Purché respiri

Dovrei inaugurare una nuova etichetta: io non capisco.
Nel senso che vabbe', non mi ci metto proprio, anche perché se domani non riporto i compiti in terza non posso finire di correggere quelli della quinta per venerdì e poi quella della quarta per sabato e così via.
In quarta elementare c'era Leonardo che non voleva leggere. E la maestra insisteva  con la mamma:
– E' importante che legga, qualunque cosa.
Sì, certo. Però insomma, non è che avessimo chissà che da leggere. Leggevamo tutti i pipponi dell'infanzia, quelli belli e quelli meno, magari Nancy Drew.
Qualunque cosa per la maestra (la mia maestra si chiamava Italia, e poi ora c'è gente che si lamenta per i nomi strani tipo Dylan Falco) qualunque cosa voleva dire che Topolino e i Fantastici Quattro andavano bene lo stesso.
Ora, se entri in una libreria ti perdi.
Anche nel reparto per bambini di libri ce ne sono centinaia e centinaia. Molti sono delle colossali porcheriole.
E non vorrei dire che per i grandi è lo stesso.
Ecco qui che invece lo dico.
Faccio fatica. Certo, faccio fatica perché se a quindici o vent'anni non avevo un cacchio  da fare (studiavo, ogni tanto mi appartavo col moroso: di ore libere ne avevo teramiliardi) e potevo permettermi di leggere un sacco di robaccia, ora non ne ho più così tanto e devo selezionare. Altrimenti mi viene il nervoso.
Anche la vita sociale ne risente: quando gli amici si esaltano sulla trilogia dell'ultimo cazzone di turno, ormai sto zitta.
E in libreria devo scavare a lungo prima di trovare qualcosa che mi attiri.
Ma davero davero conta solo leggere, non importa cosa?
Davero davero per tenere aperte le librerie va bene anche vendere le ricette della Parodi?
Davero davero fare la fila all'alba per comprare l'ultimo libro di Fabio Volo è una bella cosa?

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9 risposte a Purché respiri

  1. utente anonimo ha detto:

    allora, se qualcuno dal suolo italico gentilmente mi spiega Fabio Volo avra' la mia sempiterna gratitudine

    supermambanana

  2. utente anonimo ha detto:

    Davero, davero, si. E poi sei tu ad essere esigente mica gli altri ad essere facilmente accontentabili. Ormai leggere libri è secondario, la cosa principale è parlarne, va da se che la popolarità del volume è fattore rilevante nella scelta dell'acquisto. Personalmente tengo piccola rubrica sul mio blog dei libri letti (l'ultimo post è appunto un "assaggio di saggio") proprio per far conoscere libri che ho avuto la ventura di incontrare, fallo anche tu, diamo un'opportunità ai libri belli per quanto orfani di notabile firma (Volo, Parodi ecc.)

  3. povna ha detto:

    secondo me la verità sta un po' nel mezzo. anche perché mi pare diverso l'entrare in libreria e comprare un libro (anche qualunque) che sentirsi consigliare un libro (anche qualunque) dalla maestra a scuola.

  4. utente anonimo ha detto:

    Secondo me già è qualcosa se la gente si inoltra in quel mondo inesplorato che è la libreria. Solitamente non desta interesse, se non per queste ragioni.
    Chi entra per i soliti libri spazzatura, può avere l'occasione, magari per sbaglio, per un errore, perchè è esaurita la scorta del libro che cercava, perchè viene colpito dal titolo o chessoio, di imbattersi in qualche libro molto più interessante.. Che l'orda di pecoroni arrivi…poi sta alla libreria ben organizzata e con un anima dietro, conquistare e affascinare i potenziali lettori.
    Emily86

  5. lerinni ha detto:

    ma sai che io ho mollato la mia adorata mega libreria con i sacchetti rosso-grigi per un paio di piccoli buchini di quelli favolosi, dove "volo" è solo la prima singolare del presente indicativo di volare e dove puoi sederti a parlare con il/la libraio/a a chiedergli consigli o a consigliargli? provaci, lgo: si vive meglio!! (e poi, se proprio vuoi le ricette della parodi, magari te le procura, su ordinazione…)

  6. supertri09 ha detto:

    Ciao,

    ti leggo spesso ma è la prima volta che commento. Sono d'accordo con erinni (ho fatto esattamente come lei:-) e con emily 86. Poi su Fabio Volo e la Parodina non mi esprimo perché verrei censurata;-)))

    Quando mio figlio andrà alle superiori (adesso è in 1 elementare o primaria che dir si voglia) spero che gli piaccia la fisica come piaceva a me (sono diplomata in Fisica industriale all'ITI…poi con l'università ho cambiato completamente "genere" anche grazie alla mia prof di fisica….) e che trovi un'insegnante in gamba..come te:-))

    Saluti da Bologna
    Simona

  7. utente anonimo ha detto:

    Che bello leggere!
    Ed è ancora più bello quando vedi che questo piacere viene condiviso dai tuoi figli… il mio maggiore (quarta elementare) non vuole dormire se prima non ha letto qualche pagina del suo libro.
    Diverso discorso è il cosa leggere.
    Sarà banale, ma credo che sia importante leggere ciò che ci soddisfa: ogni persona ha gusti ed esigenze diverse (a dire il vero anche la stessa persona ha esigenze di lettura diverse in momenti diversi… svago, riflessione, informazione).
    Quello che ha mio parere non ha senso, specialmente per i libri, è la moda.
    E' vero che ci sono anche bestseller di qualità elevata, ma non solo non è sempre così, capita anche che il genere o lo stile dell'autore non sia in sintonia con le esigenze di chi legge e allora anche un ottimo libro non sarà apprezzato come dovrebbe.  Insomma, la lettura è un percorso molto personale, può essere utile avere una guida, ma deve essere qualcuno che ci conosce.
    Se poi uno legge un libro solo per dire: "L'ho letto anch'io!"… è meglio che faccia altro, potrebbe essergli più congeniale.

    Voulaz

  8. vnnvvvn ha detto:

    mah non so… io sto dietro a Povna e "bonifico" alle sue indicazioni fette consistenti del mio stipendio…
    Poi ci sono le piacevoli sorprese regalate al compleanno come "La tredicesima storia" o, sempre da compleanno, la Littizzetto con il walter che malgrado tutto strappa un sorriso e si legge in mezza mattinata…

  9. utente anonimo ha detto:

    Posso dire la mia…
    senza sembrare troppo volgare ?

    A me … Fabio Volo.. fa cagare,
    ma non solo come autore, ma anche come personaggio
    e' proprio il tipico esempio di nullita' italica di cui sono 
    pieni i media.. tv, carta igenica stampata, radio..

    E la cosa tragica e' che non e' minga solo lui.. poverino
    e' un trend generalizzato… uno squallore.. una ignoranza infinita
    che si perpetua..

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