Italiani

Mio padre è friulano, non ama il calcio ma se proprio gli capita e gioca l'Italia tifa sempre per gli altri.
Mia madre è di Roma, ma per sbaglio.
Due delle sue sorelle sono nate in Africa.
Avevo due nonne venete e un nonno lombardo, ma nessuno ha vissuto là dove era nato.
Mio fratello, poi, non ne parliamo.

Non ho appeso nessuna bandiera, non m'è proprio venuto in mente in realtà.

Oggi ho un sacco di lavoretti arretrati da finire, per fortuna piove e i sensi di colpa per i figli abbandonati a pascolare per casa sono contenuti.

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8 risposte a Italiani

  1. povna ha detto:

    io sono stata cresciuta ad amare la bandiera inglese. ho conosciuto God Save the Queen insieme al Canto degli Italiani (che però mi hanno insegnato, e mi insegnarono anche la differenza tra corte e coorte più meno nello stesso periodo in cui mi insegnaroo quella tra dotto e dòtto). Ho celebrato il natale col pudding e la fine anno coi crackers. Ho avuto una bisnonna ad Auschwitz, un nonno collaborante con gli anglo-americani in Puglia e un altro con Radio Londra e la Resistenza. Mi hanno educato a riconoscere la qualità estetica non sempre entusiasmante di alcuni canti patriottici, però mi sono stati insegnati, e mi è stata insegnata anche la differenza tra ciò che serve come simbolo e una buona poesia.
    Ho insegnato ai miei alunni a riconoscere i senari (piani, tronchi e sdruccioli) sul Canto degli Italiani, e ho spiegato loro tutta la storia, inclusi i legami con il libro Cuore, Dante, Manzoni (più Verdi e Carducci). E ho anche citato loro Meneghello (a proposito di Scipio e municipio!) ricordando loro "Vibralani, mani al petto!". E ho portato loro la bandiera, e ho regalato a ciascuno di loro (ovviamente a mie spese) una copia della Costituzione.
    E beh, forse avrei preferito che nel mio sangue scorresse una percentuale  maggiore di sangue inglese. Però invece sono nata qui. E nelle partite tifo l'Italia e sono consapevole di essere italiana, nel bene e nel male. E la bandiera l'ho messa, e l'ho anche cercato un giorno intero sotto la pioggia. Con convinzione.

  2. utente anonimo ha detto:

    direi che hai espresso al meglio il sentimento nazionale nella sua schiettezza al di là della retorica

  3. utente anonimo ha detto:

    io la bandiera inglese la amo come cittadina da 15 anni, col pudding e i crackers and all the rest che dice la 'povna. Il mio amiciziario facebook al momento (ore 12:25 GMT) e' tutto tricolore nella componente expat. Tutto "business as usual" nella componente residenti in italia. This must mean something.

    PS: ho anche imparato dagli inglesi a festeggiare per festeggiare, a considerare una festa un momento in cui ci si lascia andare, come gli street parties per il matrimonio reale che stanno organizzando, che magari possono sembrare kitch dal di fuori ma hanno quel gusto goliardico e patriottico al contempo che mi pare molto sano. Dai commenti degli italiani residenti sento cose come "l'italia e' una repubblica fondata sul lavoro quindi io oggi festeggio lavorando" e rimango perplessa chiedendomi se non sia il regaggio cattolico che ci impedisce di essere contenti e festosi E BASTA senza retorica senza secondi fini e senza poi dover espiare il momento di contentezza con un giorno di digiuno quaresimale

    supermambanana

  4. benzinagricola ha detto:

    Io sono uno di quelli che quando vanno all'estero accusano sempre un po' di vergogna, dovendo dire che sono italiani. Ma ho provato egualmente a sentirmi coinvolto da questa ricorrenza. E' che mi viene in mente la schifezza intorno a me e non ce la faccio… Rosy Bindi ieri sera che intervistata da Le Iene non conosceva il perché del 17 marzo mi ha dato la mazzata finale. Non ce la faccio. Non ce la posso fare.

  5. utente anonimo ha detto:

    sono una "bastarda" anch'io. ma ho appeso la bandiera e ho spiegato ai miei figli la "storia" dell'italia come stato.

  6. LGO ha detto:

    @'povna: a me non hanno insegnato ad amare altri paesi. Neanche a disprezzare questo.  Ma la patria non è mai stato un valore di famiglia, forse lo sono stati l'uguaglianza di tutti gli uomini, il rispetto di tutti i colori, non ti so neanche spiegare bene. Capire che nascere qui o lì è solo questione di fortuna, e che per il resto bisogna farsi da soli. L'italianità non è una cosa che sento, pur amando la storia, la lingua, e il cielo sopra di noi (se solo smettesse di piovere)

    @maq: il massimo che posso fare per il mio sentimento nazionale è riconoscere che siamo un po' di tutto, di nord e di sud, brovada e peperoncino. Basta? Non lo so 🙂

    @Supermamb: ma infatti mio fratello, expat da sempre, credo si senta molto più italiano di me. Anche se ho l'impressione che sia un'italianità che ormai non esiste più. E probabilmente lo sa anche lui, sotto sotto. Quanto alla capacità di festeggiare senza retorica, non so. La gente spesso dice quello che pensa sia necessario dire, ma poi quello che sente e come si comporta sono altro.

    @Benza: Oddio, vero. Neanche lo sforzo di farsi butatr giù dal portaborse due righe di date da imparare a memoria. Roba che se fossimo in un altro paese ci sarebbe da chiedere le dimissioni a tutti – noi invece ci ridiamo su.

    @?: La storia l'abbiamo spieghucchiata anche noi, e abbiamo cercato tutte le canzoni sul Tubo. La bandiera no. Qui nel palazzo dove vivo l'unico con la bandiera è il fascista del terzo piano, e no, la bandiera qui no.

  7. povna ha detto:

    LGO, non è questione di insegnare ad amare altri paesi, è questione, banale, casuale e geografica, di appartenere a più d'uno (cinque, a essere precisi, e fermandomi a parenti che ho conosciuto). e mi hanno insegnato ad amare i riti, individuale e collettivi, di cui la patria fa parte (e comunque avendo avuto così tanti parenti tra partigiani, resistenza, ghetti, radio londra e regio magari non la chiamavano patria, ma è abbastanza ovvio che ci tenevano e grazie a loro l'ho trovata così come ho avuto la fortuna di ereditarla, Costituzione inclusa). per quanto riguarda la bandiera, io l'ho messa per festeggiare, e così come non lascio alla destra l'appalto sulla parola libertà, non lo lascio nemmeno sulla storia, la lingua, il cielo sopra di noi, di cui anche quei racconti patriottici, ora coperti di polvere, sono simbolo. tutto qui.

  8. LGO ha detto:

    'povna, che dire?
    Io sono un essere tetro di natura, e un'introversa 🙂 Odio i cimiteri, eppure ci sono persone che mi mancano moltissimo. Non piango ai funerali. Lo so, non c'entra, era solo per dire che non sono a mio agio con i riti, anche se ne posso riconoscere l'importanza. Magari, se vivessi in paesello leghista del nord, avrei provato il bisogno di sottolineare la mia differenza, e avrei cercato una bandiera. Invece vivo qui, e non ci ho pensato. Non ho pensato neanche di lasciare al fascistone qui sotto l'appalto di qualcosa, solo ritengo che le differenze tra me e lui siano molto più profonde di quanto lo siano le cose che abbiamo in comune, per esempio l'essere entrambi italiani.

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