Di mattina

La mattina alle sette e mezza (tutte le mattine, sempre) esco di casa con mia figlia. Lei ha uno zaino color melanzana che pesa diciotto chili, io ne ho uno nero, talvolta più leggero.
Sul portone del palazzo ci separiamo.
Attraverso la strada, e  arriva un uomo altissimo che porta due microscopici botoli a fare la passeggiata mattutina.
L'uomo è nero, nero di pelle e a volte anche di umore, sembra.
Credo che sia somalo, ma come faccio a saperlo?
E mi sembra così incongrua la sua presenza, la sua giovinezza e la sua forza al servizio di quei due cagnetti odiosi nel loro entusiasmo di prima mattina.
Quel suo sguardo di rabbia, per essere nato nel posto sbagliato.
Poi lui gira l'angolo, e io vado a scuola.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

9 risposte a Di mattina

  1. povna ha detto:

    che invidia, le sette e mezzo… magari… alle sette e mezzo io varco il portone della scuola. dopo un viaggio in treno pendolari con tantissima gente arrabbiata e sfiancata, per essere nata nel posto sbagliato. niente botoli, per loro, ma, quando va bene, in spalla gli attrezzi per un lavoro durissimo. nonostante il buio delle sei e trenta, mi vergogno persino ad avere sonno…

  2. lanoisette ha detto:

    ma… e prendere tu i botoli e affidare a lui i pargoli?
    per una volta, eh…

  3. LGO ha detto:

    @povna: è il primo anno che posso arrivare a scuola in un quarto d'ora. e mi serviva proprio 🙂
    quanto al resto, certo che ci sono lavori peggiori, e chissà da cosa è scappato, quell'uomo lì. Credo che sia difficile per noi immaginarlo. Ma trovo alcune forme di servitù così umilianti…anzi, le trovo tutte umilianti, a dire la verità.

    @noisette: No, i botoli no. Almeno i bambini non fanno la cacca per la strada 😦

  4. povna ha detto:

    sono d'accordo con te, sono tutte umilianti, e non c'è gara… era solo per dire che ti capisco, tutte le mattine, vedere quei borsoni, e pensare alle parole di stizza che rivolgeranno loro avventori ai tavolini…

  5. povna ha detto:

    ps: invece, la scuola a un quarto d'ora da casa (e nella stessa città!)… che invidia! io ce l'ho a 50 km, ed è sempre stato così… da un lato, ti dirò, mi piace sigillare in uno spazio altro rispetto al mio territorio della piccola città le cose di scuola. dall'altro quello che mi pesa è che quando rimango a scuola in più, cosa che capita spesso, si ragiona sempre in termini di attese del treno successivo, di mezz'ora in mezz'ora.

  6. utente anonimo ha detto:

    Noi siamo "incistati" in una casa di ricchi_per_davvero che hanno una coppia rumena 24×7 da cui si fanno fare tutto. E quando dico TUTTO intendo proprio TUTTO anche perchè la casa sarà anche grande ma alla fine non è che occorra tutta quella manutenzione!! Quindi, pur di mantenerli occupati, si fa far loro la qualunque e, in mancanza di meglio, li si fa pulire sul pulito. 

    Ecco, il lavoro di servizio in generale non mi disturba e mi pare un mestiere come un altro ma quando, visto che tanto è pagato, devi far cercare il pelo nell'uovo allora sì che mi puzza di umiliazione!

    /graz

  7. LGO ha detto:

    @Povna: la scuola vicino casa per alcuni versi è una cosa drammatica. Vuol dire che rischi di incontrare il tuo studente più odioso mentre fai la cretina con tuo figlio di cinque anni al parco, per dire. Oppure, ti devi infilare il costume da bagno in piscina davanti a quelle ragazzine che stanno appostate dietro la porta della tua quinta ogni ricreazione per cercare di attirare l'attenzione del fighetto della classe. Ma risparmiare due ore al giorno di puro traffico non ha prezzo.

    @Graz: io non sopporto alcune cose, tipo farsi vestire.

  8. utente anonimo ha detto:

    "… io ne ho uno nero, talvolta più leggero"…
    Bellissima!!! XD
    Shunrei

  9. LGO ha detto:

    Ok, a essere onesta dovrei dire "di rado". Perché diversi giorni ho solo tre libri e un quaderno da portare 🙂

I commenti sono chiusi.