Primi vicini

Non lo uso mai.
Ho comprato il mio primo cellulare quando ho portato la figlia grande al nido.
Dovevo essere sempre reperibile, dicevano.
E io mi adeguavo, anche se non ricordo di essere mai stata chiamata.
Ora la ragazza ha undici anni, io sono al mio secondo cellulare e lei ne vorrebbe uno tutto suo.
Ma non lo avrà, per ora.
Ci sto girando intorno.
Oggi, che mi serviva, il cellulare era senza un euro di credito, e con la memoria intasata.
Se ti trovi seduta su una sedia di plastica dura in un corridodio surriscaldato, con la prospettiva di aspettare a lungo e nulla intorno, ti riduci perfino a cancellare i messaggini.
Ho cercato di procedere in modo ordinato, come il crivello di Eratostene.
Prima, via tutti quelli di servizio (il tale è tornato raggiungibile, il tizio ti ha cercato e tu non rispondevi – tanto per cambiare)
Via quelli del marito (Non torno a cena, Non riesco ad andare a prendere O. all'asilo, Missione compiuta: giovedì porto dal dentista tutti e tre, Call me asap)
Via quelli di amici e colleghi (Niente cinema: esco con *lui* aiutoooo sentiamoci dopo)
Via certi residui di stage degli studenti (Prof, arrivati sul posto, tanto sonno; Prof, suono il campanello ma nn rispnde nssno!)
Ma alcuni li ho conservati: i messaggini storici.
E quelli delle persone che ora non ci sono più.
Sono troppi.

Eppure.
Quando il cielo è limpido, uno potrebbe stare per ore a guardare gli storni.

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7 risposte a Primi vicini

  1. LaVostraProf ha detto:

    Chissà che pensano, gli storni, mentre si fanno e disfanno in chiaro cielo

    (e mentre guardo, radicalmente cancello tutti i messaggi, ché più di tanti il mio cell non ne tiene e devo fare il repulisti)

  2. povna ha detto:

    posso sfatare tutto il romanticismo? quando guardi gli storni a Roma, che si fanno e disfanno in chiaro cielo, tieni la testa ben coperta, e la bocca chiusa. perché la prima volta che arrivi, a Roma, e guardi gli storni, e il cielo chiaro, potrebbe capitare – dico "potrebbe" – che ti scacazzano sulla testa, sui capelli appena lavati, preciso preciso dal cielo chiaro, mentre tu sei scesa dal treno tutta preso incontro ad appuntamenti e romance…
    gran cosa la tecnologia.

  3. LGO ha detto:

    Più che romanticismo era depressione, dopo una giornata di ospedali e tutti quei messaggini da persone morte…
    Però, ora gli storni sembra che abbiano abbandonato il centro e si siano spostati verso sud, perlomeno è lì che ultimamente mi capita di vederli. Il che è un bene, perché invece abitualmente mi muovo altrove 🙂
    Ma in tanti anni, a me non ricordo che sia mai capitato di essere colpita da una scagazzata di storno.
    E poi gli storni mi fanno ricordare che volevo scrivere qualcosa, dall'altra parte, sul caos e i comportamenti collettivi.
    Perché la fisica è ovunque 😉
    Anche se il  tempo è sempre quello che è – poco.

  4. lanoisette ha detto:

    alcuni messaggi vanno cancellati SUBITO!!! pena la tristezza globale quando ricapitano sotto mano.

  5. vnnvvvn ha detto:

    Coff coff… LGO dalle parti di Piazza dei Cinquescento gli storni ci stanno ancora che è una bellezza, grandi coreografie… in cielo e in terra (se schivi i residui organici)
    Per il resto vicinanza semi condivisa!

  6. povna ha detto:

    @Viv: lì appunto ricordo il misfatto, alla fermata del 90.

  7. LGO ha detto:

    Devo passarci all'ora giusta e controllare.
    Poi però se vengo colpita è colpa vostra

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