Gli evasori già tremano

Un gesto semplice, che uno fa così, senza pensare troppo. Sei alla cassa, paghi quello che devi e ti danno lo scontrino.
Ti danno lo scontrino, vero? E se non te lo danno? Ah, non so. Io resto lì, un po' in sospeso. Qualche secondo, e poi me lo danno. Magari controvoglia, ma me lo danno.
Ecco, solo io non mi ero mai accorta che a volte lo scontrino è solo un pezzetto di carta? Mettevo il mio pezzetto di carta nella borsa, pensando che fosse uno scontrino fiscale, e invece un cavolo.
Me ne sono accorta la prima volta che ho notato che lo scontrino del supermercato è non fiscale.
Scontrino non fiscale.
Ah, sì?
Eh, sì, la GDO ha tutta una sua roba fiscale a parte.
Gli scontrini del cinese dove compro i detersivi però sono fiscali.
Il panettiere fa un po' di testa sua. Ti consegna un fogliettino con quello che devi pagare alla cassa, e poi  la cassiera te lo trasforma in scontrino fiscale. Quando si ricorda. Quando ci sono io si ricorda, perché chiacchieriamo – dei suoi acciacchi, del tempo, cose così – ma lei sa che mi deve dare lo scontrino. E io so che non lo dà a tutti.
Al mercato quelli che non ti danno lo scontrino sono la maggioranza. Lo scontrino vero, dico, non il fogliettino simil-scontrino con su scritto il prezzo da pagare. Ma io chiedo lo scontrino e bla bla bla.
Poi ci sono quelli che devono fare la ricevuta.
Il parrucchiere per esempio fa la ricevuta. L'ha sempre fatta.
Da quando il barbiere dei bambini storico, quello che aveva il sedile con la testa di cavallo che c'era fin da quando ero piccola io, da quando ha chiuso lui, i bambini li porto dal parrucchiere di mia mamma. Ci sono un sacco di vecchiette, di quelle che una volta si facevano la messa in piega azzurra, e ora giallina perché sono più moderne. Ma sono vecchiette lo stesso. Anche lui è un po' vecchietto, ormai, e secondo me medita di andarsene in pensione. Ora lavora quasi sempre da solo, fa gli sciampi da solo, taglia e fa tutto da solo, perché sono rimaste soltanto le clienti più vecchiette.
Io ho provato ad andare a tagliarmi i capelli dalle ragazze fighette che stanno un po' più in là, ma ogni volta erano due palle. E ti fai il colore? No, il colore non lo voglio. E lo vuoi un caffettino? No, grazie. E le mani? Le sopracciglia? Lady Gaga? M'ha lasciato il fidanzato/prenoto per le Maldive/Me vado a fa' 'n giretto/Ma lo smalto nun te lo metti mai?
Ho rinunciato, le vecchiette sotto il casco coi bigodini in testa come cinquant'anni fa sono meno moleste.
E poi, la vera verità è che il parrucchiere delle vecchiette quando mi taglia i capelli mette su l'aria da cospiratore
– A me questo governo non piace!
– Eh, ha ragione.
– Io, non per dire, il calcio non è il mio sport preferito, ma questi calciatori che scioperano non hanno proprio vergogna.
– Eppure, piacciono a tutti.
– Ma come si fa, dico io, a guadagnare tutti quei soldi? Capisco dieci volte più della gente normale, venti volte, ma come fanno a prendere milioni e andare a dormire tranquilli?
– E non volevano pagare neanche il contributo di solidarietà.
– Tanto, le tasse le pagano sempre i soliti poveracci. Me ne dovevo andare in Australia quando m'è capitata l'occasione, ancora mi mangio le mani per non averlo fatto.
Insomma, ci siamo capiti.

Oggi non mi ha dato la ricevuta.

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