Il vero potere dei mostri tascabili

Me l’aveva detto, no? che a scuola non deve fare le addizioni, sono programma di seconda.

Io davvero non so cosa ci trova, ma il fatto è che le addizioni gli piacciono. Fino all’anno scorso capitava che in piscina fosse lui a finire prima di me e dovesse aspettare che io uscissi dall’acqua, e mentre stava arrampicato sulla sedia, stretto nel suo accappatoio con le rane, tirava fuori le mani e contava. E poi si addormentava, giusto due o tre minuti. E mentre tornavamo a casa mi chiedeva Fammi un po’ di addizioni, o di sottrazioni, e rideva se riusciva a tirar fuori la somma giusta – quasi sempre, in realtà. Anche a GG piacevano quand’era piccola, si nascondeva sotto il tavolo  e poi saltava fuori quando aveva finito. Solo alla grande interessavano più le scarpe coi tacchi dei numeri a tre cifre, segno che un genitore più sta lontano dai figli e meglio è.

Fatto sta che domenica, dato che lui di compiti da fare non ne  ha, mentre noi ci dilettavamo chi con i superlativi assoluti e chi con la guerra dei cent’anni, è andato al parco con mia madre.

Ed è tornato che sapeva fare le addizioni in colonna.

Il fatto è che gli servono.

Ci deve calcolare i punteggi delle carte dei Pokemon, che scambia a scuola.

 

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17 risposte a Il vero potere dei mostri tascabili

  1. povna ha detto:

    Che poi lo stesso motivo per cui nasce il sistema di calcolo unificato nell’impero di Accad. La storia si ripete! 😉

  2. Simona ha detto:

    :-)) Ecco perché anche mio figlio (coetaneo del tuo) cerca di farlo con i numeri “grandi”, sono le carte dei Pokemon;-)))

  3. lanoisette ha detto:

    la possibilità che mi esca fuori un pargolo come il tuo è l’unico motivo che potrebbe spingermi a figliare.

  4. ellegio ha detto:

    @’Povna: la storia ha questo brutto vizio 🙂
    @Simona: 🙂 E pensare che io finora gliene ho comprati solo due pacchetti (con quello che costano!). Il fatto è che ne ha ereditato un mazzo alto così dal cugino grande 😉
    @Noisette: E’ altissimamente probabilissimo che ti esca anche meglio. Il fatto è che poi però dopo i sei anni vengono i sette, gli otto… si arriva fino a dieci-undici. Ti dice niente? 🙂

  5. extramamma ha detto:

    benvenuta anche tu nel wp world! Ma è il signor wp che ha fregato il signor Splinder?
    anche lui ha fatto i suoi calcoli prima con i pokemon e poi zac! l’ha fottuto?

    cmq bravissimo i tuo piccolo, complimenti!

    P.S.sono contenta di essere qui con il mio avatarino 🙂

  6. plus1gmt ha detto:

    mini-empirismo, i piccoli sono geniali

  7. LaVostraProf ha detto:

    Tutte a te le fortune: ci capisci di fisica e hai figli a cui piace la matematica 😀

  8. Mamma Imperfetta ha detto:

    Mah.
    Sull’accappatoio con le rane mi sono commossa.
    Ho bisogno di riposo…
    Un abbraccio.
    S.

    • ellegio ha detto:

      Alla fine quello che si ricorda dopo anni sono gli accappatoi con le rane e poco altro. Il blog serve anche a questo 🙂
      Un abbraccio a te. Riposati, se puoi 🙂

  9. vnnvvvn ha detto:

    E bravo il nano matematico 😀

    OT: ho letto che non puoi salvare i pvt, a me non interessano però qui (http://ilgattosolver.splinder.com/post/25744400/salvare-i-pvt-di-splinder-sul-proprio-pc) c’è una guida

    (qualcuno ha scoperto come fare il collegamento ipertestuale nei commenti?

  10. il Benza ha detto:

    A parte che per figliare bisogna essere in due, e qui rispondo a Noiosona. Io da bambino anziché contare battevo sempre il tempo con le mani e alla fine sono diventato cretino. Non so. 😐

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