amici come prima

Certo, andare a fare la spesa alle tre del pomeriggio avendo nello stomaco solo un caffè appiccicoso ingurgitato all’alba non aiuta a mantenere la linea. Infatti, appena aperta la porta di casa mi sono fatta un panino, e anche uno yogurt, tiè.

Dovevo avere l’aria un po’ stravolta quando sono entrata nel supermercato, con le borsone arrotolate e i libri penzolanti dallo zaino.

– Oh. Ciao, Matilde.

– Salve, Prof. Vuole una mano?

– No, grazie. Ci vediamo venerdì.

– Prof, non sia cattiva, eh? Non lo faccia troppo difficile, quel compito.

– Figurati…

 

Ieri in piscina il piccolo era di buon umore. Così ha cominciato a spiegarmi la differenza tra compito e verifica. Mi stupisce quante metacose ha imparato in tre mesi di scuola, anche se suo padre sostiene che non fanno nulla.

– Vedi, il compito è quando la maestra ti deve insegnare qualcosa, e ti spiega come va fatto.  Invece la verifica è quando tu una cosa la sai già fare, e sei tu che spieghi alla maestra come si fa.

– E com’era la verifica di matematica?

– Allora…

Quando ha sentito verifica di matematica la bionda della terza C si è voltata. Non ha resistito. La bionda della terza C è … ecco, è una ragazza bionda che sta in terza C, a scuola mia. Fa agonismo nella stessa piscina dove andiamo noi. Mi incontra per i corridoi di scuola la mattina col registro sotto braccio (il mio registro è rosso, si vede da lontano) e il pomeriggio lì, che mi sfilo il costume e faccio la doccia col nanuzzo.

Finge sempre di non vedermi.

 

Sono gli inconvenienti di lavorare nella scuola di zona, più o meno. Incontri studenti, e genitori degli studenti, ovunque. E così scoprono che fai la spesa, vai a prendere i figli a scuola, vai al parco a correre la domenica mattina. Mai avrebbero potuto immaginarlo, eh? Chi l’avrebbe detto che la prof. comprava i mandarini?!

 

Se dovessi pensare che il mio prestigio ne potrebbe risentire, vorrebbe dire che non ho fatto un buon lavoro come educatore, credo. Che non sono riuscita a far capire che autorevolezza, competenza nella disciplina, funzione e ruolo,  non hanno nulla a che vedere con i vestiti che mi metto, né con i miei rapporti con altre persone che mi sono vicine, né con quello che mangio o come passo il tempo libero (cioè: se avessi del tempo libero da passare).

E questo vale anche per facebook, dove non vedo troppe ragioni per rifiutare le richieste di amicizia degli studenti. Anche perché facebook non è la mia vita, perlomeno non più di quanto lo sia andare a fare la spesa.

Nonostante ne sia profondamente convinta, quest’anno per la prima volta –dopo anni in cui ho accettato solo amicizie di ex-alunni- ho un atteggiamento un po’ schizofrenico, e prima accetto e poi ci ripenso. Perché, nonostante quest’anno abbiamo perfino moodle sul server della scuola, nonostante io abbia le loro mail e loro la mia, se voglio comunicare qualcosa velocemente c’è  facebook. Tipo, se martedì prossimo ci diranno che il bosone di Higgs, nonostante tutto, esiste davvero, sarà lì che ci scambieremo i primi pettegolezzi.

Però. Però se io sono amica tua e i tuoi amici non sanno gestire la loro privacy, poi mi capita di arrivare dove non si aspettano che ci sia anch’io.

E questo, ovviamente, vale per tanti adulti che non si rendono conto di quello che fanno in rete, ma vale ancor di più per i minorenni. E non stiamo parlando di reati, o cose sconvenienti. Anche semplici cazzate, che però ti vergogneresti di fare davanti al capo ufficio o al professore di matematica, se sapessi che è lì dietro l’angolo e ti vede.

 

Quanto alla mia, di privacy, io mi tengo strette le mie cose. Perfino qui, dove sono –parzialmente?- anonima, mica vengo a raccontare tutte tutte tutte le mie cose.

Manco le foto dei figli, ci metto 🙂

Eppure, meriterebbero.

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8 risposte a amici come prima

  1. il Benza ha detto:

    Ma perché quando uno studente incontra la prof in giro per il centro si stupisce, insomma, è un po’ come se voi esisteste solo a scuola. Io però sul mio Fb accetto pochissime richieste di amicizia, non voglio avere rotture di palle, e spesso e volentieri faccio delle epurazioni sommarie.

  2. musicamauro ha detto:

    sono convinto che meriterebbero …
    su FB solo allievi del secolo scorso, ma tante foto (troppe?). sul blog nessun allievo (anche perchè molte delle cose che scrivo le ripeto in alcune classi). A loro pare ch’io stia facendo lezione, invece io rincorro (col pensiero) il tempo andato.

  3. 'povna ha detto:

    Come te: su FB solo ex-alunni (entrambe le parti della definizione contano) e con una certa consapevolezza che le opzioni di privacy contano e vanno sapute usare bene. Più in generale, su FB solo persone che ho visto nella realtà del corpo e con le quali ho un rapporto di reale conoscenza. E anche qui privacy differenziata per ciascuno di loro (come accade nel reale).

  4. She almost long ha detto:

    stessa politica, ex alunni, epurati ogni tanto. ma non mi stupisce ormai nulla passando da qui a qua. e trovando agio e “simpatia”

  5. Pingback: A volte (telematicamente) ritornano | Slumberland

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