    Per questo (mi scuso, sapendo di dare gran disdoro a molte di voi) non apprezzo particolarmente il settore “fantasy” (no HP, Tolkien etc); adoro invece, come evasione, la fantascienza “plausibile” oppure i “gialli” (di buon livello). Di solito, se posso, preferisco i saggi, specie di argomento storico: triste conseguenza, la constatazione che la storia non insegna nulla, specie ai capi (e ai politici) delle nostre nazioni…

    Anonimo SQ

  26. ilnonluogodiemily ha detto:

    che schifo, io odio chi mastica la gomma con la bocca aperta, mi fa vomitare…ogni tanto faccio dei colloqui di lavoro e mi arrivano con la gomma in bocca, vorrei nn farli nemmeno sedere
    nn ho capito che è successo al post dopo di questo. ci vuole una pass?
    te pregoooooooooo sono già abbastanza incasinata a capire cme funziona tutto questo nuovo, nn ce ne aggiungere altro!!!

  27. melchisedec ha detto:

    Come si ottiene la password?

  28. Castagna ha detto:

    SQ, era solo un rigurgito di cultura umanistica di fronte alla cosiddetta collega di cosiddetta educazione cosiddetta ambientale (non che io disprezzi l’aducazione ambientale, è un mio amatissimo cavallo di battaglia, ma mi immagino come la insegna quella… quella… quell’INSIPIENTE della collega di LGO). Non bisogna leggere i Russi dell’Ottocento o Calvino per essere persone di grande cultura, anche letteraria, infatti lo dimostrano le persone come te che hanno una formazione di altro tipo ma sono capacissime di distinguere il bene dal male in senso letterario e di scegliere in base ad un gusto sicuro. Per quanto molto di quel che uno studioso di lettere incontra sulla strada dei suoi studi sia ahimè o solo contenuto o più spesso solo forma, Calvino è uno di quelli che restano, e anche Manzoni, per quanto quest’ultimo alla lunga sfracelli le pudenda, se lo spieghi per cento anni alle tue classi ripetendo sempre gli stessi brani, mentre l’altro per me (qui è questione anche di gusto) rimane ogni volta come bere dell’acqua di sorgente quando hai sete.

  29. 'povna ha detto:

    Anonimo SQ: secondo me, dall’inizio. Dal Sentiero dei nidi di ragno. Poi si vede!

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