Frammenti di giornate inutili – 1

Caro diario,
oggi la figlia grande aveva il muso lungo.
Credevo che fosse perché l'abbiamo mandata a scuola nonostante l'invito dei prof ad entrare alla seconda ora per riposarsi dopo la gita di ieri (no comment), e invece era per le verifiche di geografia.
– Il prof ce le ha riportate.
– Quali?
– Quelle che abbiamo fatto due mesi fa.
– E…?
– Ho preso otto e mezzo.
– E allora di che ti lamenti?
– Ma non è giusto! Quelli che non studiano mai si erano fatti le fotocopie piccole del libro e hanno copiato tutto!
– E ci sono riusciti?
– Il prof leggeva il giornale.

Benvenuta nel mondo dei grandi, ragazza.

Ah. Comunque, anche se credevo che nell'era degli i-cosi le fotocopie ridotte non andassero più tanto di moda, devo dire che nonostante tutto sono intramontabili. Io ormai colleziono Senechini miniaturizzati, mappe concettuali sulla rivoluzione francese delle dimensioni di un francobollo, elenchi di prodotti notevoli che coprono al massimo tre quadretti. Come faranno a distinguere un segno più da un meno, mi chiedo.
Certi se le fanno anche a colori. Evviva.

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4 risposte a Frammenti di giornate inutili – 1

  1. Shunrei78 ha detto:

    Lo ammetto: i bigliettini (all'epoca) li ho "usati" anch'io. Però ero una sostenitrice di quelli scritti a mano (roba da miniaturisti, utilizzando una delle penne di stenografia, quella sottilissima da "0,1"), soprattutto per un motivo: dopo essermi "riassunta" da sola il tutto per farlo stare nel foglietto e averlo riscritto con la pazienza di un amanuense… finiva che la roba me l'imparavo a quel modo e il bigliettino durante il compito manco lo guardavo. Però era un ottimo sostegno psicologico sapere che "c'era"… 

  2. lanoisette ha detto:

    allora, io son convinta che se uno sa copiare, e ci riesce, è bravo.
    dopodiché, mi sconcertano le verifiche consegnate dopo un mese e mezzo.

  3. LaVostraProf ha detto:

    Devi anche considerare che, con scanner e stampante, è un attimo rimpicciolire e intascare.
    Sul giornale e sulle verifiche dopo un mese e mezzo, sospiro e basta (ma soltanto a me capitano i genitori che mi fermano nei corridoi dopo due giorni dalla verifica e mi chiedono i risultati? Per non parlare degli alunni…).

    p.s.: quando ancora facevo le gite (:-)) partivo dicendo: e chi domani non viene perché è stanco per la gita, la prossima volta se ne sta a casa e la gita se la sogna.

  4. LGO ha detto:

    @Shunrei: certe miniature bisognerebbe conservarle 🙂 Io non le facevo per le verifiche, ma mentre studiavo miniaturizzavo i formulari. Alcuni fogli li trovo ancora in qualche libro che mi capita di aprire. E chi ha il coraggio di buttarli, ormai?!?

    @Noisette: sì, però a copiare mentre il prof è "in bagno" o legge il giornale non ci vuole grande abilità 😉

    @MiaProf: sull'entrata alla seconda ora post gita, ancora mi esce il fumo dagli occhi. Sulle verifiche un mese e passa dopo, no comment. Solo, la mia casistica dice che sono quelli che ne fanno poche che non le riportano mai. Io, che ne faccio tante (troppe?) se non mi sbrigassi a correggere affogherei :-/

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