Mutande

Dovrei essere un po' preoccupata per questa figlia che esce di casa alle sette e mezza di mattina e poi torna a casa a metà del pomeriggio e non se ne sa nulla in mezzo. E un po' lo sono, davvero.
Non proprio preoccupata, ecco, giusto un fastidio leggero. Pro forma. Ieri ce l'avevo in braccio e oggi mi arriva all'altezza del naso.
Allora sono andata a salutarla all'uscita da scuola, a portarle un po' di calorie sotto forma di panino, ed era lì che rideva in cima alle scale con i suoi amici, aspettando che arrivasse l'ora di rientrare per la lezione di musica.
Mi ha visto e mi è venuta incontro sul cancello, e scendeva le scale con i suoi leggins neri, la camiciola nera e le guance rosa. Il caldo, sarà stato il caldo. E' il settembre più caldo degli ultimi cent'anni, no? Ma la pioggia arriverà. Dio, così le previsioni del tempo le so fare anch'io. Arriverà la pioggia.
Scendeva e sorrideva, e ho pensato che dici, ragazza, ti andrebbe di provarti un vestitino? Quando l'hai messo puoi scendere le scale proprio come stai facendo ora, sorridere così con le guance rosa. Dai, lo so che ti andrebbe, ti divertiresti.
La chiamano sfilata.
Qualcuno ti farebbe i complimenti, qualcuno direbbe che sei bella così, anche se non sei perfetta. Dio, che rivelazione. Ci vuole un occhio attento, lo sguardo dell'esperto, per rendersi conto che se entri in una scuola trovi decine di belle fanciulle. Carne fresca.
Verrebbe qualcuno a farti le foto, mentre scendi sorridi ti piaci nel tuo bel vestito. Mentre prima in mutande te lo provi. No, non fa nulla, non dirmi che t'importa se girellando in rete qualcuno si imbatte nelle tue mutande.
Qualcuno leggerebbe qualche riga da un vecchio libro dalla copertina un po' strappata.  La chiamano cultura.
I vestitini.
Sarebbe anche una bella cosa per la scuola, sai. Un po' di soldini – mica tanto, se li dessero a te potresti giusto comprarti qualcuno di quegli abitucci, non di più – ma buttali via.
Però non è per i soldi che lo fareste, è più per l'immagine della scuola.
Ci vuole aria fresca, novità.
Personaggi eleganti davanti alle scale.

Facciamo una cosa, ragazza.
– Come stai?
– Bene.
– Ti ho portato un panino.
– Grazie, avevo chiesto a Francesca se mi comprava lei un pezzetto di pizza mentre ti aspettavo.
– Vabbe', il panino ve lo potete dividere. C'è anche Luigi? Credevo che foste solo tu e lei.
– No, ci sono anche Elisa e Luigi. E Valerio, lo vedi là dietro?
– Ok. Hai le chiavi di casa?
– Sì.
– Ci vediamo dopo, bellezza.
– Ciao, mamma.

Ed è tornata verso la montagnola di violini e chitarre accatastati in cima alle scale.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

8 risposte a Mutande

  1. musicamauro ha detto:

    Bè, è chiaro che se ci resta solo più l'otto per mille questo (incubo) potrebbe essere il finale della storia.

  2. utente anonimo ha detto:

    Ma guarda il caso!

    Noi oggi abbiamo comprato un vestitino e anche i (primi) collant- in caso di piogga- di vestitini ne abbiamo provati 65 prima di sceglierne uno, quindi se decidi prenditi un pomeriggio bello lungo :))

    ciao extramamma

  3. LGO ha detto:

    Mauro: il finale della storia le sfilate a scuola? Magari con la pubblicità delle mutande nel pof?
    C'è un sacco di gente che sarebbe favorevole. Persone che ti dicono se i soldi ci servono, perché no?

    Pat: Volevo solo  parlare (male) della sfilata al Parini 🙂
    Qui per il momento il pericolo dello shopping coi minorenni è scongiurato. Finora ho sempre provveduto da sola. Comunque, siamo ancora con i vestitini estivi e i sandali! E poi, il massimo che posso sopportare sono venti minuti…

  4. utente anonimo ha detto:

    Ma come??!!!! Per «Una piccola manifestazione di buon gusto e cultura»? Si vede che sei proprio “vecchia”!!! Ci sarebbe di che chiamare la famosa stlista svecchiatrice!!!
    (certo che se sta bella iniziativa è passata al 51% io penso al restante 49%, nel quale mi sarei trovata io ad esempio)

    Graz

  5. fughetta ha detto:

    Oh, non sai come mi faccia piacere sentire che non c'è solo gente entusiasta!
    Sarà che io sono provinciale, e queste cose non le capisco, ma avevo trovato questa "iniziativa" veramente deprimente: per le ragazze che hanno sfilato, per quelle che no, per i professori in generale, per la scuola stessa, usata come passerella.
    Poi vorrei capire che razza di preside è un preside che sostiene che per svecchiare il liceo classico bisogna farci sfilare le ragazzine.
    Gran tristezza, comunque.

  6. lerinni ha detto:

    oh, là! con il solito garbo, ma qualcuno l'ha detto! brava!

  7. giulionga ha detto:

    Sulle chitarre e i violini in cima alla scala mi sono commossa! 🙂

    In tutti i casi, l'unica cosa che mi ha fatto piacere di questa tristissima faccenda del Parini è che tutto sommato mi pare che nessuno se la sia filata più di tanto. Io credo di aver letto la notizia, di passata, su qualche sito internet e poi nulla più…e forse questo disinteresse generale è l'esito più giusto per tutta questa storia. Ad aprire il dibattito sul tema sono sicura che comparirebbe qualcuno a dire che chi critica è un vecchio moralista, probabilmente anche esteticamente svantaggiato, e io non penso di potercela fare a rispiegare tutto daccapo ancora molte volte. Lasciamo questo preside (preside?) alle sue tristissime idee sullo svecchiamento della cultura, e speriamo che molto presto si trovi solo.

  8. LGO ha detto:

    Oh, be', io sono una vecchia bigotta e su questo non ci piove.
    Poi, credo che con un po' di fantasia si possano fare riflessioni egregie anche sulla moda (e se si vuole lusingare qualche adolescente, o farla divertire a provarsi qualche bel vestito, perché no?) ma in questo "evento" (Oddio, evento è una parola che odio. E invece ora l'ho pure scritta!) non s'è visto niente del genere. Se si vuole fare una sfilata a scuola bisognerebbe darle un tot di valore aggiunto (che no, non sono i quattromila euro o forse cinquemila: quelli, davvero, sono solo elemosina). Abbiamo visto solo una stilista che ha trovato modo di farsi un po' di pubblicità. A prezzi stracciati, oltretutto. E nel silenzio quasi totale di tutte/i quelli che difendono la dignità delle donne. Si vede che della scuola non frega niente a nessuno 😦

I commenti sono chiusi.