Domenica a piedi

Oggi c’era il blocco totale globale* del traffico, tutti a piedi, al massimo prendi l’autobus e vai ai Fori – mica per i Fori, dai, quelli son quattro sassi. No: giochi in piazza, allegria.

O magari solo bancarelle di quelle che camminare coi figli diventa un incubo, mi compri questo e mi compri quello. No grazie. E poi noi a piedi ci andiamo sempre, quindi delle bancarelle extra possiamo fare anche a meno.

Comunque, la sensazione è che i romani del blocco totale globale se ne siano strafregati. Ma proprio completamente. Tutti con le chiappe dietro al volante, e neanche con discrezione. Era tutto uno strombazzare ai semafori, uno sgommare incuranti delle polveri sottili, una corsa verso lo stress domenicale ordinario.

Ma non era cambiato tutto?


*Tranne gli euro 5, i medici, i cugini di secondo grado dei medici, i veterinari chiamati per visite urgenti, i tassì, le automobili col contrassegno per i disabili (anche senza il disabile regolamentare dentro), la polizia, l’esercito, la marina, i matrimoni e i funerali – tutto il corteo.

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8 risposte a Domenica a piedi

  1. 'povna ha detto:

    Cambiato tutto, cambiato tutto… mica al comune, mica nella testa di questa italia amante delle polveri e della benzina… 😦 (non ho mai avuto tanta allergia come quest’anno, ci sono delle volte che penso che non finirà mai)

  2. ellegio ha detto:

    Io sono allergica alla primavera, per ora resisto. Ma posso capire, e sono solidale.
    (Però, anche il comune … qualche vigile in più no?)

  3. Anonimo SQ ha detto:

    Ohibò, ‘povna, anche mio figlio grande è ancora in crisi : ma cosa ci sarebbe in giro, ormai, di pollini ?

    Anonimo SQ

  4. 'povna ha detto:

    LGO, anche io sono allergica (sigh) alla primavera, ma quest’anno è stato così strambo che sto molto peggio ora di aprile (cioè: ad aprile avevo la tonsillite purulenta, ma questa è un’altra storia…). In generale comunque a me lo switch-on dei riscaldamenti dà sempre un po’ di problemi (infatti è una allergia più da interni che da esterni, direi).

    AnonimoSQ: Come dicevo a LGO, credo sia il combinato disposto (almeno così dice la dottoressa V.) tra una stagione mite lunga che ha lasciato pollini in giro (l’ambrosia per esempio è un polline particolarmente pestifero e specificamente autunnale) ma soprattutto su mucose già irritate ci si è poi messa l’allergia da riscaldamento acceso. Insomma, un casino…

  5. Anonimo SQ ha detto:

    Si, penso anch’io che il riscaldamento rimandi in circolo oltre che il calore la polvere dei secoli (pollini e spore compresi). Poi lui è allergico agli acari…. insomma abbiamo un ospedaletto di allergici mucotici buono per tutte le stagioni…
    Bisognerebbe concorrere per il posto di custode ad El Alamein, oppure della Piramide al campo base dell’Everest per dormire sonni tranquilli. Non escludo, infatti.

    Anonimo SQ

  6. Il Benza ha detto:

    C’è da dire che se Roma funziona come Torino le deleghe al blocco sono sempre tantissime. Puoi circolare per raggiungere lo stadio se c’è la partita. Puoi circolare se vai al matrimonio. Puoi circolare se fai certi lavori. Puoi circolare se vieni dalle tangenziali per raggiungere i parcheggi e viceversa. Puoi circolare se hai l’impianto a metano o gpl.

    No, se vuoi continuo, non è che…

    • ellegio ha detto:

      Non solo puoi circolare se…(si può mettere qualunque cosa al posto dei puntini).
      E’ pure che sei romano, e tu senti uno strafico se fai qualcosa che in teoria, almeno in quel giorno, sarebbe proibito 😦

  7. Castagna ha detto:

    Come sarebbe a dire, se mi si avvelena il cane o se la gatta mi si catapulta dal terrazzo (ambedue le cose già successe due volte) la visita veterinaria E’ urgente. Cioè o arriva il veterinario al volo o più probabilmente mi fiondo io in tuta e ciabatte nel suo studio.

    E ti sei dimenticata le partorienti: oggi me n’hanno raccontata una incredibile. Genova, 4 novembre, quartiere di Marassi, piove che Dio la manda, lui torna dal lavoro in porto e gli impediscono di avvicinarsi alla zona di casa sua con l’auto per tutto il casino che è successo. Va a casa, la moglie ha il termine dopo 15 giorni ma dato che c’è acqua dappertutto rompe le acque pure lei, oddio sono senza macchina, chiamano il cognato che aveva la macchina lì sulle alture, scendono con la macchina del cognato, arrivati giù: “fermi dove state andando non si può circolare!” “Ma questa mi partorisce sul sedile!” “Ah. Beh. Provate.”

    Come, “provate”? mettiti nei panni di una primipara con le doglie in mezzo a strade piene di fango e macchine accatastate, in uno scenario che sembra un film del genere catastrofico…

    Finito di partorire praticamente li hanno rimandati a casa a strettissimo giro di posta perchè su Genova pioveva di nuovo: “andate ora che poi non si sa se riuscite a tornare a casa”. E sì!!!

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