Cuore


C'è questo articolo di Lodoli, basta cuore e più matematica.

Se non fosse che ho impiegato una vita a imparare a lasciare che gli altri – anche gli studenti – vedessero un pezzettino del mio cuore (no, tutto no. Tutto, neanche al mio amore), ecco, io sarei anche d'accordo. Solo, non mi sembra che la cultura del desiderio che vive di smanie istantanee, puntiformi e distruttive, contro chi agita nei ragazzi solo l'emotività, come se la vita fosse solo sballo, divertimento, notti da inghiottire e giorni da dormire e corri dove ti porta il cuore abbia davvero qualcosa a che vedere col cuore.
Non è che io non capisca le smanie, lo sballo, le notti da inghiottire e va dove ti porta il cuore. Ho avuto diciott'anni anch'io, e prima ne ho avuti quindici e dopo venticinque, e ho visto cose. E ho fatto cose.
E il cuore è un pochino di tutte le cose che ho visto, e quelle che ho fatto.  Le notti brave e i libri che ho letto.
Ma. A  volte m'incanto davanti a una curva perfetta, a una formula elegante. La matematica mi diverte, mi fa ridere. Mi intestardisco, mi arrabbio. Provo e riprovo. Non mi dite che il cuore è altrove: il cuore è anche lì.

Ditemi altro.
Perché, sì, certo, ci vuole più lettura e più matematica e musica e filosofia, e anche la tessera del cinema.
E dobbiamo ripensare i programmi e tutto il resto.
Ma dobbiamo anche imparare a bocciare con amore.
E a rivendicare con orgoglio questo lavoro.

(Che magari uno non è d'accordo su tutto, ma c'è l'orgoglio e la passione. E la nostra dov'è?)

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Una risposta a Cuore

  1. utente anonimo ha detto:

    Altra cosa, insieme all'articolo di Lodoli, da discutere in tutti i Coll Doc alla ripresa delle attività: forse sarebbe ora che ci  riappropriassimo del nostro ruolo e della nostra professionalità

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