Accipicchia!

Gli studenti del PrimoLiceo, in fondo, sono come tutti gli altri. Sì, più bravini, e in media simpatici. E’ più facile essere simpatico se la mamma ti compra le scarpe che ti piacciono e pure le felpe da fighetto, diciamocelo. Se quando torni a casa puoi chiudere la porta della tua camera e accendere il tuo pc, invece di ricavarti un buco sul tavolo da pranzo dove il nonno ha lasciato un portacenere pieno di mozziconi accanto al tuo piatto di pasta ormai fredda. Se leggi un sacco di libri e i tuoi, giusto ieri sera, erano ad un concerto. Comunque, facile o no, pur essendo sempre corretti ed educati, chiacchierano, copiano le versioni di latino sotto il banco  e sgusciano fuori dall’aula ad ogni cambio d’ora per sbaciucchiare quella dell’aula a fianco.
Ma durante le verifiche, che poi sarebbero quasi i compiti in classe di una volta, regna un silenzio fantastico. Ecco, in questo gli studenti del PrimoLiceo sono davvero diversi  dagli studenti del LiceoDiPeriferia dell’anno scorso, e anche diversissimi dalla GrandeScuola di sempre. Quando ci sono le verifiche, loro sono concentrati e silenziosi e seri. Qualcuno si toglie l’orologio da polso (sì, loro hanno anche l’orologio da polso, e sanno pure leggere l’ora, mica usano solo l’i-phone) e controlla il tempo. Qualcuno allinea penne e matite davanti a sé con aria nervosa, e non fiata.
Fino a ieri mattina.
Quando un sonoro
– Oh, cazzo!
ci ha scossi tutti per un attimo dal nostro torpore di classe seria  di Liceo perbene.
Era Antonio.
Antonio è sempre tre passi avanti a tutti. Anche quattro. Ad Antonio devo sempre portare qualcosa di speciale da fare. Antonio non controlla quanto tempo ancora gli resta. Lui lo cronometra, il tempo.
Ora, io odio quando devo fare la prof e qualcuno dice una parolaccia. Il fatto è che, anche se ne dico molto poche (qualcuna in più la penso solamente),  quando non sono insulti o cattiverie le parolacce mi fanno pochissimo effetto. E odio dover essere lì, quando loro non si stanno insultando e non vogliono  essere offensivi o prepotenti o prevaricare, odio essere lì a dover dire che non si fa.
E poi so che un problema che non si vuole risolvere è un ottimo motivo per dire oh cazzo.
Così, mi è uscito un
Antonio, modera il linguaggio…
detto con tono molto poco incisivo. 
Paolo, al primo banco, ha alzato gli occhi
Prof, non l’ha sentita.
Antonio non si è accorto di nulla.
 

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6 risposte a Accipicchia!

  1. LaVostraProf ha detto:

    🙂
    Un più sul registro per la concentrazione.

  2. vnnvvvn ha detto:

    Ottimo compromesso: tu hai fatto il tuo e lui ha continuato a fare il compito 🙂

  3. lanoisette ha detto:

    ma io pagherei per le roboanti esclamazioni di Antonio! 🙂

  4. utente anonimo ha detto:

    Simpatico Antonio e simpatica anche tu 🙂

    pacca sulla spalla da extramamma

  5. utente anonimo ha detto:

    Antonio mi ricorda il Soratte di Fuoriclasse… 

  6. povna ha detto:

    "oh, cazzo!" – sono le parole che pronunciai, per la prima e unica volta davanti a due alunne, quando, eravamo a Oz,  a tentare di recuperare Dorothy che era scappata dalla sua vita e dalla scuola, squillò il telefono per dirci che il più grande dolore che può capitare a un figlio era appena successo alla Timida dell'Orda (e noi, invece di poterci precipitare al suo fianco) eravamo a oltre ottocento chilometri di distanza impegnati a recuperare quell'altra figliola). le bimbe rimasero così allibite. e anche io di me medesima. e però anche la vita che non si risolve può essere un'ottima ragione…

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