Vita e morte di un calzino

Dev’essere ben triste la vita di un calzino. Lungo o corto, di filo di scozia o lanetta, squallidamente grigio o   inutilmente colorato, il suo destino si consuma chiuso in un cassetto buio, unico luogo dove può stringersi infelice al disperato compagno, da cui esce per farsi schiacciare e stropicciare e finire puzzolente in una centrifuga impazzita.
I più coraggiosi e intraprendenti cercano invano di resistere al giro della morte, il Maelstrom del tubo di scarico, una morte ignobile che condanna anche  il compagno ad una fine altrettanto rapida, dritto nel bidone dei rifiuti indifferenziati.
Eppure.
A suon di calzini si combatte una delle battaglie meno sanguinose e insieme più strazianti dei nostri giorni.
E dei tempi che furono, anche. Perlomeno da quando l’uomo inventò il calzino (o fu la donna?) e la donna inventò il cassetto in cui riporlo (o fu l’uomo?).
La Guerra del Posto dei Calzini. Una Guerra di Genere.
Le donne, infatti, sanno. Hanno perfettamente chiaro qual è l’esatto precisissimo posto in cui vanno riposti i calzini, e il quando e il come.
Gli uomini, no. Gli uomini lasciano il calzino abbandonato al suo destino, confondono, perdono (e accusano: chi diavooolo ha spostato i miei calziiini? Non si trova mai nulla, in questa casa!).
Con l'esempio del «giusto posto» dei calzini, irrompe la «storia vissuta» delle donne che problematicizza la riduzione dell'unità di tempo, la misurazione del lavoro effettivamente prestato: a parità di lavoro, quello delle donne è un lavoro assai più intensivo di quello dell'uomo. Questa intensità non è riducibile alla sola dimensione quantitativa, come se fosse l'effetto di una specializzazione acquisita dalla donna nel tempo (dall'infanzia in poi), ma attiene alla divisione sessuale dei ruoli. Dietro c'è tutta l'asimmetria nei rapporti di potere. E' il potere sulle donne che mette in crisi la possibilità stessa di misurare quantità di tempo di lavoro utilizzando la medesima unità di misura*.
E’ per questo che io nei calzini di mio marito non metto mano. Quelli che escono dalla lavatrice vengono allineati sul suo letto, e da lì in poi li abbandono al loro destino. Il che non mi salva dal mio, di destino, nascosto sotto una enorme montagna di calzini più piccoli. Una vendetta delle Parche, che sicuramente tessono e misurano e tagliano nient’altro che calzini.
Il cambio di stagione è il mio incubo.

*(C. Marazzi, Il posto dei calzini)
Questo libro me l'ha regalato mio padre, anni fa.
Mio padre mi sovrastima, decisamente: io di economia e lavoro capisco veramente poco.

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6 risposte a Vita e morte di un calzino

  1. LaVostraProf ha detto:

    Mio marito ha duecento apia di calze blu o nere.
    Io ho anche una lavatrice mangia-calzini, e tu?

  2. utente anonimo ha detto:

    I calzini spaiati a casa nostra li gestisce il capo: li mette in un cassetto apposito da cui io a volte posso riappaiarli. Solo che mi confondo e li metto invece nel cassertto dei calzini non spaiati, e poi i sistemi si confondono. Il fatto è che lui non sa quali calzini sono di quale figlio in quale momento di crescita, e centralizzare e meglio.

    Io invece non sopporto di fare i lavori doppi (riporre a parte, appaiare e rimettere nei cassetti rispettivi un piano sopra) e li butto dove vanno che si riappaiano da soli al momento di infilarli.

    Brutta cosa l'organizzazione del lavoro.

  3. lanoisette ha detto:

    ah, quando vivevo con i miei avevo sempre un certo numero di calzini spaiati. durante i cinque anni di vita da single casamunita, erano sempre accoppiati. ora, col Benza, stanno cominciando di nuovo a spaiarsi (pare che i suoi non abbiano mai smesso).
    che vorrà dire?

  4. vnnvvvn ha detto:

    Mah… io vado all'outlet dell'adidas compro 4 confezioni da tre (bianco, nero, grigio) e poi se si mischiano con quelli dell'anno precedente pace…
    L'unica difficoltà è stata quando ho comprato un trittico di altra marca e rischiavo un calzino tedesco ed uno della vittoria…

  5. utente anonimo ha detto:

    Hahaa che bello questo libro!!hahaa anch'io ho un rapporto un pò conflittuale con i calzini! Quelli spaiati li metto dentro ad un sacchetto, dentro ad un armadio insieme alle cose da stirare. Mi rifiuto categoricamente di appaiare i suoi, nemmeno so dove li mette e così faccio per slip e canottiere!
    Non ho mai sopportato mio papà che chiedeva a mia mamma dove fossero le mutande!!!Come non sopporto il tipo di piegamento, io li avvolgo e li allungo così poi sono in ordine, lui come mia suocera fanno un palla!!!Oddio che orrore.. come mi irrita questa cosa…

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