in fede

Due giorni di scritti, ieri matematica e oggi fisica.
Compito preparato collegialmente, lo stesso per tutte le classi, fogli timbrati firmati e contati, tempo cronometrato, baciabbracci prima e pacche sulle spalle dopo, o viceversa.
Correzione collegiale, tutti insieme dalle otto alle due senza interruzione.
Hai firmato il foglio delle presenze degli alunni?
– Oddio, l'avete già firmato in due, a che servono tre firme?
– Non si sa mai.
– Tu i voti li metti sul compito o sulla griglia di correzione?
– Sul compito, sulla griglia e sulla tabella riassuntiva.
– Avete allegato anche la griglia del dipartimento?
– Ma no, a che serve? Abbiamo già quella del compito.
– Meglio metterle tutte e due.
– Hai firmato la griglia?
– Mi firmi i miei compiti?
– Paola, guarda che questi compiti qui li hai firmati già due volte, qui e anche qui, credo che sia sufficiente.

No, è che i colleghi che hanno ricorsi pendenti si moltiplicano di anno in anno.
Se stanno diventando paranoici, chi sono io per mettere bocca?
Dice che anche per gli orali non basta più spiegare i criteri di valutazione, bisogna affiggere le griglie in classe e chiedere agli studenti di leggerle ogni volta che aprono bocca.
Ok, io mi dimenticherò.
Ma forse sarebbe una buona idea farlo davvero.
O dite che è meglio se ogni mattina alle 8:05 faccio chiamare al telefono l'avv. Bianchi e il dott. Rossi?
E' la segreteria della scuola. La prego di prendere nota. Sto per comunicarle la griglia di valutazione perché suo figlio sta per essere interrogato in matematica.

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11 risposte a in fede

  1. LaVostraProf ha detto:

    Sì, sì, facciamolo: ogni volta che si interroga qualcuno, via alle telefonate. Anzi, io faccio telefonare direttamente dal mio avvocato.

  2. utente anonimo ha detto:

    avete pensato di leggere agli studenti i loro diritti, come nei polizieschi americani? secondo me calzano a pennello, a parte il fatto che esercitare il diritto di rimanere in silenzio non è molto raccomandabile…

  3. lanoisette ha detto:

    no, ché poi il dott.Rossi e l'avv. Bianchi vogliono esser informati telefonicamente anche dei risultati dell'interrogazione!

  4. povna ha detto:

    Secondo me si tratta di un classico caso di profezia autoavverantesi: noi non facciamo niente di tutto questo, le segretarie sceme sbagliano nel comunicare giorno, luogo e orario degli esami, l'orale si fa prima dello scrutinio sulla base dello scritto e spesso lo scritto medesimo viene 'somministrato'  da un insegnante a caso. Però. Però Barbie non ha avuto un ricorso in dieci anni, e tutto sommato riesce a mantenere la barca con eleganza, e la rotta dove vogliamo.
    Senza paura.

    ps. ma… i compiti tutti uguali, e dove siete, a una scuola della STASI???!!! Possibile che qualcuno di voi non abbia fatto qualcosa di vagamente diverso in classi parallele in tutto l'anno? O è un discorso che vale sono per noi ingenui di italiano?!

  5. LGO ha detto:

    'Povna, aiuto!
    Abbiamo faticato tanto per concordare una programmazione comune 🙂
    Il compito lo facciamo su quella, poi ciascuno in classe si regola come vuole ma (indipendentemente da tutte le certificazioni relative all'obbligo) almeno che i ragazzi arrivino al triennio più o meno nelle stesse condizioni, no? E che non si dica che la sezione x è meglio o peggio della sezione y. Insomma, ci stiamo provando. Poi, per esempio, le sezioni che sono ancora PNI vanno un po' per conto loro e così via…

  6. LGO ha detto:

    Quanto ai ricorsi, non ti so dire come si possono confrontare la tua scuola e la mia, magari privatamente mi puoi dire dove stai e posso farmi un'idea.
    Quello che ti posso dire è che qui (e non solo nella mia scuola: succede nell'istituto comprensivo dove vanno i miei bambini, nelle scuole dove insegnano le amiche, insomma, ho l'impressione che sia un atteggiamento diffuso) il ricorso all'avvocato è frequente.
    Si tratta di un malcostume diffuso, un atteggiamento assurdo che in altri contesti è ancora più molesto (per esempio, nella sanità). E anche se i colleghi che subiscono questi attacchi poi alla fine riescono a difendersi, chi li ripaga del tempo, dello stress, e anche dei soldi che devono buttare?

  7. RobertoilGrigio ha detto:

    Due ricorsi subiti. Uno come vice-preside per una bocciatura ("Siamo scesi al porto e sali, sali e sali siamo arrivati al mare") e uno come presidente di commissione di concorso a cattedre ("la somma degli angoli interni di un triangolo è 120°" ripetuto per tre vote da architetto abilitato alla professione). Vinti entrambi nella sostanza, anche se tutte le scartoffie non erano perfette.

  8. utente anonimo ha detto:

    la prima notizia di stamattina ora 7.55, appena prima di insediare la commissione d'esame è stato un nuovo ricorso di un bocciato a giugno.

  9. utente anonimo ha detto:

    Oggi in piscina c'era una bella ragazzina che diceva "…lunedì inizio gli orali" era abbronzata, probabilmente somara ma soprattutto ignara 🙂
    non sa quanto soffrono i prof!

    baciabbracci extramamma

  10. utente anonimo ha detto:

    Da quando ti leggo mi sono fatta un'idea della complessità del tuo lavoro, mi dispiace constatare che tutti questi sforzi si infrangano contro un muro di stupidità.
    Nel mio liceo c'erano le pedane sotto le cattedre e ricordo di una supplente che si fermo ad aspettare sulla soglia che ci alzassimo in piedi prima di entrare in classe. E non è stato tantissimi anni fa. Secondo me alla Scuola, intesa come istituzione, manca autorevolezza. 
    stringi i denti -sicampeggia-

  11. LGO ha detto:

    @Grigio: no, vabbe'. Se uno ha l'abilitazione c'è qualcun altro che gli ha fatto superare l'esame

    @ProfSil: ecco, appunto.

    @Extramamma: io ho incontrato alcune delle mie alunne fuori di scuola. Una, bocciata, era radiosa. Una aveva appena finito lo scritto d'esame, ed era uno straccio. Mi sono sentita una merdina

    @Sicampeggia: ci sono scuole dove ti puoi ancora permettere, da supplente, di aspettare che i ragazzi si alzino quando entri in classe. Altre dove sputano per terra anche se sei il Preside. Qualcuno dirà che ci si può conquistare il rispetto dei ragazzi anche insegnando a Scampia, per dire, ma lì altro che stringere i denti! I ricorsi sono uno dei problemi, ma ce ne sono altri ben più gravi. Grazie dello sguardo da fuori 🙂 credo che ne abbiamo bisogno un po' tutti.

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