Loro sono usciti e io sono qui.
Mamma, tu non vieni?
– No. Devo fare un po’ di lavoro per domani.
– Non viene perché non le va.
– Vaffanculo.

 
Quando ho deciso di mollare il lavoro di prima e fare il concorso a cattedre, io lo sapevo che non avrei lavorato di meno. Lo sapevo perché mia madre insegnava (italiano e storia, gli ultimi anni prima della pensione) e l’ho sempre vista col tavolo pieno di libri (più ordinata di me, però) e con pacchi di compiti da correggere. I migliori appunti di storia della fisica che ho sono quelli che le ho rubato dopo che aveva seguito (non venti ore, due anni) un corso nella mia ex-facoltà.
Lo sapevo, ma era appena nata L, e avevo bisogno di un orario di lavoro diverso.
Da allora, vado a scuola la mattina, il pomeriggio se non sono a scuola mi occupo –in modo sempre più isterico e schizofrenico- dei bambini, e la sera lavoro. Mi preparo le lezioni, correggo i compiti, se ce la faccio divago con qualcosa di extra, tipo il sito da prof. Il sabato e la domenica lavoro.
Mettiamo questo mese. Sabato 5 era il mio compleanno, e ho fatto vacanza. Domenica scorsa c’era la manifestazione, e ci sono andata. Non ho fatto altro.
Gli scrutini li abbiamo fatti a gennaio, le prime due settimane del mese la mattina abbiamo fatto corsi di recupero. Vuol dire orario stravolto, n ore di buco in più, classi nuove e attività da organizzare da zero e concludere immediatamente. Nelle restanti due settimane, vuol dire una verifica in ogni classe per tutti, più una verifica per il recupero. Cinque materie, dieci verifiche. Per prepararne una ci vuole un po’: farsi venire in mente la struttura, scegliere gli esercizi, prepararli in due versioni di uguale difficoltà in modo che i ragazzi non si lamentino che una è più facile dell’altra, e scriverla– io non le scrivo a mano, anche se c’è chi lo fa.  Poi, correggerle.  Correggere una verifica di matematica o fisica può richiedere del tempo. Insomma, se non vuoi limitarti a dire giusto o sbagliato, devi cercare di seguire il procedimento ed individuare gli errori, altrimenti i poveri cristi cosa imparano? Ne riesco a correggere tre-quattro l’ora, quando va proprio bene (perché gli errori non ci sono, oppure sono talmente evidenti che li si trova subito) arrivo a cinque. 28 studenti per classe vuol dire che per una singola verifica ci vogliono, tra prima e dopo, 8-10 ore.
Ci siamo? Quindi, questo mese: sulle 22 ore a scuola di mattina, una media di 2-3 al giorno per l’ordinaria amministrazione senza verifiche, 40-50 per le verifiche ordinarie e altrettante per il recupero. Le convocazioni degli studenti con la pagella brutta, per dire che avevano la pagella brutta (comprensive di lettere ufficiali, fonogrammi, appuntamenti mancati e nuovi appuntamenti). Una riunione di dipartimento. La riunione per definire la commissione d’esame per la quinta.
E, dulcis in fundo, il corso di formazione: 30 ore.
La mia pausa pranzo ora è finita. Vado.
Tanto non ci crede nessuno.

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13 risposte a

  1. lanoisette ha detto:

    la vera, grande, meritocratica rivoluzione della scuola italiana sarebbe l'abolizione della funzione docente, ne sono sempre più convinta.

  2. povna ha detto:

    beh, noi ti crediamo…! (vado a passare la tipica domenica del docente, ciao!) 😉

  3. utente anonimo ha detto:

    Scusa ma "vaffan…" chi l'ha detto?

    tu alla Gelmini?

    ho letto recentemente "La collega tatuata" un romanzo piuttosto vecchio di margherita oggero in cui dettagliava abbastanza la vita delle prof…ma loro erano molto meno coscienziose di te 🙂

    ciao extramamma

  4. LGO ha detto:

    no, non era per la gelmini, magari…
    però mi sono pentita, perché poi ha tenuto i bambini tutto il pomeriggio e sono tornati all'ora di cena con la cena 🙂

    bilancio: preparato 5 compiti, media dei tempi di correzione di quelli che ho già 3 all'ora. cvd.

    e piove.

  5. utente anonimo ha detto:

    Io ti credo. Sono meno organizzata e per salvare i miei pomeriggi di cazzeggio, di passeggiate o di impegni con l'Uomo mi ritrovo sempre a passare dei weekend o delle albe di passione. In parte ho risolto con l'andare a scuola tutti i giorni dalle 8 alle 13,30, indipendentemente dal mio orario di lezione, come se fosse un ufficio, così nelle ore buche lavoro. Ma da gennaio almeno una volta la settimana mi ci fermo di pomeriggio, e le volte a settimana sono già diventate 2 con febbraio. E comunque ho del lavoro arretrato.

    Pat pat.

    Castagna

  6. LaVostraProf ha detto:

    Certo che ci crede qualcuno.
    Sono quelli che ti dicono:
    "Ah, ma lavori così solo te, sei un'eccezione, glialtri professori fanno un cazzo!"

    (mai capitato?)

  7. utente anonimo ha detto:

    pensa che io ho appena trovato questo:

    Prof di matematica, armatevi di ananas, cavoli romaneschi, margherite e mostrate le falangi delle dita da ora in poi, chissà che i vostri alunni non cominciano ad amare la vostra materia…
    qui http://laproffa.blogspot.com/ 
    poesia per matematici, così ti riprendi un pò.
    Ciao

  8. utente anonimo ha detto:

    Ero io: sicampeggia.
    ciao

  9. LGO ha detto:

    SiCampeggia: quel video lo conoscevo 🙂
    Ai miei figli piace. I miei studenti, invece…loro vogliono matematica dura 😉
    No, quanto a questo sono fortunata. Sono in un LiceoScientifico vero, e la matematica (e la fisica) piacciono molto 🙂

  10. LGO ha detto:

    Castagna: ma tu hai un posto  a scuola dove lavorare???
    Io, se voglio lavorare davvero, ho bisogno di almeno una sedia, un tavolo, un po' di spazio per poggiare la mia roba. Non dico un pc, anche se servirebbe.
    Siamo in ottanta e abbiamo una sala insegnanti 4×6 m2.
    No: quando posso, scappo da scuola.

  11. pensierinikata ha detto:

    Come ti capisco. Anch'io ci metto una vita a correggere i compiti e a prepararli, anche perchè devo fare delle frequenti pause, non riesco più a concentrarmi per ore come facevo prima. 

  12. LGO ha detto:

    Più che la concentrazione il problema è la noia!
    Anche perché come stanno andando le cose in classe te lo dicono i primi cinque o sei compiti che correggi, non ne servono mica trenta 😦

  13. manodiangelo ha detto:

    No, purtroppo non ci crede nessuno.Io ho meno lavoro di correzione , nel senso che alla primaria la cosa risulta più semplice(anche se ho un pacco di quaderni che mi aspetta), ma sono più ore a scuola..Una volta ho litigato in una riunione sindacale, dicendo che il nostro discreto a livello sociale è insopportabile..sai cosa mi hanno risposto? Forse lei si sente screditata, io no….no comment…..

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