Un goccio di buon profumo e la barba rasata

C’è questo signore che dice che gli insegnanti dovrebbero sempre andare in classe ben vestiti. Eh, sì, perché anche l’occhio del virgulto vuole la sua parte.

Ora, a parte che questo signore esordisce dicendo che in Inghilterra gli insegnanti si cambiano poco la maglietta ma poi parla di come vanno le cose qui da noi (qui da noi ci si cambia la maglietta? Ehi, allora? Voi quante volte vi fate la doccia? No, perché la maestra di GG le ha messo in testa che lei, la doccia, se la fa tre volte al giorno, mica per dire), e a parte che dice che per carità, mica dobbiamo buttare lo stipendio in vestiti (vorrei dire al signore: allora datemelo, lo stipendio. Signore, lei che dice che non ci vuole poi molto, mi farebbe anche la lista dei capini da acquistare, per caso? Capini sobri ma dignitosi, per carità, all’insegnante il lusso dopotutto non si addice), ecco, a parte tutto, il signore la butta sull’autostima. E allora io non dirò nulla a proposito del fatto che forse i virgulti e io abbiamo ciascuno la sua personalissima idea della bella presenza – e loro, magari, preferirebbero il tailleurino con tacco 12, e l’occhialetto blu elettrico (com’è che questo mi ricorda qualcuno che abbiamo felicemente già dimenticato?) – però su questa cosa dell’autostima proprio non ci siamo.

Perché vede, signore, io lo so che una rondine non fa primavera e che tutti dicono che gli insegnanti qui e gli insegnanti là e sarà vero, ma io l’autostima ce l’ho a diecimila.

Anche senza tailleurino, ecco.

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15 risposte a Un goccio di buon profumo e la barba rasata

  1. vnnvvvn ha detto:

    Io ho gli occhiali da sole arancio acceso e quelli da vista blu con riga sgargiante giallo, non insegno e non uso il profumo 🙂

  2. Anonimo SQ ha detto:

    Oddio, io certi colleghi che la doccia la vedono forse alla domenica, ed hanno una sola camicia, la stessa, tutta la settimana, con tanto di decorazioni tipo frattale all’ascella, a comparsa dopo il martedì. Quando ti vengono in studio poi arieggi, e gli studenti si siedono dalla seconda fila in poi.
    Diciamo che in alcuni casi un po’ di cura in più non guasterebbe, ecco.
    Poi, uno si veste magari all’ OVS (“classico”) o alla Decathlon (“sportivo”) : non occorre molto più della pulizia, per essere decenti.

    Anonimo SQ

  3. ornella ha detto:

    Ah ah ! Mi hai fatto ricordare Giacomo che , in prima elementare , quando un giorno mi vide in gonna e maglietta mi disse: “Ma oggi ti sei vestita da festa” !!!

    Infatti in quegli anni arrivavo a scuola in bici e quindi indossavo sempre tute da ginnastica o al massimo Jeans, camicia e felpa di pile!
    Per la doccia, so di essere fanatica, ma la faccio ogni giorno, sempre che non mi svegli troppo tardi!

  4. 'povna ha detto:

    Concordo con Anonimo e Ornella: che se si lavora nel pubblico, a maggior ragione a scuola, si debba essere ordinati e puliti, mi pare ovvio. Poi ognuno ha il suo stile. Per la doccia ogni giorno, a me non sembra fanatismo, mi sembra, francamente, il minimo richiesto se si vuole entrare in una relazione armonica con se stessi e con gli altri!

  5. ellegio ha detto:

    No, chiariamo. Io la doccia me la faccio tutti i giorni 🙂 Anzi, le due volte a settimana che vado in piscina me la faccio due volte al giorno, idem se ci scappa la corsetta la domenica mattina 🙂
    Ora, non ho capito se invece il signore che ha scritto quell’articolo lì voleva sostenere che in Italia gli insegnanti fanno talmente pena che nemmeno si lavano più – allora però vorrei vedere qualche numero -, o semplicemente aveva ‘sta roba da scrivere e ha buttato giù le prime banalità che gli sono venute in mente. Insomma, forse un medico o una commessa del supermercato coi capelli unti piacciono a qualcuno?

  6. Giulia ha detto:

    Sono io che sto diventando permalosa oppure l’articolo del signore è – come dire – vagamente offensivo?

  7. il Benza ha detto:

    Beh io sono bellissimo quindi il problema, per me, non si pone. Ma, analogamente, qualche mese fa la Moratti quand’era ancora sindaco di Milano si era messa in testa di far mettere la divisa ai tassisti dicendo all’incirca le stesse cose. E’ bello sapere di non essere l’unico potenziale zozzone.

  8. lanoisette ha detto:

    esatto, non capisco cosa c’entri l’autostima col fatto di presentarsi in classe puliti e abbigliati decorosamente…

  9. LaVostraProf ha detto:

    Che il professor magli puzzava come una capra ma quanto ad autostima non lo batteva nessuno.
    (io, comunque, i soldi per i capini eleganti non ce li ho, e mi sono fotocopiata il tema di Chris che raccontava di quanto gli fosse piaciuta l a sua nuova insegnante delle medie – ero io – che si vestiva sempre con pantaloni, polo e maglioncino) 😛

    • LaVostraProf ha detto:

      Diceva anche che ero cicciottella, ‘sto disgraziato, ma quella parte lì l’ho cancellata).

      • Anonimo SQ ha detto:

        Prof, la “commare secca” è una che non vorremmo mai vedere. Io l’ho vista, un giorno, ma questa è un’altra storia.
        Meglio un chilo in più, e + dolcezza, che 10 in meno e + acidità.
        Oddio, il problema è che a me bisognerebbe toglierne tra 15 e 20….no no no no, sarei troppo cattivo !! Neanche la moglie sarebbe poi così contenta !

        Anonimo SQ

  10. robertoilgrigio ha detto:

    Io ho sempre avuto la barba, corta curata, ma sempre barba. Ecco perché la mia autostima come insegnante era sotto i tacchi 🙂

  11. tournante ha detto:

    “ispirare dignità e rispetto è oggi alla portata del portafoglio di qualunque professionista” cioé? ispirare dignitá e rispetto é un fatto di portafoglio? se ne deriva che se non hai disponibilitá di portafoglio niente dignitá e rispetto? ah beh ….
    (e comunque se quello in foto é colui che ha scritto l’articolo si potrebbe discutere sulla cura del sé)

    bah

    graz

  12. Castagna ha detto:

    E’ da discorsi sconclusionati e incredibilmente cretini come questo articolo che si vede la differenza tra un ignorante e un professionista.
    Io sono una professionista, giro in jeans, maglia e scarpe da ginnastica, faccio un favore ai miei alunni maschi di terza se mostro poca gamba e zero seno, e se a giugno con trentaquattro gradi ho l’ascella pezzata è perchè sto lavorando sodo da ore, e posso andarne fiera, anche se ovviamente desidero tanto andare a casa a farmi un’altra doccia oppure trovare tre minuti per ficcarmi in un bagno e darmi una deodorata.
    Questo signore è un coglione fatto e rifinito e le sue argomentazioni, magari profumate di costosa colonia, sono quelle di una mezza sega influenzata dai premier in maglia senza colletto o peggio a torso nudo, alla Berlusconi e alla Putin, per i quali conta solo quello che così bene riassunse un altro coglione una volta da Santoro, insultando pesantemente una docente precaria: “lei è giovane e carina, sorrida e la smetta di lamentarsi” . Mi fa pena.

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