S.

Per anni vivi guardandoli di sfuggita, viaggiatori seriali che fotografano cose improbabili – che interesse ci sarà mai in quel cestino lì, andiamo! E’ solo un cestino – e li vedi ridere dei mozziconi sul marciapiede,  e non capisci.  E ti consoli pensando che siano loro, a non capire, loro che vengono dall’altra parte del mondo, e che ne possono sapere di noi. Una massa indistinta. Sembrano tutti uguali, come i gatti o come le rondini. Coi pregiudizi ci si nasce, ci si cresce.
 
Poi ti capita di conoscerne qualcuno, chiamarlo per nome.
 
Ho conosciuto S. l’estate di quattordici anni fa, a New York. Io ero in vacanza, e lei stava per prendere decisioni importanti. Dividevamo la casa,  le serate. Conservava dei germogli di soia putrefatti nel frigorifero e non si asciugava mai i capelli.
Siamo rimaste incinte a poche settimane l’una dall’altra, lei si è sposata a gennaio e io a marzo. Lei il giorno del suo matrimonio aveva delle scarpe verdi, coi tacchi – l’unica volta che l’ho vista senza scarpe da ginnastica. Ma ci vediamo poco.
 
E’ troppo poco per dire di conoscere un popolo: del resto, quante volte io stessa non mi riconosco italiana? Eppure lo sono. Però si comincia così, no? A leggere libri, guardare film. Far giocare i bambini con gli stessi giocattoli, che dicono moshi moshi  e konnichiwa, spediti da un capo all’altro della terra a natale e per i compleanni.
Le foto dei bambini che crescono. Qualche vacanza insieme. Insegnami un altro kanji, solo per stasera – e domani tornerò alla vita di sempre.
Come lo chiamate il bambino?
– Ancora non abbiamo deciso. Per ora, è solo ototo, il fratellino piccolo. E voi?
– Come al solito, le daremo un nome un po’ italiano e un po’ giapponese. Un fiore, uno di qui.

Siamo stati fortunati. Loro stanno tutti bene.

noi e loro

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13 risposte a S.

  1. vnnvvvn ha detto:

    Per un attimo ho avuto la tentazione di chiudere e non finire di leggere… ora speriamo che scampato il terremoto non abbiano problemi con le centrali…
    Non potrebbero venire per un po' in Italia?

  2. LGO ha detto:

    Magari, Viv! Almeno i bambini.

  3. vnnvvvn ha detto:

    Beh prova a dirglielo… sono certa che se ci mettiamo di impegno possiamo aiutarti (noi blogger: io mi impegno per me ovviamente!) a gestire la cosa

  4. LaVostraProf ha detto:

    Bene. vediamo ora di che cosa c'è bisogno.
    Ti chiedi. Tutto quello che si può, si fa.
    🙂

  5. lanoisette ha detto:

    fiuuu!!!
    che belli, i nani internazionali.

  6. RobertoilGrigio ha detto:

    Quando tutti capiremo che la nostra casa è il mondo e non solo il nostro piccolo orticello …

  7. utente anonimo ha detto:

    Bello questo post, bellissime le foto.
    avere amici "diversi", di un'altra cultura, è importante e fondamentale per aprirsi la testa e anche il cuore.

    Adesso se si può aiutare lo facciamo tutti, conta su di noi!

    extramamma

  8. vnnvvvn ha detto:

    Forza LGO contatta la tua amica…anche perchè sto ascoltando Ferrara e ho bisogno di qualcosa di "buono"!

  9. utente anonimo ha detto:

    @ vnn: ….e infatti ho cambiato canale!…che disgusto!
    Elena

  10. lilavati ha detto:

    ho una casa grande anch'io! e una bella roulotte a rovigno da aprile a settembre…

  11. LGO ha detto:

    Grazie mille a tutti, ma non è quello. Qui ci sono sempre letti per loro – sono i miei nipotini -. E' che dicono di stare tranquilli, che va tutto bene. Che la situazione è sotto controllo.

  12. utente anonimo ha detto:

    Sono veramente contenta che stiano bene!
    sicampeggia

  13. LGO ha detto:

    La prossima volta che vengono qui vi invito tutti a conoscerli 🙂

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