Tac Tac Tac

Quando eravamo alle elementari mio fratello, che ha tre anni meno di me, faceva l'inventore.
Progettava macchine che l'avrebbero liberato dalla schiavitù di preparare il caffè per i genirori, o avrebbero definitivamente affrancato la famiglia dallo sgradevole compito di lavare i piatti tutti i giorni. Che ne sapeva lui delle lavastoviglie, del resto?
Il genio precoce non gli ha impedito poi di fare una vita del tutto normale. Sì, insomma, non proprio ordinaria come la mia, ma per ora niente lascia pensare che trovi posto nelle edizioni future del Who's Who, ecco.
Anche Reed Richards, fatti i debiti cambiamenti di scala, era un bambino prodigio e progettava cose.
Razzi, nella fattispecie. Il che non gli impediva di fare colossali cazzate, come quella volta che decise di andarsene in giro per lo spazio, con l'unico risultato di beccare una grandiosa tempesta di raggi cosmici.
Tutti sanno che è per questo che diventò tutto elastico e allungabile – ma almeno si era portato dietro amico, fidanzata, e cognatino. Fare il supereroe in compagnia, psicologicamente, è molto più sopportabile. Almeno, quando hai salvato il mondo, ti puoi bere un bicchiere in pace con qualcuno.


Ma se ci vado anch'io, nello spazio, divento  invisibile come Sue?

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3 risposte a Tac Tac Tac

  1. LaVostraProf ha detto:

    Non illuderti.

    (non volevo essere troppo brusca, ma esco dai prescrutini e non voglio che alti si illudano :-P)

  2. RobertoilGrigio ha detto:

    Non è consentito scappare … 

  3. utente anonimo ha detto:

    Signora LGO: lei ha proprio una bella mente; l'invisibilità, quandanche possibile, non le si addicerebbe!
    grazie,
    sicampeggia.

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