Chiamiamolo Al

Chissà perché, poi. Al. Sarà qualche strana associazione d’idee.

Insomma, Al è il brillante studente del prestigioso campus di MoltoLontano che dopo le vacanze di Natale verrà a fare lezione da noi.

Noi siamo really excited, Al è really excited, siamo tutti molto felici. E poi veniamo al sodo.

Dear Professor, chiede Al, che facciamo?

Ah, be’, facciamo questo e quello, rispondo io, che ne dici Al?

Dear Professor, risponde Al, perfetto. E quante ore, dear Professor? Quali? Come? Dove? E nel frattempo, dear Professor, dove vado a dormire?

E qui comincia il bello.

Come glielo spiego, ad Al, che qui da noi si improvvisa? Tu ti svegli la mattina pensando di fare una lezione così o cosà, magari andare in laboratorio a giocare con questo e quello, e prepari le schede e il materiale e fai le ore piccole perché tutto venga bene.

E poi, quando arrivi a scuola, scopri che

– Claudia è alla corsa campestre, Francesco la voleva accompagnare e ha il muso.

– Stefano e Marco sono in ritardo anche stamattina, entreranno in seconda ora.

– Giulia non ha portato il certificato medico, devi decidere se farla entrare in classe, rimandarla in vicepresidenza, mollare tutto lì e andarti a prendere una camomilla.

– Le chiavi del laboratorio non si trovano, qualcuno le ha portate via e non c’è verso di rimediare la doppia copia.

– Il collega di italiano fa il tema, e scusa ma ci vuole tanto tempo, che mi presti mezz’oretta così finiscono di copiare?

– Le chiavi del laboratorio sono ricomparse, ma nessuno si è ricordato di cambiare le pile delle bilance e quello che pensavi di fare ora lo puoi anche buttare nel cesso.

– La fotocopiatrice è rotta.

– Il proiettore serve assolutamente alla collega di religione che deve fare una lezione sul significato vero del Natale.

– Salendo le scale Pietro molla una gomitata ad Alessio. Non l’ha fatto apposta, ma Alessio ora vuole andare a casa. O almeno telefonare a suo padre, che fa il dottore.

– La carta è finita.

– L’aula si è allagata, e non ce n’è nessuna libera.

– Qualcuno si è fregato il foglio con le prenotazioni per l’aula multimediale, e ovviamente quando ci arrivi tu trascinandoti dietro Francesco col muso, Alessio con l’occhio nero e Stefano che finalmente è arrivato, la trovi occupata.

– A proposito, speriamo che ad Al non scappi la pipì, meglio che oggi non si avvicini ai cessi. Solo per oggi, eh?!

 

Niente.

Andrà tutto benissimo, dai, Al. Ci divertiremo.

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2 risposte a Chiamiamolo Al

  1. Anonimo SQ ha detto:

    Oh, my God !

    Anonimo SQ

  2. ornella ha detto:

    Una mia collega che, come tante, non sa più quando potrà andare in pensione dice che la dote precipua che gli insegnanti devono possedere è una grande adattabilità. Come i marines, i medici del pronto soccorso, i pompieri. La capacità di mantenere la calma anche sull’orlo di una fossa piena di crotali viene subito dopo.

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