Una fredda sera d’inverno

Un gelo.
Non siamo abituati, qui, e a me non piace.
Poi, domenica si è pure rotta la caldaia e non si sa quanto ci vorrà per la riparazione.
Con i piedi intirizziti, un nano incappucciato da un lato  e una ragazzina bendata dall'altro (mamma, guidami tu che a me le luci della strada danno fastidio. Avvisami se vado a sbattere) ho visto una donna che imbucava una lettera.
Imbucava. Una lettera. Una busta bianca, nella fessura per tutte le altre destinazioni.
La donna era di spalle.

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10 risposte a Una fredda sera d’inverno

  1. vnnvvvn ha detto:

    Noi a Malta abbiamo faticato a riconoscere un buca per le lettere… ed ho cazziato mio fratello quando ha comprato le cartoline 😛

  2. LaVostraProf ha detto:

    Bello. Anch'io oggi spedisco due buste (color panna, a dir la verità, vale lo stesso?)
    Sai che per i francobolli non riesco più a prenderli dal tabaccaio ("Sali, tabacchi, valori bollati'"). Devo per forza andare a spedire in posta. Pensa te.

  3. icecimatti ha detto:

    mannò, dài, non è così strano !
    io imbuco spessissimo, essendo una grafomane, e anche la Ceci ora ha un'amichetta di penna a cui scrivere.
    a me non sembra così inusuale…ma forse nelle grandi città è diveso.

    il ghiaccio mattutino però è uguale !

  4. utente anonimo ha detto:

    C'è qualcosa di Calvino, in questo intervento.
    Ed è davvero senza tempo.
    Bello.
    Grazie.

  5. RobertoilGrigio ha detto:

    Una piccola goccia di vita di persone per bene e normali in questo diluvio di volgarità 

  6. lanoisette ha detto:

    oddio, fa già belle époque

  7. LGO ha detto:

    @viv: Io le cartoline le compro sempre. Ma poi non le scrivo mai

    @Prof: le buste color panna sono fantastiche . Invece, da quando i francobolli sono autoadesivi, non mi piacciono più.

    @Simo: Un'amica di penna? Wow 🙂

    @DarkNomad: Grazie. Sono un po' senza parole, Calvino è troppo 🙂

    @Grigio: e se invece era solo un reclamo perché le stanno tagliando la luce?

    @Noisette: la scrittura?

  8. povna ha detto:

    anche a me piacciono i francobolli da leccare…
    l'immagine è bellissima, però, soprattutto, e dal profondo dell'esperienza, solidarietà per la caldaia… 😦

  9. utente anonimo ha detto:

    Essì. Io c'ho proprio l'animo gretto e il cuore inaridito.

    Infatti m'è venuto subito in mente ecchecc'è di strano? Io imbuco lettere ogni due per tre.

    Non son lettere d'amòr, non son buste di carta di stracci in color panna, ma più prosaicamente fatture, e comunicazioni dati fiscali e vieppiù spessamente solleciti di pagamento dopo che i fax e le mail minatorie sò state ignorate bellamente.

    Poi m'era sovvenuto anche l'afflato romantico della faccenda. Ma le fatture ormai soverchiano il tutto.

    Sai un'altra cosa? Alle superiori (in terza ragioneria) la profa matta d'italiano ci organizzò un incontro con Danilo Dolci.
    Parlò e parlò e noi ascoltavamo affatati, poi a un certo punto disse "e quando sentite dire -partita- non pensate subito al calcio…"  e io ebbi un lampo di comprensione poetica. Io quando sento -partita- penso immediatamente -DOPPIA!-

    Meno male stètti zittina, la profa di italiano era un po' matta per davvero, chissà se mi avrebbe appesa per i pollici a un'uscita così, eheh.

    Ciai poeticissimi, Mimì

  10. LGO ha detto:

    @povna: sì sì, era tutto quell'armeggiare per leccare il bello dei francobollii 🙂

    @Mimì: ciao 🙂
    Sono ancora nel dubbio: quando c'è un freddo becco, è più probabile che si esca a imbucare una lettera d'ammore o la risposta a un sollecito – che la paura che ti stacchino la luce è brutta!
    Non mi so decidere…

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