Oggi

Il sabato vado al mercato, compro i broccoli e i mandarini. Amo i broccoli, e i loro piccoli coni brillanti.
Il fruttivendolo mi chiama per nome, e mi chiede notizie dei bambini. Un giorno parleremo dei frattali, con quei broccoli lì è impossibile resistere.
E un giorno gli chiederò se lui c'era già quando io ero piccola e gli studenti scendevano giù di corsa per il lungo viale, caricati dalla polizia.
I bambini che urlavano, le buste della spesa sparse in mezzo alla strada.

Mi ricordo una madre in una casa opprimente. Una stanza trasformata in altare, tempio, santuario.
Un giovane figlio ammazzato per strada.
Era la mia professoressa al liceo.

Un liceo del centro, ma qui il centro è pieno di licei.
Tutte le mattine ora faccio la stessa strada che facevo allora.
Rivedo gli stessi sampietrini, e tra un po' dimenticherò quello che sognavo quando seguivo pigramente  le sue curve.
Ora corro, e penso poco.

Sono confusa, e mi chiedo perché sono qui a scrivere, perché oggi non è venuto giù il diluvio  – gli adulti, dove erano? dove sono? cosa fanno? Come è possiibile che domani sia uguale a ieri?
Mi chiedevo, una volta: ma com'era mentre l'impero romano crollava? Com'è la storia, vista da dentro?
Cosa facevano le brave persone quando i fascisti tiravano fuori i manganelli?
Forse aggiornavano il profilo su facebook.
O scrivevano due cazzate sul blog.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

7 risposte a Oggi

  1. vnnvvvn ha detto:

    Ho deciso che li licenzio!
    TUTTI… senza riconoscimento di preavviso.
    Riprendiamoci l'Italia!

  2. ziacris ha detto:

    Io c'ero nell '77 a correre, scappare dalle cariche

  3. benzinagricola ha detto:

    Ma, sentite, gli italiani hanno realizzato il fascismo solo quando si sono beccati le bombe sulla testa e credo che qui sia più o meno lo stesso discorso.

  4. utente anonimo ha detto:

    Con queste parole intendi che sei pentita di non essere scesa in strada anche tu, o l'esatto contrario?

    Io Storia la insegno e, soprattutto, la studio. E la vedo MOLTO, MOLTO grigia. Credo che dovremo, anzi, che dovremmo, vedere un altro bel po' di violenza, e per la prima volta non me la sento affatto di condannare chi scaglia i sampietrini.
    Il che è molto triste.

    L'unico lato parzialmente positivo è che essendo malata tornerò a scuola lunedì e la mia terza, che non è particolarmente politicizzata a differenza di altre classi che ho visto, per allora non si ricorderà di chiedermi cosa ne penso di quel che è successo ieri.  Perchè sono in contraddizione con me stessa, se rispondo quel che penso in queste ore.

    Castagna

  5. LGO ha detto:

    Ci sono andata, alla manifestazione, ma avevo una riunione a scuola e sono tornata indietro prima degli scontri. Erano anni che non si vedeva una manifestazione così, praticamente solo giovani. Allegri, grintosi, anche spiritosi. Ma attorno alla Camera e Palazzo Grazioli c'era un cordone di camionette (polizia, carabinieri, tutto) ed era impossibile passare. Si vede che dall'altra parte di via del Corso, verso piazza del Popolo, il blocco non era così ben fatto, altrimenti non si spiega quello che è successo. Il clima non era sereno per nulla, lì. Ho visto turisti che cercavano di informarsi di quello che succedeva senza capire nulla, mentre continuavano ad arrivare camionette piene di militari che venivano scaricati dentro il cordone sanitario. Aria di battaglia. Il sindaco  dice che era un mese che si preparava qualcosa, lui se ne intende, ma allora perché è andata così? Se era un mese che si preparavano, perché qualcuno ha lasciato un cantiere aperto con vanghe e altra roba pronta da portare via?  Quando sono uscita da scuola, alle quattro, ancora si incontravano gruppetti di ragazzi che vagavano spaesati, ed eravamo abbastanza lontani da piazza del Popolo.

    Non so. Cerco di immaginare come mi sentirei se avessi vent'anni, io che non ho santi in paradiso. Allora, quando li avevo, credevo di avere una possibilità, e guarda com'è andata. Ora è molto peggio.
    Ma come si fa a non essere arrabbiati quando si sa di essere cento volte meglio di chi ci governa, e si è costretti lo stesso a subirne la vergogna? Sono convinta che gli scontri di ieri non sono roba da studenti, non è loro la responsabilità, ma la rabbia che comincia a sentirsi in giro la capisco.

    Quanto ai miei studenti, loro se ne andranno, e io glielo auguro.

  6. giulionga ha detto:

    Cara LGO, da studentessa leggo e mi viene solo da piangere. Di stizza, come fanno i bambini. 
    La verità è che sono più arrabbiata di quanto riesco a dire. Così arrabbiata che ho imparato a sedermi sui binari dei treni, e pazienza per chi deve partire. Aspetteranno pure loro, in fondo noi aspettiamo da una vita. Così arrabbiata che non riesco a criticare chi lancia le pietre. Mi manca ancora un po' per arrivare a essere io quella che tira i sassi, ma per la prima volta nella vita comincio a credere che potrei arrivare lì anch'io, che ci manca davvero poco.
    L'altro giorno, dopo quello che è successo, l'unico slogan che riuscivamo ancora a gridare, per farci un po' coraggio, era "la gente come noi non molla mai". Ecco, una cosa l'ho capita, in questi giorni: qui, in questo paese, non c'è nulla su cui possiamo contare al di fuori di noi stessi. Non sulla classe politica, non sui sistemi di rappresentanza, nemmeno sulle generazioni che ci hanno preceduto. Non so se saremo in grado di essere quello che vogliamo essere. Ma, se ho capito qualcosa di noi, credo che proveremo in ogni modo a non mollare. 
    E non è che siamo meglio degli altri. E' che, davvero, non ci resta altro da fare. E io, di gente che vorrebbe restare, ne conosco tanta.

  7. utente anonimo ha detto:

    Menomale, giulionga, che scrivi queste cose. Anche io non voglio andarmene, voglio restare qui a crescere gente come te.

    Per tua informazione, gli amici pendolari non si lamentano dei ritardi (e avendo fatto la pendolare anche io, anche in un periodo in cui chiudevano una fabbrica e c'erano gli operai sulla tratta Asti Torino, posso dirti che un ritardo dei treni ogni santo giorno è una cosa enormemente logorante per chi lavora) il che significa che sono d'accordo con gli studenti che occupano i binari (di Porta Nuova, nello specifico).

    Non mollate. 

    Grazie, LGO, per le tue testimonianze.

    Castagna

I commenti sono chiusi.