Liberiamoci dal maiale: a dire no si comincia da piccoli



Non è che cucinare non mi piaccia, anzi.
Solo che non mi impegno.
Ma questa ricetta non è neanche una ricetta: è un gioco.
Servono:
tre ragazzini, meglio due femmine più grandicelle e un maschio piccolo sui cinque anni. Poi, se la grande declina l'invito e si chiude in camera sua a leggere, va bene lo stesso;
schifezzuole varie, tipo sottilette, maionese, formaggi mollicci: tutta roba che di solito terreste lontano dalla vostra tavola, ma per una volta pazienza;
pezzettini di olive o carote o fogliette di insalata;
pane in cassetta, formine e forbici;
salame e wurstel, perché lo scopo è liberarsi dal maiale, quindi il salame e wurstel sono indispensabili.
L'esecuzione è banale.
Basta lasciare i bambini lì, col papà nei paraggi, tornare dopo un po' e trovare tutto pronto.

Perché loro non lo sanno, ma noi sì: ci sono tanti modi di dire no.

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10 risposte a Liberiamoci dal maiale: a dire no si comincia da piccoli

  1. LaVostraProf ha detto:

    Bellissime (e buonissime)

  2. vnnvvvn ha detto:

    Ma che bella idea :-)))))

  3. madamabavareisa ha detto:

    bella adesione! grazie!!!

  4. utente anonimo ha detto:

    Piccoli insurrezionalisti crescono, bravissimi!!! :-)))

    /graz

    (non me lo vuole pubblicare, dice che è stato identificato come possibile spam. Uhhh? ora ci riprovo)

  5. RobertoilGrigio ha detto:

    Mi inviti a pranzo? 

  6. povna ha detto:

    Questo è un ottimo modo di dire no, anche perché spesso quello dei nani è uno dei più efficaci! grazie!

  7. lanoisette ha detto:

    fichissimo!!!

  8. emilystar ha detto:

    ma sono bellissime!!! bravissimi!

  9. pensierinikata ha detto:

    Sono magnifiche, le tue tartine multicolori e multisapori! Chissà che buone, specie se gustate alla faccia del porco (alias nano bavoso)!

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