Sabato scorso, a metà mattina, io e il nano eravamo già andati a fare la spesa. E già lasciare la figlia di mezzo a casa – sole lei e la sorella – è un po' un azzardo. Insomma, Gigi è una che prima di cominciare a parlare ha imparato ad arrampicarsi sulle grate della porta finestra del terrazzo. Una che a otto mesi mangiava sui braccioli del seggiolone.
Tornati a casa, la ragazza aveva cominciato a fare un capriccio dei suoi, ma alla fine l'avevo convinta a uscire di nuovo tutti insieme.
Attraversare la strada dando la mano a un adulto è una delle regole ferree di questa famiglia. Solo Livia è esonerata, ma lei ormai va a scuola da sola. Io pensavo che almeno per qualche mese l'avremmo accompagnata, invece nel giro di una decina di giorni si è emancipata. Tutte le mattine ha appuntamento qui all'angolo della via con il suo amico Lorenzo: hanno fatto l'asilo e le elementari insieme, ma ora sono in classi diverse.

E' stata questione di qualche secondo. Il nano ha attraversato di corsa e io un attimo prima stavo ancora cercando di placare Gigi, e un attimo dopo l'ho visto steso in mezzo alla strada.
Qualcuno ha chiamato l'ambulanza, e siamo andati in ospedale tutti e quattro. A. era fuori Roma. Il mio cellulare non funzionava. Gigi piangeva come una fontana ma la gamba del nano era chiaramente rotta e non riuscivo a darle retta. Le ho dovute lasciare in mezzo al corridoio, chiedendo a Livia di calmare sua sorella.
Solo la sera ho realizzato che in tutto quel pianto non c'era solo lo choc, ma anche uno spaventoso senso di colpa.
Lei si è sentita in colpa per quello che è successo.
Io invece so che la colpa è mia.
Anche se il nano è stato investito sulle strisce pedonali.
C'è ancora il segno dei rilievi della polizia o dei vigili, non so. Ci passo sopra tutti i giorni tornando a casa.

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4 risposte a

  1. LaVostraProf ha detto:

    Magari diglielo, che non è colpa sua.Poi, per spiegare a te che non è nemmeno colpa tua (a meno di non chiamare "colpa" il fatto di avere più di un figlio e di volerli crescere tutti nell'indipendenza e non sotto una camapna di vetro), ecco, per spiegarlo a te non so chi potrebbe farlo.(mi sembra quando faccio gli esempi di causa ed effetto a scuola: se vado in montagna e c'è il sole e voglio fare una passeggiata e inciampo in un sasso e mi rompo la gamba, qual è la causa?Che esiste la montagna? Che ci sono voluta andare? Che mio marito non mi  ha detto di non andarci? Che c'era il sole? Che qualcuno prima di me ha spostato il sasso in mezzo al sentiero? Che mi sono distratta a guardare un fiore? eccetera eccetera eccetera. Insomma, come fa a essere colpa esclusivamente tua? Non lo è.)

  2. LGO ha detto:

    Ho cercato di convincerla che non è colpa sua. Poi, chi può dire cosa c'è nella sua testa?E nella mia?E' vero, c'è una persona che stava guidando e non si è fermata sulle strisce pedonali.E' vero anche che i figli sono tre e i miei occhi solo due.Ma questo mi aiuta poco, al momento.

  3. eliag ha detto:

    Senti, lo sa già, non serve a niente cercar le colpe nè stabilirle con precisione. NON E' colpa, lo sai, è fatalità, è caso e magari è anche distrazione del tizio/a alla guida che di fronte alle strisce uno dovrebbe essere in grado di fermarsi.Dai, coraggio, non marcirci sopra e non avvitarti in quei pensieri tipo "E se ….."/graz

  4. lerinni ha detto:

    dio… e questo vale per te e per lei. perchè a voi due non ve lo può spiegare nessuno che non è colpa vostra. non lo è, pacifico, siamo tutti d'accordo. ma sappiamo anche tutti benissimo che, in un angolo della vostra testa, c'è quella vocina stronza che ripete che non è vero. per lei, provaci tu a zittirla, la vocina. per te, magari, ci proviamo noi…

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