Volpi

Carissimo Delio,
 
ho saputo che sei stato al mare e che hai visto delle cose bellissime. Vorrei che tu mi scrivessi per descrivermi queste bellezze. E poi, hai conosciuto qualche nuovo essere vivente? Vicino al mare c’è tutto un brulichio di esseri: granchiolini, meduse, stelle marine ecc. Molto tempo fa ti avevo promesso di scriverti alcune storie sugli animali che ho conosciuto io da bambino, ma poi non ho potuto. Adesso proverò a raccontartene qualcuna: per esempio, la storia della volpe e del polledrino.
 
Pare che la volpe sappia quando deve nascere un polledrino, e sta in agguato. E la cavallina sa che la volpe è in agguato. Perciò, appena il polledrino nasce, la madre si mette a correre in circolo intorno al piccolo che non può muoversi e scappare se qualche animale selvatico lo assale. Eppure si vedono qualche volta, per le strade della Sardegna, dei cavalli senza la coda e senza orecchie. Perché? Perché appena nati, la volpe, in un modo o nell’altro, è riuscita ad avvicinarsi e ha mangiato loro la coda o le orecchie ancora molli molli. Quando io ero bambino uno di questi cavalli serviva a un vecchio venditore di olio, di candele e di petrolio, che andava di villaggio in villaggio a vendere la sua merce (non c’era allora cooperativa né altro modo di distribuire la merce); ma di domenica, perché i monelli non gli dessero la baia, il venditore metteva al suo cavallo coda finta e orecchie finte.
 
Ora ti racconterò come ho visto la volpe la prima volta. Coi miei fratellini andai un giorno in un campo di una zia dove erano due grandissime querce e qualche albero da frutteto; dovevamo fare la raccolta delle ghiande per dare da mangiare a un maialino.
 
Il campo non era lontano dal paese, ma tuttavia tutto era deserto e si doveva scendere in una valle.
 
Appena entrati nel campo, ecco che sotto un albero era tranquillamente seduta una grossa volpe, con la bella coda eretta come una bandiera. Non si spaventò per nulla; ci mostrò i denti, ma sembrava che ridesse, non che minacciasse. Noi bambini eravamo in collera che la volpe non avesse paura di noi; proprio non aveva paura. Le tirammo dei sassi, ma essa si scostava appena e poi ricominciava a guardarci beffarda e sorniona. Ci mettevamo dei bastoni alla spalla e facevamo tutti insieme: bum! come fosse una fucilata, ma la volpe ci mostrava i denti senza scomodarsi troppo. D’un tratto si sentí una fucilata sul serio, sparata da qualcuno nei dintorni. Solo allora la volpe dette un balzo e scappò rapidamente. Mi pare di vederla ancora, tutta gialla, correre come un lampo su un muretto, sempre con la coda eretta, e sparire in un macchione.
 
Carissimo Delio, raccontami ora dei tuoi viaggi e delle novità che hai visto.
 
Ti bacio.
 

Antonio

Ero giusto alla ricerca di qualcosa su cui fare esercizio di programmazione. Qualcosa che fosse un po' divertente anche per quelli che, di solito, pensano solo a quanti minuti mancano alla ricreazione.
Stamattina mi hanno chiesto se parlavamo degli ebrei, con l'aria di dire che, vabbe', cosa ha a che vedere la matematica con gli ebrei? E così ho avuto il lampo.

La questura fascista comunica, la mattina dell'11 ottobre del 1940: "Alle ore 4.30 nella sua abitazione in via in Lucina 14, è deceduto il senatore Vito Volterra fu Abramo, di razza ebraica".
E basta.
Volterra era tornato a Roma da poco. Nel 1931 infatti si era rifiutato di prestare giuramento di fedeltà al fascismo ed era stato costretto a rinunciare ai suoi incarichi – da allora aveva vissuto prevalentemente fuori dall'Italia.

C'entra con le volpi, c'entra.
 

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10 risposte a Volpi

  1. LaVostraProf ha detto:

    Variazione e fluttuazioni del numero d'individui in specie animali conviventi?
    🙂

    (ho conosciuto Volterra leggendo il libro di Boatti, "Preferirei di no". Ci sono dentro storie coraggiose e commoventi, come le lettere di Gramsci a figli e moglie. Grazie per averla messa qui)

  2. LGO ha detto:

    Le NostreProf sanno sempre tutto

  3. utente anonimo ha detto:

    Ok, ho capito chi è Volterra (sei proprio insegnante dentro!), ma con la volpe che c'entra?
    http://sicampeggia.blogspot.com/

  4. LGO ha detto:

    @sicampeggia: Le volpi c'entrano con le equazioni di Lotka-Volterra, che sono un sistema di equazioni differenziali che descrivono la dinamica di un sistema prede – predatori. Oltre alle volpi, che sono predatori, ci vorrebbero delle prede, tipo i conigli: il modello di Volterra descrivere nel tempo come cambia il numero di prede e predatori sotto alcune ipotesi semplificatrici.

    Insegnante dentro?
    Ci devo pensare 🙂

  5. utente anonimo ha detto:

    Ecco appunto: non ci sarei mai arrivata e, anche adesso, non sapendo neppure  vagamente cos'è un'equazione differenziale potrei dire solo che si tratta di matematica che, comunque è già qualcosa. Grazie.
    Si, sei insegnante dentro perché mi hai incuriosito al punto di cercare per capire il senso del tuo post, e questa è una caratteristica dei bravi insegnanti. Ciao
    http://sicampeggia.blogspot.com/

  6. povna ha detto:

    la storia di coloro che non vollero prestare giuramento di fedeltà al fascismo andrebbe, proprio in questo momento, incisa col fuoco nelle menti dei cittadini. per poi fondare un nuovo movimento Bartleby riportato all'attualità…

  7. utente anonimo ha detto:

    Tu mica lo sai quanto mi piacciono i tuoi post. No, non lo sai. :-)))

    /graz

  8. utente anonimo ha detto:

    ecco: a scuola da Pìruli (quinta elementare) vorrei che avessero trovato qualcosa per 'sta benedetta giornata della memoria, che comunicasse ai bambini qualche valore positivo, tipo la dignità, il rifiuto di vendersi, la resistenza in tempi difficili.
    invece han fatto vedere Il bambino con il pigiama a righe, che è finito con mezza classe in lacrime.
    ma serve a qualcosa sbattere in faccia ai piccoli l'orrore a colori, manco fosse colpa loro?
    e scusa lo sfogo!
    MAQ

  9. signoraprof ha detto:

    Noi, in seconda media, abbiamo fatto questo, ma ho parlato con una maestra, mi ha detto che potrebbero farlo anche loro alle elementari.
    Detto questo: serve a qualcosa sbattere in faccia ai piccoli l'orrore?
    Mah… Io insegno nelle medie, e coi tempi che girano spesso sbattere in faccia l'orrore di certe scelte pare essere l'unico modo per renderli consapevoli di ciò che è accaduto e che potrebbe ancora accadere.

  10. LGO ha detto:

    @sicampeggia: be', sì: è matematica. Comunque, un bravo insegnante oltre a  incuriosire dovrebbe anche soddisfare le curiosità, o perlomeno dare gli strumenti per farlo: e questo è un altro paio di maniche…

    @povna: tu hai ragione, ma finché non troviamo un linguaggio comune con cui parlare a chi sta dall'altra parte, anche il marchio a fuoco serve poco…

    @Graz: ti piacciono? 🙂
    (tu pure lo sai che commento poco ma leggo sempre quello che scrivi, vero?)

    @MAQ: Guarda, non lo so. Il pianto in classe è contagioso, in realtà ho l'impressione che i bambini siano molto più impermeabili di quello che uno potrebbe pensare. Lo vedo nelle classi della scuola dei miei figli, c'è una esposizione alla violenza quotidiana (dalla tv, soprattutto) che ha reso questi bambini insensibili al solore. Ma ogni gruppo ha la sua identità, e ciascun insegnante dovrebbe interrogarsi sul senso di quello che propone. A volte è bene dare una scossa, altre non serve a nulla. Altre ancora fa male davvero, e magari oltre al dolore non resta niente.

    @signoraprof: Bello l'albero!

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