Una storia qualsiasi

Marco è uno sportivo. E’ magro magro, come può essere magro solo un giovane  maschio di quattordici anni. E’  il capocannoniere della squadra. Il numero di reti che ha segnato dall'inizio dell'anno è sottolineato in tre colori sulla porta del bagno dei maschi del terzo piano.
La prima volta che è venuta a parlare con me, la mamma si è lamentata
– Va sempre in giro coi capelli bagnati, e poi gli viene mal di testa e lo tengo a casa. Così perde le lezioni e resta indietro.
Ma alla fine deve averla spuntata, perché di assenze non ne ha più fatte.
Marco è un ragazzino polemico. O meglio: gli piace discutere e finchè non gli dai retta mette su il muso. Quando riconsegno le verifiche corrette si presenta alla cattedra con carta e penna e mi chiede di spiegare il perché e il percome del voto.
Alla fine dobbiamo averla spuntata anche qui. Dopo averne discusse una decina, ne sa più lui di valutazione che qualche dotto docimologo che gira per i piani alti del ministero.
A Marco la scuola non  dispiace, come luogo dove riposarsi tra una partita e l’altra, ed accetta anche il fatto che per guadagnarsi la permanenza in aula ogni tanto il pomeriggio deve aprire qualche libro, fare qualche esercizio, cose così.

Fabio ha due spalle larghe così, gli occhiali, e il fisico dell’ex bambino in carne. Anche in pieno inverno gira in maglietta – rigorosamente nera -. Sotto la pioggia, col vento.
– No, prof. Non ho freddo per niente.
Fabio non ride mai. No, non credo che sia triste, è proprio fatto così.
Marco e Fabio sono arrivati insieme, si conoscevano dalle medie e si sono seduti vicini. Poi hanno fatto altre amicizie, soprattutto Marco.
Dopo le pagelle, le mamme sono tornate a parlare con me, più o meno con la stessa domanda.
La mamma di Marco mi ha chiesto se doveva farlo aiutare da qualcun altro. Io ho risposto di no, che secondo me doveva provare a fare un piccolo sforzo da solo. Credo di aver usate parole come “crescere” e “responsabilizzarsi”, quelle parole lì che mi vengono, con un po’ di difficoltà, quando parlo con i genitori.
La mamma di Marco non mi è sembrata molto convinta, oppure è Marco che ha insistito, non so, ma da un po’ il suo quaderno è pieno zeppo di schemini tracciati da una mano adulta. Io immagino la scena, Marco che vede gli schemini complicarsi sotto i suoi occhi e intanto pensa che tra pochi minuti sarà libero.
La mamma di Fabio mi ha detto che anche lei avrebbe voluto far aiutare Fabio da qualcuno, ma Fabio si opponeva.
– Ce la devo fare da solo, mamma.
Ma lei era preoccupata lo stesso.
– E se non capisce qualcosa? E se da solo non riesce?
– Lo lasci provare. Se non capisce qualcosa deve imparare a chiedere. Deve imparare a vincere il suo orgoglio e fare domande in classe, davanti agli altri.
Ed ora, quasi alla fine dell’anno, vedo Marco un po’ deluso di sé, e già rassegnato.
Fabio invece si sta rilassando. Sta diventando sicuro di sé.
La sua sfida l’ha vinta, per ora.
Però non si siedono vicini quasi mai.

E poi ci sono tutti gli altri.
Antonio, Alessandro, Fabrizio, Carola, Carlos, Emanuele, Paolo, l’altro Paolo, Maurizio, Chiara, Sara, Alessia, Francesca, Pietro, Matteo e Mattia, Claudia, Federico, Federica, Anna, l'altra Claudia, Sofia, Cristiano, Niccolò, Jacopo, Luca, Laura.

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3 risposte a Una storia qualsiasi

  1. povna ha detto:

    è strano, li vedi arrivare in prima, fianco a fianco per farsi coraggio, e (nel mio caso) li vedi ripartire alla fine della seconda, più diversi da se stessi di quanto loro stessi non riescano a rendersi conto. alcuni di loro ripartono fianco a fianco, ma quella nuova accoppiata è frutto di un giro largo 360 gradi. altri restano soli, o si riaccoppiano. altri scoprono l'amore o il gruppo… altri ancora… e un anno sta già finendo, e io smetto perché mi viene il magone…

  2. RobertoilGrigio ha detto:

    Giardinieri affettuosi di giovani donne e uomini … che passano e se ne vanno lasciando un po' di magone. 

  3. utente anonimo ha detto:

    Anche secondo me è meglio che provino a cavarsela da soli invece che con le ripetizioni. Bella l'immagine di Marco e degli schemini!

    baci extramamma

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